Ex fonderie Progetto partecipativo





Bacheca delle idee

MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA
Creazione di un centro didattico-espositivo-museale per la cultura tecnico-scientifica, la storia del lavoro e la valorizzazione del sistema economico territoriale.
PALAPOLISPORT
Le Ex Fonderie offrono la possibilità di avere un "Palapolisport" con spazio per l'hockey ed il pattinaggio su ghiaccio, spazi per l'hockey tradizionale ed in linea ed il rotellismo, con pista di velocità al coperto.
Anche la pallamano potrebbe trovare lì una sua collocazione.
CENTRO ANTICHI MESTIERI
Trasformare le Ex Fonderie in laboratori per insegnare antichi mestieri.
CENTRO DI RICERCA AMBIENTALE
Creare un centro di ricerca ambientale per fornire nuovi sbocchi economici.
LUOGO DELLA MEMORIA
L'area delle Ex Fonderie dovrebbe diventare un luogo della memoria con documenti che permettano una precisa narrazione dei tragici fatti del 1950.
MUSEO DELLA RESISTENZA
Costruzione di un museo storico sulla Resistenza con un percorso storico didattico con vecchie macchine agricole oggi in disuso per rievocare un mondo che oggi non esiste più.
AUDITORIUM
Ritengo che lo spazio delle ex-Fonderie dovrebbe essere destinato a un Centro culturale, finalizzato soprattutto alla musica.
Da troppo tempo, infatti, si parla di un Auditorium, che supplisca alle carenze del Teatro Comunale, i cui spettacoli (concerti, opera, balletto) sono ormai monopolizzati dalla iniqua e inerte politica degli abbonamenti.
E' noto, peraltro, che altre meritorie associazioni (quali la Gioventù Musicale Italiana, o le società jazzistiche) stentano a trovare spazi adeguati, né tanto meno stabili. (Anna B.)
CENTRO SOCIO-CULTURALE-STORICO
Le ex fonderie rappresentano un pezzo di storia del nostro territorio sia per i drammatici eventi avvenuti e per importanti cambiamenti avvenuti durante il corso della storia.
Pertanto il recupero di questa struttura va visto e rivisto con molta attenzione.
Una soluzione sarebbe quella di recuperare l'intero complesso con l'inserimento di una nuova biblioteca che archivi la storia del paese con una sessione più amplia su quelle del territorio modenese; un'aula conferenze, una sala multimediale di consultazione di archivi storici, culturali e letterali; un ufficio che raccolga dati di interesse storico(foto e altro).
Insomma ex fonderie come il punto di ritrovo socio-culturale e storico della vecchia Modena e della Modena del futuro. (Manuele R.)
CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE
Credo che per valorizzare a pieno la memoria di un sito di alto valore storico per la cittadinanza modenese, testimone delle lotte del movimento operaio degli anni del dopoguerra, sia da escludere l'ipotesi di qualcosa legato alla memoria tipo museo. Sarebbe una scelta che tradirebbe la memoria invece che omaggiarla.
Le lotte delle ex Fonderie erano segno di partecipazione attiva della cittadinanza alle problematiche ed alle esigenze della società di allora, pertanto valorizzare la memoria di quelle lotte significa destinare il sito delle ex Fonderie a rispondere ad esigenze sociali altrettanto attuali ed impellenti della società di oggi.
Per questo sono propenso ad orientare il progetto verso il disagio giovanile che sempre più ci chiama ad interrogarci ed a pensare a soluzioni vere, preventive e non semplicemente restrittive che incancreniscono i problemi senza risolverli.
Penso ad un grande centro di aggregazione giovanile che permetta l'incontro, il divertimento e la coscientizzazione.
Né spazio politicizzato, né spazio di evasione, stordimento, annullamento dell'individualità.
Spazio protetto.
Vari ambienti attrezzati per i giovanissimi e per i giovani accessibili di giorno e di sera.
Fondamentale un grande spazio discoteca che non deve adeguarsi ai modelli commerciali, ma partire dalle esigenze dei giovani e dei più giovani che vogliono solo conoscere amici nuovi, poter parlare e magari aver argomenti sui quali confrontarsi e conoscersi.
Se i ragazzi possono trovare uno spazio che risponda alle proprie esigenze, diventano superflui i ripieghi più consueti atti a mitigare il grosso disagio e l'insoddisfazione di sé e della propria vita.
Perde senso l'uso delle droghe e dell'alcool, lo stordirsi di musica ed evadere dai posti consueti viaggiando nel mezzo della notte in cerca dell'araba fenice, per ritrovarsi poi invece ad ingrossare il numero delle vittime della strada.
Penso ad uno spazio così, rispondente alle esigenze del tempo in cui viviamo. Come erano le ex Fonderie negli anni '50.
(Modena Amica dei Bambini onlus)
SPAZIO ARTISTICO-SOLIDALE-ECOLOGICO
Il mio sogno è di dotare Modena di un luogo come questo: www.lacasaencendida.com.
Ovvero uno spazio dove le arti contemporanee (arte, danza, teatro) incontrano solidarietà ed ecologia.
