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Città che cambia

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Aedes Muratoriana

Restauro del Museo Muratoriano

L'Aedes Muratoriana, il luogo dove visse Ludovico Antonio Muratori, costituisce ancora oggi uno degli isolati più suggestivi nel cuore di Modena, tra la chiesa di Santa Maria della Pomposa e l’annessa ex-canonica.

L’Aedes Muratoriana attualmente ospita la Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi e l’attiguo Museo Muratoriano.

Obiettivo del progetto è migliorare questi importanti ambienti di alto valore storico e culturale, mediante un intervento di restauro degli interni che riguarda principalmente le finiture, i paramenti murari, gli infissi e i serramenti, gli impianti termici e d’illuminazione.

L’intervento di restauro in corso ha messo in luce due ritrovamenti: una porzione di affresco riferibile al XIV secolo raffigurante il volto di un santo con la tunica rossa inserita all’interno di una cornice dipinta a motivi geometrici, che sarà oggetto in futuro di studi iconografici e un calco della Tabula alimentaria di Veleia che risale presumibilmente agli anni 1748-49, nascosto da un pannello che copriva un’intera parete e di cui si era persa traccia.

L’affresco scoperto si trova nella camera da letto del Muratori, nel muro di controfacciata della chiesa che ha origini medievali e fu trasformata a partire dal 1717 dal Muratori stesso. Un ritrovamento importante, che si somma a quello di qualche anno fa all’interno del chiostro di San Biagio, e aggiunge un tassello alla conoscenza del Trecento modenese, di cui sono poche le testimonianze.

Il calco della Tabula alimentaria, sette pannelli in gesso che riproducono l’antica tavola in bronzo, con ogni probabilità veniva utilizzato dal Muratori per lo studio e la stesura dell’edizione critica della Tabula alimentaria di Traiano, scoperta nel 1747 nella cittadina di Veleia, sulle montagne del piacentino, e oggetto di analisi di molti eruditi del tempo. La fortunata scoperta, infatti, aveva fatto conoscere all’intero mondo antiquario l’esistenza del piccolo municipio romano di Veleia e di lì a qualche anno avrebbe portato alla fondazione, nella capitale del ducato, di uno dei primi musei archeologici aperti al pubblico, il Museo di Antichità di Parma, ufficialmente inaugurato nel 1760. Della Tabula originale in lamina bronzea, conservata al tempo dai canonici piacentini Giovanni Roncovieri e Antonio Costa, furono approntate copie e trascrizioni, tra cui le due prime edizioni di Ludovico Antonio Muratori a Modena, corredata da facsimili e calchi, e Scipione Maffei a Verona, uscite gli anni immediatamente successivi al ritrovamento.

 

 

Relazione generale

Documentazione fotografica

Piante

Prospetti

Tempi previsti

Inizio lavori gennaio 2015

Fine lavori prevista per agosto 2015

Investimento

270.000 €

di cui 160.000 finanziati Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Responsabile del progetto

Settore Lavori pubblici Patrimonio Manutenzione della città

Rossella Cadignani