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Relazione ConclusivaDescrizione del progetto
Lo sfruttamento delle informazioni detenute dagli enti pubblici è ancora piuttosto difficile in Europa: non esistono principi comuni per la raccolta delle informazioni, manca un quadro legale comune per il riutilizzo delle informazioni ed è ancora scarsa l'esperienza di partnership pubblico-private. In questo ambito, il progetto Demands si pone l'obiettivo di esaminare la fattibilità tecnica ed economica di un'ipotesi di realizzazione di una società mista pubblico-privata costituita dal Comune di Modena insieme con una o più entità private. Tale società mista procederà alla realizzazione di un portale su Internet attraverso il quale saranno forniti servizi digitali, connessi alla pubblica amministrazione, su banda larga o meno. Questo potrebbe permettere agli enti locali, in prospettiva, di procedere ad una progressiva esternalizzazione di alcuni servizi, pur mantenendo le funzioni di controllo e di coordinamento.
Riassunto delle attività del 2001Il progetto è partito ufficialmente il 1° gennaio 2001, per concludersi il 30 settembre. I partner sono stati:
Nel 2001 tutte le attività previste dal progetto sono state svolte, dallo studio della situazione esistente a livello di infrastrutture (reti, servizi, tecnologie), alla realizzazione del business plan, all'esame del contesto legale, ai primi contatti con i potenziali investitori. Il progetto Demands rappresenta uno studio di fattibilità per la realizzazione di una società mista pubblico-privata nel territorio modenese. Aspetti salienti del progetto Demands1. Analisi della situazione esistente
è stata condotto un accurato ed approfondito esame dell'attuale situazione del sistema informativo, informatico e telematico del Comune di Modena e della multiutility META che ha messo in evidenza il buon livello di servizio reso , l'eccezionale serbatoio di informazioni e contenuti strutturati ed organizzati in archivi informatici e le buone prospettive di crescita.
Degli otto operatori attivi ad inizio 2001, attualmente solo uno sta posando fibra ottica, gli altri hanno infatti sospeso i programmi annunciati; META dal canto suo sta posando fibra soprattutto per il Telecontrollo dei propri impianti. è probabile che al fine di contenere i costi assisteremo entro breve a fusioni fra i vari operatori e che solo dopo un mutato clima economico e di aspettative nei confronti delle nuove tecnologie (che si avrà non appena le Società ad alta tecnologia ricominceranno a fare utili) le attività di cablaggio potranno essere riprese.
2. Fattibilità tecnicaLa fase di analisi tecnica ha mostrato la possibilità di integrare e collegare i sistemi esistenti producendo un portale unificato per l'accesso ai servizi della società basato sulle strutture attuali con possibilità di crescita graduale e commisurata agli investimenti possibili. La costituzione di una banca dati informatizzata della conoscenza e modalità di accesso e consultazione veloci e facilitate sono assolutamente importanti per l'organizzazione di un call center automatico o mediato da operatore o di tipo misto che possa poi evolvere verso un cosiddetto web call center a supporto di un sistema efficiente di CRM. 3. Il business model ed il business plan
Il business model ed il successivo business plan vedono una società costituita da Comune di Modena e META, eventualmente un partner privato acceleratore d'impresa o portatore di conoscenze tecnologiche. Una S.r.l. a maggioranza pubblica che potrà accogliere nuovi soci in un momento successivo, ad esempio fra le PA locali, AUSL o privati. I clienti individuati oltre ai soci stessi sono altre amministrazioni locali ed anche privati e PMI.
Il piano si articola su tre anni e evidenzia un utile a partire dal secondo anno. Sono stati individuati due scenari di rischio che spostano al terzo anno il primo utile e comunque notevolmente inferiore.
4. Il quadro legale
Il quadro legale ha individuato le modalità di costituzione della società ed il suo rapporto col Comune ed i soci. Ha inoltre sviluppato le principali problematiche che sorgono dal trattamento dei dati e delle informazioni in possesso della PA, soprattutto in riferimento alla normativa sulla privacy.
