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città |
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| INFRASTRUTTURE | |||
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Una logica di sistema |
La capacità di mantenere il sistema delle infrastrutture al passo con la crescita della domanda di mobilità nell'ultimo decennio ha segnato il passo, complice una complessiva situazione di stallo del sistema nazionale degli appalti. Inoltre gli indirizzi di programmazione nazionale e regionale nel settore trasporti e mobilità non sempre hanno colto l'obiettivo di orientare il mercato verso forme di mobilità più efficienti e sostenibili. Negli ultimi due anni a queste carenze il Comune ha cercato di rispondere definendo, in una logica di sistema, il quadro complessivo delle infrastrutture e concordando con gli altri enti locali, con la Regione e con il Governo, i punti cardine dello sviluppo infrastrutturale della Modena del 2000. Le grandi infrastrutture, come noto, necessitano di forti investimenti e coinvolgono principalmente soggetti estranei alla realtà modenese (Anas, Società Autostrade, Autobrennero, FFSS, Telecom, ecc.). Per questo è necessaria una intensa azione di vigilanza e monitoraggio, nonché di proposta, affinchè sia garantito l'indispensabile supporto logistico al sistema delle relazioni economiche e sociali della nostra sviluppata realtà. Tale azione richiede un coinvolgimento forte dei soggetti privati a fianco degli Enti Locali. |
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| 1) LE INFRASTRUTTURE ELETTRONICHE | |||
| Cablaggio | Per quanto riguarda le autostrade informatiche Modena è entrata nel circuito delle città interessate al cablaggio con fibra ottica e con tecnologia ADSL, che interesserà 70.000 unità immobiliari, sia residenziali che ad uso ufficio, nei prossimi due anni. I lavori sono in corso e permetteranno alle imprese di accedere con costi agevolati a servizi ad elevata banda passante capaci di supportare la circolazione di informazioni e di immagini in modo efficiente. | ||
| 2) IL TRASPORTO PUBBLICO DI PERSONE | |||
| Piano Husler |
Il nuovo sistema di trasporto urbano ha interrotto la perdita di utenti avviando una fase di rilancio del mezzo pubblico che sarà sostenuta dagli investimenti già programmati (filobus, preferenziamento semaforico, tessera magnetica, ecc.). |
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| Sistema ferroviario |
La realizzazione della ferrovia Carpi-Modena-Sassuolo darà la possibilità di accedere alla stazione ferroviaria di Modena da Carpi o da Sassuolo in tempi compresi tra i 13 e 25 minuti. L'istituzione del servizio ferroviario regionale cadenzato permetterà inoltre di raggiungere comodamente Bologna e i servizi del capoluogo di Regione. La fermata in stazione F.S. dei treni Eurostar, tramite le interconnessioni previste con la linea ad Alta Velocità, favorirà l'integrazione con la rete di mobilità collettiva nazionale ed europea. |
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| Centro intermodale |
L'acquisizione infine da parte del Comune di Modena dell'area a nord della stazione e dell'attuale scalo merci consentirà di realizzare nella stazione FS la principale porta di accesso alla città prevedendo l'interscambio con le linee di trasporto urbano, l'accesso da nord alla stazione, un'area a parcheggi, la nuova stazione autocorriere, un sistema di viabilità urbana a nord della stazione per collegare il nuovo cavalcavia Minutara con il cavalcavia di via Cialdini. |
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| 3) IL SISTEMA DELLE MERCI | |||
| Scali specializzati |
La realizzazione del nuovo scalo merci fra Cittanova e Marzaglia collegato tramite una bretella ferroviaria con lo scalo merci di Dinazzano definirà la logistica di base per la mobilità di materie prime e prodotti finiti. In questo quadro è prevista la specializzazione dello scalo di Dinazzano per i prodotti ceramici e le materie prime, e dello scalo merci di Marzaglia per le produzioni meccaniche e manifatturiere del bacino di Modena e Carpi. La zona degli spedizionieri di Modena Nord sarà collegata tramite il viadotto della nuova linea ferroviaria con la ferrovia Modena-Carpi e con lo scalo merci di Marzaglia. La viabilità di servizio alle merci è collegata direttamente con la tangenziale di Modena e con il sistema autostradale. |
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| 4) IL SISTEMA DELLE TANGENZIALI | |||
