Il sublime è ora

Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, ospita la mostra Il sublime è ora, a cura di Marco De Michelis, docente di Storia dell'Architettura alla Columbia University di New York e all'Università IUAV di Venezia.

Il sublime è ora

Deborah Ligorio, Donut to Spiral, 2004, video 7', courtesy Francesca Minini, Milano

Il titolo trae spunto da un breve articolo scritto dal pittore americano Barnett Newman nel 1948. Oltre 200 anni dopo la sua definizione, il concetto di Sublime si conferma una tematica di grande attualità: l'idea romantica legata alla ricerca e all'esaltazione di nuove frontiere è una presenza pulsante nel mondo e nelle esperienze dell'arte contemporanea.
La sfida, intesa come impulso insopprimibile che conduce al viaggio verso l'ignoto, ritorna nelle opere e nelle imprese degli artisti presenti in mostra che si spingono, a loro rischio, ai confini del mondo: soli su una barca a vela nell'Oceano Atlantico, al Polo Sud alla ricerca del canto del pinguino albino, nella tempesta artica, o inseguiti da gigantesche navi rompighiaccio.

In mostra sono presenti prevalentemente video, film e installazioni sonore. Alcuni lavori fanno riferimento alla Spiral Jetty di Robert Smithson realizzata nel 1970 - opera forse fra le più vicine all'idea del sublime compiute nel secondo Novecento - protagonista di un filmato girato da Smithson stesso durante la sua realizzazione. L'artista, soprattutto in questo caso, esprime forte l'idea che la natura possa essere fonte di vita ma non di totale conoscenza, che si possa manipolarla ma non conoscerla del tutto.
Completano questa sezione alcuni omaggi a quest'opera, contrubuti audio e video di Tacita Dean, Trying to Find the Spiral Jetty (1997), cd audio, 27 ', di Deborah Ligorio, Donut to Spiral, video, 7' con sonoro (2004), e del francese Cyprien Gaillard, Real Remnants of Fictive Wars VI, video (2007).
La mostra prosegue con In Search of the Miraculous, installazione (1973, 1975), un ricordo dell'avventura di Bas Jan Ader (Olanda, 1942), artista che nel 1975 cercò di attraversare, solo, l'Oceano Atlantico, a bordo di una barca a vela lunga appena 4 metri, perdendo così la vita nell'avventura.
Ai confini del mondo si spingono anche altri, il francese Pierre Huyghe e il tedesco John Bock. Il primo racconta il suo viaggio verso il Polo Sud con l'obiettivo di registrare il canto di un pinguino albino, A Journey That Wasn't (2006), video. Il secondo si incarna nel rischioso panorama della tempesta artica, esperienza presentata da Skipholt (2005), video.
Infine, l'olandese Guido van der Werve evoca il panorama del pittore romantico Caspar David Friedrich camminando sulle acque ghiacciate finlandesi mentre una maestosa nave rompighiaccio lo insegue in Everything Is Going To Be Alright (2007), film.

Inseguire o distruggere la bellezza, cercare nuove esperienze e nuovi territori, nuove identità, sono le costanti di questi viaggi verso terre lontane, ai confini del mondo conosciuto, verso l'ignoto; un ignoto che merita ancora oggi la definizione di Sublime.

La mostra, che resterà allestita fino al prossimo 6 gennaio, sarà accompagnata da un catalogo bilingue con un ricco repertorio di immagini e schede delle opere presentate, testi critici di Marco De Michelis e della direttrice della Galleria Civica di Modena, Angela Vettese, e un saggio a firma dell'estetologo Franco Rella.

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