5. Autovalutazione / Self Assessment
Nel corso della fase di autovalutazione, l'iniziativa è stata presentata a diversi investitori sia in Italia, sia in Europa. è stato riscontrato un buon livello di interesse anche se al momento, anche per eventi esterni, gli investitori sono piuttosto cauti ed in particolare vedono allontanarsi nel tempo il momento in cui l'effettiva penetrazione di Internet e delle nuove tecnologie arriverà a rendere vivace anche il mercato delle famiglie e delle PMI nella loro totalità.
6. Diffusione e verifica
L'indagine prodotta ed i risultati del progetto sono stati utilizzati per supportare un percorso parallelo attivato dall'Amministrazione comunale per il coinvolgimento di altri Comuni della Provincia e dell'Amministrazione provinciale stessa in un'ipotesi di collaborazione per lo sfruttamento di investimenti comuni e per lo sviluppo di servizi informatici e telematici avanzati.
Il progetto è stato presentato a vari incontri nazionali ed internazionali soprattutto nell'ambito del network Telecities suscitando vivo interesse. I Comuni di Bologna, Siena, Pesaro, sono in attesa di conoscere in particolare gli esiti del frame legale riguardo la possibilità e libertà di commercializzazione dei contenuti in formato elettronico delle PA. Risulta che a Padova sia stata costituita una società di servizi molto simile a quella proposta dal progetto Demands. 7. Un percorso parallelo di verifica di fattibilità alternativaL'input politico era la conferma della non volontà di esternalizzazione delle funzioni attualmente condotte in proprio dal Comune di Modena e da META per lo sviluppo e la gestione dei sistemi informatici e telematici, ma un tentativo di un salto di qualità in settori non ancora adeguatamente affrontati è emersa una precisa volontà di sfruttamento di investimenti comuni al di là della generica sensazione di una maggiore flessibilità e libertà d'azione di una società di servizi rispetto quanto possibile all'Amministrazione comunale in modo diretto. Non si ritiene infatti opportuno duplicare o riprodurre sistemi esistenti perché si riprodurrebbe la complessità e l'onerosità senza aggiungere valore o flessibilità. Questo ha portato ad una riflessione parallela che si è incrociata col progetto Demands rifasandone e o riconfermandone gli indirizzi e senz'altro le due iniziative si sono contaminate e stimolate a vicenda. Sono stati effettuati anche incontri della direzione generale e dirigenza dei settori interessati e della componente politica del Comune di Modena col project manager di Demands che ha steso fra l'altro il documento finale sottoposto al parere dei Comuni della Provincia e ad altri possibili interlocutori. L'amministrazione comunale di Modena ha deciso di proseguire gli approfondimenti per arrivare in tempi brevi alla costituzione della società più idonea al perseguimento degli obiettivi sopra dichiarati. Riflessione parallela condotta a partire dall'analisi effettuata per DemandsII documento relativo all'ipotesi di società mista pubblico-privata è stato sottoposto ad una ventina di Comuni della provincia di Modena, all'Amministrazione Provinciale stessa, AUSL e META. Le riforme e l'impianto legislativo e normativo di questi ultimi anni hanno posto l'elemento tecnologia, informatica e telematica al centro del processo di semplificazione e snellimento dell'attività amministrativa, come volano, acceleratore, strumento irrinunciabile per il rinnovamento della PA e la qualificazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese. Particolare accento viene posto alla collaborazione paritetica ed al collegamento fra PA come elemento indispensabile per ottenere un front unico verso l'utente-cliente. Si delinea in maniera più precisa un ruolo diverso del privato non più solo fornitore di soluzioni, ma possibile partner che può adeguatamente e convenientemente inserirsi in aree e segmenti di intervento al limite del ruolo istituzionale della PA, in un'ottica di collaborazione e sussidiarietà. Il piano di e-government del giugno 2000 delinea