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Gli impegni formalmente assunti dall'ANAS consentiranno (finalmente!) il completamento del cavalcavia della Nonantolana (entro il 1998 - primi mesi del 99) e del II° Stralcio della Modena-Sassuolo urbana (entro settembre '98). Si è sbloccata la realizzazione delle complanari all'autostrada tra la Modena-Sassuolo e la Nuova Estense grazie all'avvenuta revisione dei prezzi degli inerti. Il tempo di cantiere previsto dall'ANAS è di due anni e, per rendere più celere il completamento dell'opera, il Comune di Modena si è reso disponibile a studiare il progetto e a realizzare, tramite convenzione, gli svincoli sulla via Giardini e sulla Nuova Estense. E' in corso infine lo studio per la sistemazione della tangenziale fra l'incrocio con la via Emilia, l'incrocio con la via Vignolese e l'incrocio tra Nuova Estense e le complanari. Sarà terminata entro l'anno la nuova uscita dal casello di Modena Nord, progetto finanziato e in corso di aggiudicazione a cura del Comune di Modena. |
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| 5) LA RETE AUTOSTRADALE | |||
| Quarta corsia A1 |
Benché le analisi dimostrino che l'aumento della mobilità in autostrada è generato soprattutto dalle relazioni fra città vicine, dove l'utilizzo del treno e del mezzo pubblico è potenzialmente competitivo, le carenze del sistema di trasporto collettivo hanno prodotto la proposta di realizzare, entro il 2002, la quarta corsia tra Modena e Bologna. L'impegno del Comune sarà teso a conseguire la più ampia tutela dal rumore, e, d'intesa con la Provincia, punterà a conseguire interventi, a carico della Società Autostrade, per migliorare l'accesso al casello di Modena Sud, e tra la tangenziale e il nuovo scalo merci. |
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| Modena-Sassuolo |
L'Autobrennero è impegnata a definire, entro giugno 98, un piano finanziario "pesante" che, specialmente se correlato ad un prolungamento della concessione ministeriale, potrà garantire la realizzazione delle intese intervenute con il Ministero dei Lavori Pubblici e la Regione (unitamente alla Provincia di Modena e al Comune e alla Provincia di Reggio Emilia) per il collegamento Modena- Area delle ceramiche. |
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| SERVIZI DI SOSTEGNO ALL'ECONOMIA |
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| 1) CITTANOVA 2000 | |||
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Il progetto e la ricerca di mercato entro il 1998 |
Per conseguire un risultato di alta qualità e per esplorare i mercati internazionali utilizzando anche le esperienze maturate nel campo del "project financing", la società per Cittanova 2000 ha selezionato due partners di alto profilo. Si tratta di Nomisma e di Paribas che hanno anche acquisito una partecipazione di rischio nella società stessa e che si avvarranno della collaborazione di Mediocredito Centrale. Esse, entro l'anno, si faranno carico della progettazione complessiva dell'area e della ricerca di mercato che condurrà all'individuazione dei potenziali investitori sia nazionali che internazionali. Agli attori locali dello sviluppo si chiede di contribuire al percorso operativo in atto per definire al meglio le esigenze prioritarie e strategiche per il sistema economico modenese che potrebbero trovare risposta nell'area. Un primo piano di lavoro comune potrebbe essere quello di individuare gli interventi e le strutture più idonee a: valorizzare e far conoscere la tradizione industriale e le eccellenze produttive modenesi; affinare le modalità di diffusione dell'innovazione nelle PMI; sviluppare le funzioni dei Centri Servizi già operanti; sviluppare e consolidare una rete di relazioni globali; favorire l'internazionalizzazione e l'inserimento della città nel circuito economico internazionale. |
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| Funzioni |
La localizzazione dell'area, all'intersezione di due fondamentali arterie autostradali e del nuovo tracciato ferroviario, consente di ragionare su funzioni di valenza nazionale ed internazionale: ipotesi come il "Museo- Centro - Laboratorio della tecnologia dei motori e dell'auto da corsa", l'appuntamento fieristico "Modena produce" e proposte come quella del "Centro Congressi", dell'"Information Technology Center" o del "Teleporto" debbono celermente essere valutate e precisate fino alle possibili modalità attuativo/gestionali. In questo contesto di approfondimento e verifica si pone anche il tema della diffusione dell'innovazione nelle PMI, un tema che potrebbe essere sviluppato riprendendo e migliorando il Progetto Modena Ricerche. Si tratta di individuare le soluzioni più idonee per lo sviluppo del potenziale innovativo delle PMI, garantendo l'accessibilità e le informazioni sulle nuove tecnologie oltre che i percorsi finanziari, organizzativi e gestionali per implementarle. Inoltre, è opportuno non trascurare la predisposizione di insediamenti artigiani e di piccola impresa anche in ambito urbano, sull'esempio della Casa dell'Artigiano (Gewerbehoef) di Monaco. |
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| 2) SPORTELLO UNICO PER LE IMPRESE | |||
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Pubblica Amministrazione come fattore di competitività dei territori |
