Mediazione dei conflitti
L'Amministrazione ha iniziato a riflettere sulla mediazione dei conflitti alcuni anni fa nell'ambito delle problematiche
relative alla sicurezza urbana partendo da alcuni dati oggettivi:
- un aumento consistente di segnalazioni relative a casi di conflittualità di diverso tipo attraverso esposti che arrivano
ai diversi uffici dell'Amministrazione e di altri Enti pubblici,
- la consapevolezza che queste situazioni spesso erano strettamente connesse a sentimenti di disagio o paura
- il venire meno di luoghi "naturali" di mediazione che caratterizzavano le nostre comunità
Da qui alcune considerazioni di carattere generale:
- si trattava di situazioni non affrontabili con gli strumenti classici dei sevizi perché non si configuravano come la
violazione di una norma e, anche quando questo elemento era presente non era sufficiente intervenire con gli strumenti classici
della sanzione di comportamenti;
- una molteplicità e specificità di situazioni ha resa chiara fin dall'inizio la necessità di adottare un approccio
complesso al tema e, in particolare, un approccio in grado di associare azioni mirate alla crescita di una cultura diffusa
della mediazione e della conciliazione sul territorio a momenti più "istituzionali" di interventi che coinvolgessero gli
stessi servizi dell'Amministrazione, che richiedevano anch'essi di sviluppare pratiche e cultura della mediazione.
Per affrontare questa complessità si è proceduto associando interventi di mediazione di comunità ad interventi di mediazione
sociale.
Questi ragionamenti hanno portato all'apertura di un luogo fisico, uno sportello della mediazione dei conflitti denominato
"punto d'accordo" quale luogo visibile e con una forte valenza simbolica di un progetto complessivo rispondendo alla mancanza di quei
luoghi naturali di rassicurazione e ricomposizione dei conflitti che sono venuti meno nella comunità.
L'Amministrazione ha pertanto ritenuto necessario mettere in campo un insieme di interventi che avessero come obiettivo
forme di sicurezza possibile ovvero forme di riduzione dell'insicurezza.
Di fronte a fenomeni che generano sentimenti di insicurezza e conflittualità sul territorio ma che non si configurano come
reati l'Amministrazione ha sperimentato che solo un approccio complesso e con la partecipazione di più soggetti può funzionare.
Questo approccio permette di leggere in maniera oggettiva e con diverse ottiche quello che avviene sul territorio, di integrare
le competenze per interventi adeguati, sperimentando anche soluzioni innovative e radicate sul territorio, interagire
adeguatamente con il tessuto sociale al fine di istruire politiche di comunicazione e rassicurazione.
Tipologia di conflitti e modalità di trattamento