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27/09/2012
Un'estate speciale: Ciccio e Leila



Ciccio e Leila sono due degli oltre duecento ospiti del Canile Intercomunale di Modena che, durante l'estate appena trascorsa, sono stati protagonisti di un'amicizia a dir poco speciale nata all'interno della struttura stessa.

Hanno avuto la fortuna di incontrare e conoscere due “educatrici” venute in canile con l'obiettivo di passare un'estate diversa dal solito, a contatto con i cani.

Mara e Jessica sono le due ragazze adolescenti protagoniste di quest'amicizia e grazie al contributo della cooperativa sociale che le segue hanno avuto modo intraprendere questo viaggio che ha permesso loro di lasciare un contributo significativo sull'educazione dei due cani, aumentando di fatto le loro probabilità di adozione.

Due volte a settimana, sotto la supervisione della loro educatrice e dell'educatore cinofilo della struttura, si sono messe in gioco e hanno potuto sperimentare in prima persona cosa significa entrare in relazione con un essere vivente – il cane - così diverso per caratteristiche, peculiarità e bisogni e allo stesso tempo così simile in fatto di emozioni ed empatia.

Mara e Jessica hanno imparato a comunicare correttamente con Ciccio e Leila prendendo consapevolezza del fatto che i loro gesti, i loro movimenti e le loro espressioni sono un'inesauribile fonte di informazioni per i cani. Hanno infatti scoperto che attraverso un corretto uso del proprio corpo a livello di posture, sguardi, gesti ed espressioni del volto si può comunicare in maniera davvero efficace con qualsiasi cane. Questo le ha permesso di instaurare da subito un rapporto di fiducia e comprensione con Ciccio e Leila creando così la base costante del lavoro di training svolto per tutta l'estate.

Il sapersi relazione correttamente con loro è stata la chiave del loro successo.


Come linea guida del loro lavoro Mara e Jessica hanno individuato alcune caratteristiche fondamentali che ogni cane in procinto di essere adottato dovrebbe avere per sapersi ambientare ed adattare serenamente al nuovo contesto familiare ed urbano. Parallelamente hanno provato a mettersi nei panni di un potenziale adottante per capire quali aspetti del cane DOVREBBERO essere tenuti in considerazione, al di là dell'aspetto fisico.

Hanno pensato che un cane che entra a far parte di una nuova famiglia dovrebbe essere:

  • socievole con le persone e abituato a condividere parecchio tempo a contatto con loro, sentendosi a proprio agio e mostrando un atteggiamento tranquillo e rilassato. Chi adotta un cane dovrebbe infatti avere fra i suoi obiettivi quello di renderlo partecipe il più possibile della propria vita, condividendo con lui molti momenti;
  • abituato al contatto fisico e alla manipolazione in modo da agevolare ad esempio la vestizione della pettorina, l'asciugatura dopo una passeggiata sotto la pioggia, un'improvvisa “carezza energica” di un bambino, piuttosto che una visita di controllo dal veterinario o meglio ancora per godersi i momenti di coccole e carezze sdraiati sul tappeto del salotto di casa;
  • in grado di passeggiare tranquillamente al guinzaglio, evitando di tirare come un forsennato ma essendo in grado di godersi quel momento a guinzaglio morbido;
  • in grado di rilassarsi sulla propria cuccia/copertina quando i suoi compagni umani sono alle prese con le loro faccende o semplicemente non hanno tempo da dedicargli per un certo periodo di tempo, quindi avere uno stato emotivo calmo e sapersi autocontrollare. In altre parole essere in grado scegliere il comportamento più adeguato al contesto in cui si trovano;
  • socievole con gli altri cani, mostrando buone capacità comunicative e relazionali in modo che la passeggiata non diventi un continuo tour de force per evitare di incontrare altri cani;
  • abituato a viaggiare in auto in quanto al giorno d'oggi è praticamente impossibile prescindere da questo mezzo di trasporto, anche per raggiungere semplicemente il parchetto in cui fare la passeggiata.


Definito su carta il percorso non le restava che mettersi al “lavoro”!

Come prima cosa hanno iniziato ad allenare e rinforzare in Ciccio e Leila la capacità di sapersi calmare e rilassare in quanto appena usciti dal loro box erano pieni di eccitazione e frenesia e un cane che si trova in quello stato emotivo fa fatica ad apprendere ed assimilare anche le cose più semplici. 