Molto spesso le imprese si debbono addentrare in labirinti di iter lunghi e costosi. Secondo Assolombarda, ogni anno l'azienda media italiana, ha 190 contatti con enti locali, previdenziali, USL e deve impegnare, in media, 194 giornate di lavoro-uomo. Ecco perché la Pubblica Amministrazione diviene un fattore di competitività che può avere una grande influenza sulle performances delle imprese e sulla loro capacità di confrontarsi sul mercato. E le piccole aziende sono certamente quelle che subiscono maggiormente questi costi. La semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi con le attività imprenditoriali deve perciò costituire un nuovo terreno di collaborazione tra il Comune di Modena e le rappresentanze economico/sociali locali. |
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| Modena città-pilota |
Si propone pertanto di pervenire ad un accordo frutto della comune volontà di lavorare insieme per cogliere le opportunità apertesi con la forte evoluzione normativa conseguente alle cosiddette leggi Bassanini, condividendo la scelta strategica di fare di Modena una esperienza-pilota in materia di snellimento delle pratiche burocratiche relative alle attività imprenditoriali. In questo contesto, il Comune di Modena è impegnato ad attivare entro il 31 dicembre 1998 lo sportello unico per le attività produttive, in materia di realizzazione, ampliamento, cessazione, riattivazione, localizzazione, rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie. In particolare, lo sportello informerà la propria attività al principio che il procedimento amministrativo in materia di autorizzazione all'insediamento di attività produttive è unico, garantendo con ciò l'unicità dell'istruttoria, e ispirandosi ai principi di trasparenza delle procedure, alla facoltà per l'interessato di ricorrere all'autocertificazione e di procedere in conformità alle autocertificazioni prodotte una volta decorsi inutilmente i termini del procedimento. In coerenza con la volontà di fare di Modena un'esperienza innovativa sul fronte della semplificazione amministrativa, il Comune si impegna entro lo stesso termine del 31 dicembre 1998 ad elaborare un progetto di massima per verificare la possibilità di ampliare le competenze dello sportello unico oltre i confini tracciati dalla normativa vigente, al fine di concentrare su di esso tutte le pratiche burocratiche connesse con le attività imprenditoriali. Le rappresentanze economico/sociali che vorranno aderire all'accordo sono impegnate a loro volta a sostenere il progetto qui delineato in tutte le sedi istituzionali e negli organismi in cui sono rappresentate, oltre che con opportune iniziative formative al fine di facilitarne la realizzazione. |
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| 3) APPALTI | |||
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Inadeguatezza dell'attuale normativa |
I numerosi esempi nazionali ed in parte anche locali di ribassi eccessivi negli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e il conseguente profilo di concorrenza "sleale" che, in tempi di crisi congiunturale, conseguono all'utilizzo del sistema di aggiudicazione del massimo ribasso testimoniano, contrariamente alle aspettative di risanamento e moralizzazione, peraltro volute anche dalla Legge quadro sui lavori pubblici n.109/94, l'inadeguatezza di tale criterio di aggiudicazione, tra l'altro unico sistema ammesso dalla vigente legislazione in materia di lavori pubblici. Questa circostanza, insieme alla constatata inefficacia di requisiti dei concorrenti e di controlli meramente formali, che rendono assai improbabile una selezione delle imprese sulla base di requisiti di effettiva capacità, qualità e regolarità, requisiti anch'essi comunque imposti dalle norme vigenti, ha fatto più volte registrare, in fase di esecuzione dei relativi contratti, bassa qualità delle prestazioni e blocchi di opere appena iniziate, o comunque defatiganti e costose operazioni di risoluzione o rescissione dei contratti, tra l'altro con esiti incerti e fonti certe, invece, di ritardi, aumenti di costi e contenziosi, con un danno enorme per la Pubblica Amministrazione e per gli interessi della collettività. Il processo di riforma della citata Legge Quadro sui lavori pubblici, attualmente in corso di ultimazione in Parlamento, nonché alcune normative connesse (riforma Albo Nazionale Costruttori, riforma bando-tipo, regolamento applicativo della legge quadro) sembrano introdurre alcuni miglioramenti, che potrebbero in ogni caso essere intensificati raccordandoli con la normativa in materia di obblighi previdenziali e prevenzionali, e in particolare in materia di sicurezza del lavoro (D.Lgs. n.626/94 e D.Lgs.494/96), nonché lasciando spazio all'autonomia regionale e locale, offrendo conseguentemente strumenti idonei a "dissuadere" gli imprenditori non affidabili dal partecipare alle gare pubbliche. E' quindi di assoluta importanza, per cercare di coniugare trasparenza e regolarità con efficienza e rapidità e per dare risposte concrete: |
