
Lo spazio giovani della Biblioteca Delfini presentaAutori in Zona 2008

La camera della morte - visual reading, biblioteca Delfini, 3 maggio 2008
La camera della morte - VISUAL READING
Un tranquillo pomeriggio di paura
di Filippo Bergonzini
Per un pomeriggio la sala conferenze della Biblioteca Delfini si trasforma, letteralmente, in una “camera della morte”. Il complesso ed evocativo impianto scenografico allestito dalla Compagnia TeatroBlu ricrea l’atmosfera claustrofobica di un racconto di Stephen King e offre agli spettatori un'inquietante messa in scena.
Il pubblico viene condotto all’interno della semioscurità di una stanza racchiusa da tre minacciose pareti nere e fatto “accomodare” su scomode panche. Qualche secondo e il reading comincia.
L’attore e regista Nicola Benussi inizia una lettura tesa e drammatica dando vita alle parole dei grotteschi personaggi che popolano il racconto di King. L’angoscia del protagonista Fletcher è palpabile: in balia delle violenze fisiche e psicologiche di militari sadici e scienziati folli è costretto a subire un interrogatorio che si rivela ben presto una trappola mortale senza apparente via d’uscita.
Un grande schermo luminoso trasforma il racconto in immagini altrettanto drammatiche e intense. Il fumettista Armin Barducci, dietro le quinte, alterna disegni utilizzando una tecnica che fonde abilità manuale e computer graphic.
Accanto a lui Franesco Ros, artefice della suggestiva scenografia, mixa sapientemente rumori e inserti musicali.
Si rimane col fiato sospeso per quasi un'ora per seguire le evoluzioni della voce narrante che si fa via via sempre più spasmodica e agitata e ammirare le illustrazioni dal segno carco ed espressivo che appaiono e scompaiono sullo schermo, fino al climax finale.
Dopo il primo spettacolo c’è tempo per una replica; fuori splende il sole, ma dentro la “camera della morte” il buio non accenna a svanire.
Questo esperimento di visual reading, realizzato “ad hoc” per la Zona Holden della biblioteca, si rivela un interessante adattamento di un racconto “di genere”, che tramuta la pagina scritta del “re del brivido” in voci, suoni e immagini, senza tradirne l’efficacia.