il quadro dell'Amministrazione elettronica del paese ponendo particolare enfasi alla cooperazione ed interoperabilità fra PA che, attraverso sistemi certificati e sicuri aprono i loro archivi all'accesso telematico diretto da parte di altre PA (porte applicative). Interfacce standard di accesso sono richieste per i Portali informativi ed i Portali erogatori di servizi. Vengono confermati gli strumenti carta d'identità elettronica e firma digitale come unici strumenti di identificazione, entrambi, di validazione completa la seconda. è fornita un'occasione di accesso a finanziamenti per le PA locali a seguito di bandi di prossima emissione su filoni specifici per progetti informatici e telematici con particolare interesse a soluzioni presentate da PA associate con eventuale intervento di partner privati. Particolare importanza viene data alla replicabilità delle soluzioni proposte attraverso il concetto di trasferimento di best practices.Il Testo Unico sulla documentazione amministrativa d'altra parte consolida in un quadro unitario le indicazioni di semplificazione e snellimento burocratico attraverso l'uso di strumenti elettronici introdotto dal DL 29 con la definizione di "documento elettronico". Le PA sono chiamate ad esporre formulari elettronici, ad accettare istanze inviate per via telematica dotandosi di infrastrutture tecnologiche certificate e sicure (vedi anche 675) che ne garantiscano, ove richiesto, il completo valore legale riconoscendone provenienza ed integrità. L'esperienza della stesura del Piano Telematico Provinciale recepito dal Consiglio Comunale di Modena nel settembre scorso, ha visto la concertazione e l'adesione di molti Comuni della provincia, variamente aggregati sulle diverse linee d'azione. Comuni di piccole dimensioni hanno scelto forme diverse per affrontare in maniera associata e consorziata le problematiche dell'automazione di base e gestionale e per non rimanere esclusi da processi di innovazione e sviluppo difficilmente affrontabili singolarmente (Comuni del Sorbara, Comuni Area Nord). Altri Comuni hanno scelto specifiche soluzioni affidandosi a ditte e consulenti. Comuni più grandi, o con maggiori possibilità di investimento, presentano situazioni consolidate per quanto riguarda informatizzazione di base e gestionale, hanno una rete civica che sta evolvendo da prettamente informativa a portale erogatore di servizi (normalmente modulistica da scaricare), hanno una più o meno consolidata struttura informatica interna (Carpi, Sassuolo, Maranello, Vignola). Tutti manifestano la difficoltà a scegliere una strada sicura per approfittare della evoluzione tecnologica e degli indirizzi normativi effettuando un vero salto di qualità, in particolare per i nuovi filoni di servizi telematici a valore aggiunto, firma digitale e uso di card in generale. Molti ritengono al loro stato attuale difficile partecipare in forma singola o anche associata a progetti nazionali di collegamento telematico fra enti locali e centrali o produrre progetti da sottoporre a finanziamento se non con ausilio di esperti consulenti. Particolarmente scoperto è il fronte della sicurezza nell'esposizione in rete di server applicativi. Si nota interesse ad approfittare di esperienze eventualmente già sviluppate con successo, purché non siano invasive su strutture già esistenti. Molti manifestano interesse a verificare la possibilità di investimenti comuni, almeno fino a livello di studio e progettazione di sistemi. La quasi totalità ha interesse ad aderire a progetti comuni per richieste di finanziamenti Purtroppo, per i noti ritardi della Regione Emilia-Romagna, non è dato sapere se la stessa coesione si sarebbe mantenuta o si manterrà all'eventuale concessione degli stessi. Con il coordinamento della Provincia è stato scelto un prodotto software condiviso per la gestione degli Sportelli Unici e per il collegamento degli enti partecipanti, che viene gestito e mantenuto dal Ced della Provincia stessa. Le linee d'azione più interessanti sono risultate il sistema di interscambio anagrafico