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| Osservatorio |
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| Discrezionalità |
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| Protocollo d'intesa |
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| 4) SERVIZI ENERGETICO-AMBIENTALI | |||
| Società miste |
La costituzione di Meta S.p.A. può dare una grande spinta a una gestione più razionale delle risorse ambientali, alla gestione completa del ciclo delle acque, e alla applicazione di sistemi di cogenerazione termica ed elettrica. Entro questo orizzonte, esistono, a livello locale, concrete possibilità per la costituzione di società a capitale misto pubblico/privato, viste non come forme gestionali alternative a quelle completamente pubbliche, ma come opportunità per produrre sinergie a beneficio del sistema economico modenese. Anzi, è proprio la creazione di META S.p.A. che costituisce il presupposto indispensabile perchè possano essere avviate attività imprenditoriali in campo energetico e ambientale: con la costituzione, possibile nell'immediato, di società - anche a prevalente capitale privato - nelle quali Meta S.p.A. sia un partner azionario e portatore di know-how. Si può pertanto rapidamente procedere ove ve ne sia l'interesse alla definizione di specifici progetti di fattibilità (business plan) nei seguenti termini: |
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| 5) LA FORMAZIONE PROFESSIONALE | |||
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Occorre maggiore coordinamento |
La riforma dei fondi strutturali dell'Unione Europea ed in particolare la modifica dei criteri di accesso al fondo sociale europeo, che finanzia la quasi totalità dell'attività formativa, e il previsto ingresso di nuovi paesi nell'Unione Europea, provocheranno nel giro di pochissimo tempo la riduzione secca delle risorse comunitarie per la formazione destinate alla nostra regione. Come sottolineato in modo efficace dall'OCSE, a Modena manca il coordinamento tra i diversi centri di formazione, con conseguente sovrapposizione di iniziative e insufficiente controllo della qualità, ma soprattutto occorre saper cogliere meglio le esigenze del mercato del lavoro. Razionalizzazione delle risorse, rinnovamento, semplificazione, ricerca delle sinergie e delle soluzioni possibili per evitare dispersione di mezzi, sono gli strumenti per garantire risposte tempestive e qualificate alle esigenze del mercato del lavoro, per introdurre innovazione nei metodi e nei contenuti, per competere nel migliore dei modi relativamente ai fondi comunitari, per programmare il fabbisogno reale di formazione nell'area modenese. |
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| Sinergie |
In questa ottica, Modena-formazione opererà ricercando sinergie e collaborazioni con gli altri enti del sistema formativo. Più in generale occorre avviare fin da subito una riflessione comune sul fabbisogno formativo della nostra area (quello attuale e quello strategico) e costruire di conseguenza un quadro programmatico comune che, pur lasciando ampi margini di flessibilità e di autonomia ad ognuno, orienti i diversi centri pubblici e privati nelle direzioni concordate. |
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| 6) L'UNIVERSITÀ | |||
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Lo sviluppo del sistema universitario modenese è imperniato su tre aree ben distinte nel contesto urbano di Modena: Di particolare importanza, ai fini delle politiche di promozione culturale della città e di valorizzazione del centro storico (ma anche per concorrere a realizzare quell'ambiente per lo sviluppo che attiva investimenti e risorse umane anche perché sa combinare sviluppo economico e qualità umana, professioni e cultura, saperi e relazioni), è l'avvio della nuova Facoltà Umanistica, per il cui sostegno finanziario il Comune ha già impegnato un primo contributo di 500 milioni, nel quadro delle convenzioni che anche altri soggetti pubblici, del credito e imprenditoriali, stanno definendo a questo fine con l'Università degli Studi. Da ultimo, l'Amministrazione comunale, e auspicabilmente le forze economiche, sociali e culturali della città, debbono sentirsi impegnate a sostenere politicamente il progetto di Ateneo a rete di sedi (Modena e Reggio Emilia) definito fra l'Università e il competente Ministero. Articolato su due sedi, il nuovo Ateneo passerà dagli attuali 13.500 studenti a circa 18.000 e contribuirà, con un offerta formativa più diversificata, allo sviluppo del sistema economico-produttivo modenese e reggiano, favorendo i processi di innovazione all'interno delle imprese. |
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| OCCUPAZIONE E QUALITA' DI VITA |
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| 1) POLITICHE SOCIALI | |||
| Servizi come risorse |