Grazie all'utilizzo di una copertina (una per ciascun cane) e tanti tipi di premi hanno iniziato a far capire a Ciccio e Leila che più sarebbero stati in grado di rilassarsi su di essa più ci sarebbero state occasioni per giocare e fare attività insieme. Le attenzioni, i giochi e le interazioni sarebbero presto diventate il premio alla capacità di Ciccio e Leila di sapersi calmare e al loro autocontrollo.

Ogni volta che desideriamo che il nostro cane apprenda qualcosa e tragga un insegnamento da qualsiasi tipo di esperienza dobbiamo fare in modo che alla base ci sia l'assetto emotivo adeguato.


In tre mesi di lavoro Mara e Jessica hanno ottenuto dei risultati davvero incredibili con Ciccio e Leila anche se hanno dovuto dare sfogo a tutta la loro creatività perchè si è rivelato un lavoro per niente facile e scontato.

Il passo successivo è stato imparare ad infilare la pettorina ai due cani in modo che entrambi potessero poi uscire a fare delle piacevoli e rilassanti passeggiate. Mettere la pettorina ad un cane che ci considera dei perfetti sconosciuti significa, fra le altre cose, azzerare la distanza fisica fra noi e lui ed è pertanto necessario comunicargli, attraverso il linguaggio del corpo, che ciò che stiamo per fare non è nulla di preoccupante e che può rimanere tranquillo.

Mara e Jessica sono arrivate a mettere le pettorine a Ciccio e Leila attraverso dei passi intermedi. Sono partite iniziando ad accarezzarli delicatamente sui fianchi in modo da introdurli ad un interazione più profonda e prolungata.

Tenendo sempre monitorati i messaggi che due cani le inviavano con le loro espressioni del volto (“le tue carezze mi piacciono molto” piuttosto che “oggi proprio non ne ho voglia!”), sono presto passate a spazzolarli andando a toccare con gradualità (nel tempo) tutte le zone del corpo.

Questo lavoro parallelo ha permesso loro di conoscere meglio le reazioni di Ciccio e Leila al contatto fisico e di trovare il modo più efficace per fargli indossare la pettorina. Il risultato è stato ottimo!

Con la pettorina indosso hanno finalmente portato Ciccio e Leila in passeggiata. Sia Mara che Jessica non hanno avuto vita facile all'inizio, entrambe per motivi diversi.

Mara, che aveva scelto Ciccio come cane da seguire ed educare, si è subito scontrata con il fatto di dovergli far capire che la passeggiata non è una gara a chi arriva primo (!) ma può essere un momento in cui ci si può rilassare procedendo lentamente e divertire allo stesso tempo.

Mara ha subito fatto capire a Ciccio che il suo tirare non lo avrebbe portato da nessuna parte. Ogni volta che il guinzaglio entrava in tensione Mara si bloccava costringendo Ciccio a fermarsi insieme a lei. Una volta fermo Mara allentava il guinzaglio e questo era il segnale che comunicava a Ciccio che si poteva proseguire.

Semplicemente comunicando con il suo corpo e il guinzaglio Mara ha mandato a Ciccio un messaggio molto chiaro: “Se tiri non si cammina (punizione), se rallenti il passo ti porto dove vuoi (premio)”.

Alla fine di tutto il percorso e con grande orgoglio da parte di Mara eravamo riusciti ad ottenere l'incredibile risultato di passeggiare insieme a Ciccio con il guinzaglio morbido a tal punto che strisciava per terra!!

Jessica non ha avuto questo tipo di problema con Leila, ma si è trovata alle prese con una situazione molto più particolare. Leila infatti è sorda e non è in grado di recepire nessun tipo di indicazione data con la voce.

Jessica si è dovuta adattare a questa condizione e ha iniziato a comunicare con Leila unicamente utilizzando il linguaggio del corpo. Le sue mani, unitamente al modo in cui si posizionava con il suo corpo, sono diventate lo strumento grazie al quale comunicare a Leila dove andare e cosa fare.

Jessica ha dovuto dare sfoggio di tutte le sue abilità per creare complicità e sintonia con Leila in quanto i momenti di sconforto e scoraggiamento non sono mancati.

Di fatto per noi umani escludere la voce come strumento comunicativo è un vero dramma: ci concentriamo unicamente su di essa quando vogliamo comunicare qualcosa e non facciamo quasi mai caso al modo in cui ci muoviamo mentre lo facciamo e all'inizio sembra davvero impossibile sentirsi ascoltati e capiti.