per il controllo dell'autocertificazione e per il collegamento a PA centrali, il Sistema Informativo Territoriale, Portali Territoriali, Reti civiche, Formazione e diffusione cultura informatica. è evidente come, in questo contesto, anche enti come il Comune di Modena con una buona situazione di informatizzazione e sviluppo di servizi telematici, si interroghino e ricerchino soluzioni, nuove forme di intervento e di azione che, pur salvaguardando una solida struttura, permettano di superare vincoli e rigidità e, con una maggiore libertà d'azione permettano di affrontare nuovi campi ed aree magari non direttamente riferibili a compiti di istituto, ricercando sinergie, qualità, valore aggiunto. Un primo filone di intervento può riguardare la proposta di servizi per altre PA in evoluzione, miglioramento e generalizzazione dei servizi già sviluppati o sviluppabili per i propri uffici. Un secondo filone può riguardare lo sfruttamento dei contenuti, delle esperienze e delle professionalità esistenti. In effetti, le Amministrazioni si propongono come fornitori di contenuti , la cui ricchezza ed esclusività ne fa un bene prezioso ed appetibile anche al mercato di ditte e privati. Molta attenzione viene posta anche a livello europeo per una sempre maggiore diffusione di contenuti in rete. La scommessa è con quali modalità, in quali forme, con quali vincoli e legami normativi ed istituzionali, le PA possano sfruttare il patrimonio di contenuti digitali anche a scopo commerciale. Una possibile risposta è la costituzione di una società di servizi in ambito informatico e telematico, che si rivolga inizialmente al mercato delle PA, Comune di Modena compreso, con una struttura leggera e flessibile connotandosi con peculiari caratteristiche consulenziali e progettuali come strumento di raccordo e collegamento fra PA, in primo luogo fra PA e Comune di Modena stesso.
In questo senso è assolutamente importante definire il sistema delle relazioni fra la NEWCO, Comune di Modena ed eventuali altre PA soci. A grandi lineeIl Comune di Modena e le Amministrazioni soci sostengono la NEWCO mettendo a disposizione in forma regolata da apposita convenzione i contenuti da valorizzare, le professionalità in ambito consulenziale per altre PA clienti, le soluzioni applicative disponibili ed il tempo/uomo concordato per sviluppare soluzioni applicative future per clienti NEWCO e per supportarne la personalizzazione e l'avvio. La NEWCO commercializza e diffonde le soluzioni ed i modelli applicativi del Comune di Modena e delle Amministrazioni soci eventualmente standardizzandoli e generalizzandoli. Il Comune di Modena fornisce inizialmente alla NEWCO locali ed attrezzature. Successivamente la NEWCO potrà rivolgersi ad un mercato più ampio (anche ditte e privati con servizi innovativi), ricercando sinergie e collaborazioni a livello locale, in primo luogo con META, AUSL, Associazioni di Categoria e Camera di Commercio Ambito di azione di newco (il più ampio ventaglio possibile)
Personale previsto1 dirigente con funzioni commerciali
Tabelle riassuntive per un'ipotesi di business plan
(*) Spesa storica per i servizi citati sostenuta sia dal Settore Sistemi Informativi e Telematici Comunicazione e Relazioni con i Cittadini, sia da altri settori comunali compresa la quantificazione di servizi sviluppati con risorse interne di Progetti Telematici. Attività conferibili alla Società.
NOTA. La voce formazione è stata considerata solo per Comune di medie- piccole dimensioni e non per il Comune di Modena perché non risulta in questa ipotesi compatibile e sostenibile con le risorse di personale della Società, tenuto conto che mediamente la formazione al Comune di Modena impegna 120 gg/uomo/anno per l'effettuazione e circa un mese/uomo/anno per il coordinamento e l'organizzazione. Si può comunque considerare almeno due sessioni all'anno su aspetti specifici per un gruppo di 5-6 persone e per un importo di circa L. 2.500.000. Per il resto occorre fare ipotesi diversa. |
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