La ridefinizione delle politiche inerenti i servizi sociali alla persona rappresenta un aspetto di intervento locale i cui riflessi, nei prossimi mesi ed anni, comporteranno una ricaduta sia in ambito economico - occupazionale che relativamente al modello di welfare conseguente. Tali politiche dovranno inoltre tenere conto in misura rilevante delle connessioni con il sistema sanitario e con le dinamiche demografiche previste. In primo luogo infatti l'area dei servizi rappresenta una risorsa e un bacino occupazionale di indiscutibile rilevanza, sia per il sistema pubblico che per il privato; a seguito delle dinamiche demografiche crescerà infatti la necessità di assistenza socio-sanitaria . In secondo luogo la revisione del modello di Welfare locale comporta un importante impegno per definire l'impianto dei nuovi criteri di accesso ai servizi associando il principio dell'universalismo con quello delle politiche tariffarie improntate alla sostanziale contribuzione da parte dell'utente sulla base del reddito e del patrimonio. |
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Accertamenti e prova dei mezzi economici |
A tale fine sarà necessario avvalersi dei nuovi strumenti di valutazione, relativi all'accertamento e alle prove dei mezzi economici, attualmente in fase di definizione, e meglio noti come "riccometro". Su quest'ultimo punto l'Amministrazione comunale, nella seconda metà dell'anno produrrà una specifica proposta in merito, in stretta relazione con quanto si sarà delineato sul piano nazionale. In terzo luogo, le modificazioni sociali e strutturali conseguenti alle dinamiche demografiche renderanno ulteriormente urgenti puntualizzazioni e aggiornamenti delle politiche specifiche del settore. |
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| Pacchetto famiglia |
Le politiche di promozione e valorizzazione della famiglia devono rappresentare il punto di riferimento per l'insieme delle politiche comunali relative alla casa, alla manovra tariffaria ed impositiva e all'istruzione, oltre che naturalmente per l'area dei servizi sociali. Entro l'estate il Comune è impegnato a proporre uno specifico "Pacchetto famiglia". |
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| 2) POLITICHE PER IL SOSTEGNO AL LAVORO FEMMINILE E ALLA MATERNITÀ' | |||
| Flessibilità |
Un grande sforzo programmatico e operativo deve essere rivolto alle politiche che permettono di migliorare la qualità di vita e di lavoro delle donne. Ancora oggi esse sostengono infatti la fatica del lavoro esterno e la maggior parte del lavoro di cura. E' essenziale garantire e qualificare ulteriormente non solo i servizi sociali, pur essenziali ed indispensabili, e fornire risposta ai bisogni delle donne, ma anche affrontare serie politiche sugli orari (part time) e sulla flessibilità, (in tal senso va anche la proposta di legge del Ministro Turco). Occorre un insieme di politiche ed azioni conseguenti che permettono di eliminare gli ostacoli che oggi impediscono a molte donne e famiglie di compiere in tutta libertà la scelta della maternità. Ed il costo di tutto ciò deve essere equamente suddiviso sull'intera società, non solo sulle donne o sul pubblico. |
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| 3) POLITICHE VERSO L'IMMIGRAZIONE | |||
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Un ulteriore sforzo programmatico e operativo può essere profuso a favore delle politiche per l'integrazione, a valenza culturale, residenziale e di inserimento nella comunità locale. Il Comune di Modena ritiene necessario potenziare gli interventi di integrazione che hanno fatto della nostra città un esempio a livello nazionale. In questo ambito dovrà svilupparsi una più stretta collaborazione con gli imprenditori, primi "beneficiari" del lavoro degli immigrati. Un'attenzione particolare, nel processo di integrazione, va posta - è bene ribadirlo con forza - al contrasto verso ogni forma di devianza, avvalendosi delle possibilità offerte dalla nuova legge sull'immigrazione. |
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| 4) SICUREZZA URBANA | |||
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Per una convivenza civile |
La diffusa domanda di sicurezza dei cittadini modenesi è caratterizzata da una forte componente di ordine pubblico in senso proprio, ma è anche riferita, in un'accezione più ampia e conseguente, alla vivibilità, alla libertà di muoversi, lavorare ed usufruire con serenità degli spazi pubblici e privati della città, in una situazione di convi-venza civile tra etnie, culture e generazioni differenti. Il problema della sicurezza deve essere governato lavorando ad una strategia della prevenzione che veda coinvolti e responsabilizzati i vari attori in campo: non solo quindi le istituzioni pubbliche, ma anche le organiz-zazioni della società civile, le associazioni, il tessuto economico, gli organi di informazione. |
