1598-1998 
quarto centenario

di Modena Capitale

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Aggiornamento al 12
Gennaio 1999


Venticinque mostre, un festival di musica barocca, convegni di studiosi italiani e stranieri, ricerche sulla storia del ducato estense, importanti restauri ai palazzi ducali di Modena e Sassuolo, al Palazzo dei Musei, al Teatro Comunale, al Baluardo della Cittadella e ad alcune chiese cittadine: con questo ricco programma  - dall’autunno 1997 alla primavera del 1999 - Modena celebra quattrocento anni dall’insediamento in città della corte Estense. Le molte iniziative in programma vogliono ripercorrere e raccontare il lungo processo di trasformazione della città in una capitale europea. 

Con il trasferimento della famiglia ducale e della corte estense da Ferrara, nel gennaio del 1598, Modena divenne la capitale dello stato e, per gradi,  cominciò ad adattarsi al nuovo ruolo. In particolare, sotto il lungo governo di Francesco I, duca dal 1629 al 1658, la città entrò a pieno titolo fra le grandi  capitali europee del XVII secolo. Per offrire a diplomatici, a principi ed a monarchi di passaggio a Modena un’accoglienza ed una ospitalità degna delle tradizioni della corte estense, nel 1634 Francesco I inizio la costruzione di un gigantesco palazzo in città, e pochi anni dopo, quella della residenza estiva di Sassuolo. Nell’epoca della guerra dei Trent’anni, alla quale partecipò da grande condottiero, egli rafforzò le mura urbane ed eresse una Cittadella pentagonale, il cui profilo è stato riprodotto nel marchio delle celebrazioni. Collezionista attento all’evoluzione del gusto e delle maniere pittoriche del suo tempo il Duca arricchisce la già famosa Galleria Estense con opere di maestri contemporanei come Velazquez, Guercino, Reni, Sustermans, Boulanger, Bernini. 
Nel Settecento un altro grande duca, allievo di Ludovico Antonio Muratori, Francesco III d’Este, lasciò un’impronta indelebile nella città e nello stato. Non solo arricchì Modena di grandi opere architettoniche, ma fece della sua capitale  un laboratorio di sperimentazione politica ed amministrativa, introducendo nell’istruzione universitaria e nel diritto pubblico e civile riforme così innovative da fare del suo stato uno dei più avanzati dell’Europa continentale. Ercole II, erede e figlio di Francesco III, fra i primi sovrani europei, avviò il catasto della proprietà fondiaria per equidistribuire su tutti i suoi sudditi, ecclesiastici e nobili compresi, il prelievo fiscale. 
Dopo la parentesi napoleonica (1796 - 1814 ) e la restaurazione degli antichi sovrani decisa a Vienna, sotto il governo di un duca per metà austriaco, Francesco IV, lo stato di Modena, ormai ridotto al ruolo di satellite dell’impero austro - ungarico, scivolò ai margini della vita politica europea. La città conservò tuttavia assetti istituzionali, tradizioni culturali ed artistiche e saperi tecnici tipici delle molte piccole capitali dell’Europa ottocentesca. 

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