Il primo passo che ha fatto Jessica è stato rendersi conto che la voce nella comunicazione (con umani e non) influisce in piccolissima percentuale e di tutta risposta ha iniziato a concentrarsi unicamente sul modo in cui si muoveva e cosa non meno importante sul suo umore.

Le è bastato imparare alcune tecniche per comprendere quanto i movimenti che faceva con il corpo fossero un potente ed efficace strumento di comunicazione e come per magia ecco l'intesa e la sintonia tanto desiderata. Finalmente anche Leila aveva la sua guida.

Più la conoscenza dei due cani aumentava, più Mara e Jessica acquistavano fiducia in loro stesse e nella loro capacità di saper osservare ed interpretare correttamente i loro segnali, valutando di volta in volta cosa era meglio fare e proporre e cosa invece era meglio evitare e rimandare.

Più passavano i giorni e più Ciccio e Leila non vedevano l'ora di fare attività con Mara e Jessica.

Fra le varie attività proposte ai due cani sono stati inseriti anche diversi tipi di giochi che avevano come obiettivo quello di allenare capacità cognitive come la concentrazione e l'attenzione, la memoria e l'autocontrollo e la percezione e la consapevolezza dei movimenti del proprio corpo. Sono stati fatti giochi di ricerca, di attivazione mentale (o probelm solving) e di volta in volta sono anche stati introdotti oggetti nuovi in modo che Ciccio e Leila potessero familiarizzare con quanto di più simile potranno trovare all'interno della loro nuova casa.

La MobilityDog® è stato lo strumento che ha permesso a Mara e Jessica di far concentrare Ciccio e Leila sul modo in cui muovevano il loro corpo. Si tratta di affrontare insieme (cane-umano) una serie di attrezzi che puntano a far vivere al cane esperienze di consapevolezza e percezione sia fisiche che cognitive. Fra gli attrezzi della MobilityDog® possiamo trovare pneumatici, passerelle rialzate, passerelle mobili, slalom, salti, superfici di consistenza e materiali diversi, piane ed irregolari, tunnel rigidi e tunnel morbidi.

Tutti questi attrezzi, affrontati con la giusta gradualità e il giusto metodo permettono al cane di acquisire fiducia in se stesso e nel partner umano che lo sta guidando nell'esperienza, autocontrollo, calma, concentrazione ed attenzione, tutte qualità che servono ad un cane per essere ben-accolto o ri-accolto nella nostra società.

In ultimo Mara e Jessica hanno lavorato su una delle esperienze più “difficili” e gratificanti che ci siano all'interno della relazione con un cane: il richiamo.

Perchè un cane dovrebbe tornare al richiamo?

Perchè se non lo fa riceve una punizione o perchè ci considera una figura di cui fidarsi, in grado di capirlo e di soddisfare i suoi bisogni attraverso attività quotidiane, giochi e momenti di condivisione? Siamo interessanti e accreditati al punto che il nostro cane desideri più di ogni altra cosa starci vicino e condividere un esperienza con noi?

Mara e Jessica si sono fatte tutte queste domande e la risposta l'hanno avuta sul campo, direttamente da Ciccio e Leila.

Ogni volta che Ciccio e Leila, lasciati liberi di correre e giocare in uno spazio aperto, venivano invitati a ritornare da loro (Ciccio anche con la voce mentre Leila, a distanze più corte, solamente con l'utilizzo del corpo) correvano verso di loro con un espressione di gioia stampata sui loro volti.

Mara e Jessica con il loro lavoro, poco tempo a disposizione e alcuni limiti tecnici dovuti alla possibilità di fargli vivere un numero di esperienze limitate, sono riuscite a raggiungere dei risultati incredibili con Ciccio e Leila rendendoli abili ed arruolati per poter essere adottati da una famiglia speciale come loro.

La cosa ancora più straordinaria è che tutto il lavoro fatto con i due cani ha avuto un effetto assolutamente benefico e positivo anche su di loro in quanto hanno imparato a conoscersi più a fondo, a prendere consapevolezza delle loro risorse e delle loro doti e del fatto che tutte queste qualità possono essere utilizzate anche nelle relazioni inter-personali della vita di tutti i giorni, permettendo a loro di sentirsi più sicure e a loro agio con se stesse e con gli altri.

Ciccio e Leila sono qui in canile desiderosi di conoscere la loro nuova famiglia e di mostrare quanto di prezioso e bello hanno imparato da questa splendida amicizia.

Venite a conoscerli!!!




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