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Collaborazione e coordinamento |
Il Protocollo di Intesa firmato dal Comune e dalla Prefettura il 9 febbraio scorso segna un passaggio signifi-cativo del percorso di riflessione e azione concreta sul tema del governo della sicurezza locale, che ha caratteriz-zato l'intervento dell'Amministrazione Comunale in questi ormai tre anni di legislatura. Infatti indica gli impegni che le due istituzioni assumono, per i prossimi due anni, formalizzando un rapporto di collaborazione già esistente e rendendo visibile ai cittadini competenze e responsabilità. Costituisce così anche un punto di riferimento e un volano per altre inizia-tive, svolte in collaborazione o autonomamente, dagli altri soggetti della società civile. |
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| 5) CASA | |||
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Necessità di nuovi strumenti |
Il tema della "casa" è centrale in una discussione sul futuro della nostra città. I dati sull'andamento demografico, e quelli relativi alla struttura dell'economia modenese, inducono a considerare e porre all'attenzione di tutti la possibilità di ricorrere a strumenti diversi da quelli tradizionali sin qui utilizzati dal "pubblico" per soddisfare il crescente bisogno di case in locazione. Strumenti che consentano di "trattenere" quindi quella forza lavoro mobile, motivata all'integrazione, di cui il sistema economico modenese ha bisogno, ma anche di dislocare l'effettività residenziale in funzione del riequilibrio e della riqualificazione di zone significative della città, quali ad esempio il centro storico o la fascia ferroviaria. |
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Nuove forme di investimento |
Si pone un tema di rivalorizzazione degli investimenti pubblici, attraverso modelli applicativi di recente cittadinanza nel nostro ordinamento, ma che hanno in sé la possibilità di consentire di affiancare all'edilizia residenziale pubblica (destinata alle fasce sociali deboli) una edilizia residenziale sociale in affitto per le fasce medie non imbrigliata in un regime di vincoli ma capace di garantire redditività e valorizzazione del capitale investito. |
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| Società mista |
L'ipotesi che poniamo all'attenzione della città è di convogliare risorse finanziarie private in una società a capitale misto pubblico/privato (riconvertendo a tale scopo la Società Partecipazioni Immobiliari del Comune) per l'acquisizione e costruzione di abitazioni destinate all'affitto con canoni sostenibili, ma tali da garantire la redditività del patrimonio e la valorizzazione del capitale investito. |
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| 6) SANITÀ | |||
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Nell'ambito sanitario, il completamento della rete ospedaliera nella provincia, tramite in particolare la messa a regime del nuovo ospedale di Baggiovara, rappresenta un impegno politico e programmatico a cui la Giunta del Comune di Modena attribuisce rilevanza strategica al fine di riqualificare il sistema dei servizi sanitari della città contribuendo anche in prima persona a sostenere l'onere dei finanziamenti per l'edificazione. Per il completamento dell'Ospedale di Baggiovara è previsto, anche avvalendosi di un contributo di L.126 miliardi sui fondi stanziati dall'art.20 della legge 67/88, un investimento complessivo di L. 209 miliardi che è l'investimento più consistente mai realizzato nella realtà modenese in ambito sanitario. A ciò si aggiungano, inoltre, le previsioni per ulteriori 87 miliardi (di cui 43 ex art.20, L.67/88), per l'ammodernamento e la qualificazione del Policlinico. |
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Coinvolgimento di risorse private |
In questo quadro, di fortissimo impegno del pubblico, si possono determinare opportunità e convenienze anche per un coinvolgimento di soggetti e risorse private, sia a livello di project financing per la realizzazione di parte degli investimenti previsti, sia sul piano della gestione di funzioni sanitarie e/o parasanitarie. |
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| 7) L'AUTONOMIA SCOLASTICA | |||
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Dal prossimo anno i singoli istituti scolastici saranno dotati di autonomia organizzativa didattica e in parte finanziaria. Ciò significa che ogni singolo istituto sarà chiamato a realizzare "localmente" la scuola "nazionale" (non statale!); vale a dire a costruirsi una propria specifica identità educativa fortemente correlata al contesto umano, civile, sociale, economico e culturale nel quale ogni scuola è inserita e col quale deve saper dialogare e interagire. Poiché la programmazione di ogni singolo istituto dovrà "inserirsi" in un progetto globale di città, l'intera comunità locale dovrà partecipare al processo di realizzazione dell'autonomia didattica, organizzativa, progettuale. Occorrono risorse, servizi, istituti culturali, conoscenze, strumentazioni per concorrere con la scuola a realizzare esperienze finalizzate al sapere, al saper fare, al saper essere, per una più ricca, completa, moderna formazione dei nostri giovani. |
