IX Centenario Duomo di Modena IL CAPOLAVORO ROMANICO DI LANFRANCO E WILIGELMO

La posa della prima pietra del Duomo di Modena
avvenne il 9 giugno 1099

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Costruito a partire dal 1099 - la prima pietra venne posta il 9 giugno - e consacrato da Papa Lucio III nel 1184, il Duomo di Modena è uno dei massimi capolavori del romanico europeo grazie alla struttura architettonica di Lanfranco e all'apparato scultoreo di Wiligelmo. Interventi di modifica al progetto originario vennero realizzati tra il XII e il XIV secolo dai Maestri Campionesi, che costruirono il rosone della facciata e portarono a compimento la torre Ghirlandina. Già nel 1106 la cattedrale accoglieva le spoglie del patrono della città, il vescovo san Geminiano.

La costruzione dell'edificio rappresenta il momento più alto dell'arte e della civiltà medievale a Modena e avviene in un periodo molto fervido di riedificazioni di chiese e cattedrali in tutta l'Italia padana. Compendio della vita spirituale della comunità, il Duomo è al tempo stesso la bibbia dei poveri e degli illetterati - come testimoniano le raffigurazioni della Genesi scolpite da Wiligelmo sulla facciata - ma anche una grande sintesi degli elementi essenziali della vita dell'uomo medievale.

Gli studi degli ultimi decenni hanno messo in luce tutti i punti di eccellenza della cattedrale, precisandone i caratteri di unicità e di originalità nel contesto della scultura romanica italiana ed europea. Da Modena, le novità introdotte da Wiligelmo si espanderanno su un ampio bacino territoriale e alla fondamentale lezione dello scultore sono riconducibili alcuni dei massimi monumenti medievali italiani.

La zona di influenza dell'arte di Wiligelmo coincide anche con l'area di espansione del protiro, quella sorta di baldacchino a due piani, sorretto da colonne e presidiato da leoni, che si trova per la prima volta a Modena come completamento della porta occidentale e che verrà poi ripreso in tante architetture lombarde ed emiliane del XII secolo. Sulla facciata della cattedrale compare anche una delle prime attestazioni che si conoscano di firme di uno scultore.

Le ricerche più recenti permettono di leggere in modo organico il programma iconografico che ha ispirato la decorazione scultorea della facciata. I vari elementi concorrono a formare un messaggio dove il richiamo ai pericoli e alle tentazioni cui è esposta l'anima umana fa da contrappunto ad una costante fiducia nella redenzione finale. Al problema del drammatico conflitto tra le forze del bene e quelle del male, cui era tanto sensibile la spiritualità medievale, la facciata del Duomo di Modena risponde con un messaggio di fiducia sulla transitorietà del castigo e sul trionfo finale dei giusti. Il tema del giudizio, con gli esiti terrificanti così diffusi nella Francia del XII secolo, è a Modena completamente assente. Prevale la dimensione della storia: al peccato di Adamo ed Eva si contrappone l'umanità rinnovata della famiglia di Noè che esce dall'arca per ripopolare il mondo.

  Storia del Duomo

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