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| RIQUALIFICAZIONE URBANA E PROMOZIONE DELLA CITTA' |
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| 1) FASCIA FERROVIARIA | |||
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Zona strategica per la città |
I programmi di riqualificazione urbana oltre ad interessare realtà assolutamente diffuse e comuni alle città, rappresentano un terreno di sperimentazione straordinaria per una nuova fase della pianificazione del territorio e della sua conseguente trasformazione. La Fascia Ferroviaria rappresenta una zona strategica nello sviluppo della città; il suo recupero assume un rilievo culturale, sociale ed economico per: |
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Stretto rapporto tra pubblico e privato |
La "sfida" del programma di riqualificazione, come uscito dal Consiglio Comunale del Luglio 97, sta nell'aver costruito un quadro strategico complessivo dove pubblico e privato devono da un lato perseguire il fondamentale obiettivo di costruire un pezzo di città, funzionante e di qualità, ma nel contempo operare con le leggi del mercato, e dove la fattibilità economica e finanziaria è d'obbligo. |
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Le intese tra più soggetti |
Tutto ciò, senza dubbio, è molto complesso: ma l'inserimento del PRU della fascia nei programmi speciali d'area della Regione (con uno stanziamento regionale di 110 miliardi) e la possibilità di accedere ai fondi regionali ERP per il recupero urbano (42 miliardi) sono un'importantissima condizione per concretizzare alcuni obiettivi del quadro strategico generale. Tra questi, la realizzazione di importanti infrastrutture e la attivazione di alcuni comparti privati, mediante un processo di negoziazione da concludere entro il giugno 1998 con gli accordi di programma. |
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| Due esempi positivi |
Il beneficio per la città è già provato da due importantissime realizzazioni: La nuova Caserma dei Carabinieri (area dismessa ex Corni) e la nuova Questura, dove pubblico e privato hanno risolto problemi decennali concordando "chi fa che cosa", in quali tempi, con quali risorse: ciò che porterà alla conclusione delle opere nell'arco di due, massimo tre anni (per i soli tempi di costruzione, visto che i cantieri sono già partiti). |
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| 2) CENTRO STORICO | |||
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Coordinamento politiche settoriali |
Sul Centro Storico c'è una progettualità, che ha già portato al quasi completo recupero edilizio ed urbano, e che tenderà a svilupparsi ancora nei prossimi mesi. Va sottolineata l'importanza di alcune scelte operate con l'obiettivo del recupero e del mantenimento in Centro di importanti funzioni: quella giudiziaria e quella universitaria, per un totale di quasi 18 miliardi di investimenti in tre anni. Oggi è però necessaria una integrazione massima delle politiche di settore, finalizzata a: |
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| Parcheggi |
a) individuare e qualificare nuovi assi commerciali; b) contrastare l'abbandono da parte del commercio e dell'artigianato delle strade minori. In questa direzione si opererà per offrire nuove opportunità per insediamenti artigianali (in particolare a carattere artistico), così come si è fatto per Contrada Carteria; c) definire nuove polarità di attrazione commerciale (con riferimento ad una differenziazione delle tipologie commerciali ed una attenzione maggiore ai possibili utenti). Nel Bilancio 98, infine, il Comune ha destinato 210 milioni per finanziare progetti per il rilancio commerciale del Centro Storico: in questa ottica occorrerà anche valutare l'opportunità di trasformazione di Modena nel Cuore in S.r.l., con maggiore autonomia e ruolo operativo. |
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| 3) CULTURA-TURISMO | |||
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Cultura come sviluppo |
Tra le azioni intese a rilanciare il "modello modenese" di sviluppo, le politiche culturali e di sostegno al turismo in ingresso giocano un ruolo di primo piano. Un elevato livello di investimenti culturali è esso stesso fattore di sviluppo e, oltre a qualificare l'immagine esterna della città, costituisce un elemento di preferenza nella localizzazione di nuovi insediamenti, in particolare del terziario avanzato. |
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| I nostri tesori d'arte |
Il sistema culturale modenese, oltre al rilevante patrimonio di attività dei due teatri pubblici, Storchi e Comunale, della Galleria Civica d'arte contemporanea, dei Musei civici, del sistema bibliotecario modenese (che è stato recentemente giudicato il più efficiente tra gli oltre 100 presi in esame da una ricerca privata), dell'Archivio storico comunale, del Circuito cinema, comprende autentici tesori d'arte quali il Duomo, il Palazzo Ducale, la Galleria e la Biblioteca estense. Il Centro Storico tutto, poi, rappresenta un bene culturale che, opportunamente valorizzato, è in grado di attrarre sulla città presenze e investimenti. Il programma di manifestazioni legate al quarto centenario di Modena Capitale, un programma che prevede investimenti ed un calendario di eventi per oltre 30 miliardi di lire, assieme all'inclusione del Duomo, della Torre Civica e di Piazza Grande nell'elenco UNESCO del Patrimonio mondiale dell'Umanità, stanno portando sulla città l'attenzione dei media. Grazie alla collaborazione con MODENATUR, consorzio di associazioni di categoria e imprenditori, nato in stretto rapporto con l'Amministrazione comunale, per la prima volta Modena si è presentata sul mercato turistico con una precisa strategia di marketing. |
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Crescita del turismo culturale Il circuito delle città d'Arte |
Le analisi del mercato turistico prevedono per i prossimi anni un lento ma costante aumento del turismo culturale; in particolare crescerà la domanda di pacchetti turistici per visitatori stranieri che già conoscono le principali città d'arte e che richiedono percorsi tematici nell'Italia delle città d'arte "minori". In tal senso, al fine di intercettare quote crescenti di mercato Modena ha con altre città fondato il Circuito delle città d'arte della Pianura Padana, circuito che si appresta a dare vita all'Unione di prodotto prevista dalla recentissima legge regionale sul turismo. Per dare un ulteriore impulso allo sviluppo del sistema culturale modenese e affermare definitivamente l'immagine di Modena quale città d'arte, dell'auto sportiva e della Ferrari, è necessario oltre all'impegno del Comune un più diretto ed ampio coinvolgimento anche di risorse ed energie private su alcuni obiettivi strategici: |
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| Arte e gastronomia |
a) promuovere e commercializzare il "prodotto turistico" Modena sulla base delle risorse culturali, artistiche, gastronomiche e naturalistiche del territorio, in coincidenza con il IX centenario della fondazione del Duomo (1999), il Giubileo e Bologna città europea della cultura (2000), e le celebrazioni verdiane (2001); |
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| Le auto sportive |
b) ottenere entro il 1998 il progetto di fattibilità, il piano finanziario e l'adesione di massima di soggetti pubblici e privati a sostegno e per il finanziamento del Museo-Centro-Laboratorio della tecnologia dei motori e dell'Auto sportiva e da competizione, per la cui progettazione l'Amministrazione comunale ha già stanziato 200.000.000. In questa prospettiva, è necessario individuare già da ora, a scadenza annuale ed in collaborazione con il Comune di Maranello e con la Ferrari S.p.A., un programma di eventi che si proponga come "Ferrarifestival" o "Autofestival"; |
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| Trasformare il teatro |
c) trasformare il Teatro comunale in persona giuridica privata (associazione), entro il marzo 1999. Sulla base di precise indicazioni normative e di esperienze già in atto (Milano, Parma), si valuta necessario il coinvolgimento di più soggetti pubblici, di istituti di credito e altri privati nella gestione del più prestigioso istituto musicale della città. Gli obiettivi principali sono quelli di operare più agilmente sul piano della programmazione a media scadenza, di attuare una più incisiva strategia di marketing culturale e di liberare maggiori risorse per la spesa artistica; |
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| Grandi mostre |
d) verificare la possibilità, anche in forza delle disponibilità già manifestate da associazioni imprenditoriali, di programmare con cadenza annuale una manifestazione espositiva di rilievo nazionale nel campo dell'arte moderna e contemporanea in grado di attirare su Modena, a fronte di una mirata campagna promozionale, un elevato numero di visitatori. L'organizzazione potrà essere affidata ad un'apposita società pubblico-privata o direttamente al privato; |
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Pratica e manifestazioni sportive |
e) sostenere, insieme alla rete diffusa delle attività di base, garantite dall'associazionismo e dalle polisportive, e alla rete degli impianti comunali e privati, che costituiscono un inestimabile valore sociale, lo sforzo per quelle attività agonistiche che possono concorrere a qualificare e promuovere l'immagine della città nelle diverse discipline. |
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