TRE DIVERSI SPAZI: SPORT - CULTURA - MEMORIA
Io dividerei gli spazi in tre settori distinti.
Il primo dedicato allo SPORT, magari a Sport minori come Scherma, Lotta, Judo, Hokei ecc.. ed altri sport meno frequentati e con mancanza di strutture adeguate.
Il secondo spazio, che comporterà forse un pò meno metratura, dedicato alla CULTURA; ovvero una fornitissima biblioteca per studenti ma anche per anziani e altri dove venire a studiare, con una postazione Internet importante, ma anche semplicemente per venire a ritirare Libri e simili.
Un terzo spazio, dedicato alla MEMORIA; cosa erano le Fonderie per Modena e per tanti operai Modenesi.
Documentazioni sulla Resistenza nella nostra Provincia.
La Storia tra le due guerre, e tanta documentazione sulla Storia della Città di Modena, a partire dalle sue origini, passando per l'epoca Romana, passando per il Risorgimento (Ciro Menotti) fino a noi.
Tanta documentazione per dare la possibilità agli studenti Modenesi,tra i quali tanti e sempre più di origine straniera, di conoscere ed approfondire la vita, le usanze, la storia della nostra città.
Quello spazio, forse, potrebbe essere utilizzato per le scolaresche, dalle Elementari, ma anche Medie e Superiori, per aiutare a far sentire tutti quanti più Modenesi.
EXPOTECNICA
Ex Fonderie come recupero del luogo che ha segnato una pagina importante nella storia della vocazione industriale della città.
Dagli anni sessanta ho lavorato nel campo delle vetture da competizione ( Ferrari, Maserati. Minardi, ecc) costatando di persona che valore incredibile presenta all'estero Modena e la piccola e media industria che opera nel settore altamente tecnologico.
Da due anni porto avanti un progetto a livello internazionale e ritengo che parte del complesso ex Fonderie potrebbe essere destinato ad accogliere EXPOTECNICA che rappresenta una iniziativa culturale che attirerebbe migliaia di turisti con un bacino di utenza essenzialmente Cinese, Giapponese, Indiano, ecc. Un museo assolutamente trasversale, a cui hanno dato il consenso case come Mercedes, Audi, BMW, Toyota, Honda, ecc. troverebbe la sua giusta collocazione nella città che ha dato i natali al Comm. Enzo Ferrari, illustre concittadino che ha dedicato una intera vita ad un settore così altamente tecnologico.
Ed inoltre non va tralasciato l'importanza di una tale opera per tutte le industrie del settore che ormai lavorano all'ottanta per cento per l'estero e non solo per la Ferrari. (Giacomo C.)
POLICENTRO CULTURALE
Lo spazio delle Ex-Fonderie potrebbe diventare un policentro culturale, dotato di una grande libreria specializzata su più fronti e di spazi deputati al godimento delle diverse arti: all'ascolto della musica, alla lettura accompagnata da un caffè, alla recitazione e all'esposizione di opere di giovani artisti. (Francesca C.)
UNA VOCE DA LONTANO: ARCHIVIO STORICO E FOTOGRAFICO
Una voce da chi ha avuto in proprio caro come lavoratore, un duro lavoro compensato da basso salario.
Un lavoro vissuto da mio padre con una tale serietà da sembrare per i tempi nostri pura follia, perché tutto questo non sia stato vano ,propongo la costruzione di un archivio storico e fotografico dell' operato, perché si dia voce anche a coloro che non sono più con noi . (Doretta)
MUSICA, SPORT E SPAZIO DI MEMORIA
Penso che il recupero delle ex fonderie sia un'occasione imperdibile per Modena per rivolgersi alla propria parte di cittadini giovani sempre meno coinvolti dalla città: non credo che un progetto di stampo "museale" sia nella nostra realtà una situazione che può coinvolgere una fetta ampia di popolazione, tanto meno giovane; rischierebbe infatti di interessare solamente un'elite di "addetti ai lavori".
Ritengo che comunque uno spazio di ricordo e presentazione di quello che sono state ed hanno rappresentato le fonderie a Modena (compreso il ricordo dell'eccidio del 9 gennaio) sia necessario ed importante.
Questo anche con raccolte di materiale bibliografico, storico e fotografico.
Penso che il restante spazio (che dovrebbe essere quello più ampio) sarebbe bello se fosse dedicato a musica o sport.
Nel primo caso uno spazio dove chi vuole e non ne ha la possibilità possa liberamente suonare, gestito non nel modo elitario e chiuso dell'attuale centro musica.
Non un doppione quindi, ma uno spazio libero dove la musica è accessibile a tutti i cittadini, a gruppi o singoli, e di qualsiasi età.
In questo spazio potrebbe inserirsi anche uno spazio dove fruire di musica dal vivo o di ascolto, non discoteca insomma, ma punto di aggregazione per ascoltare/ballare/vedere la musica (aperto anche la sera quindi).
Mi piace molto anche l'idea di dare spazio a sport minori quali il pattinaggio su ghiaccio e su rotelle, che sarebbe senza dubbio un altro mezzo di aggregazione per i più giovani, ma non solo.
Qualcosa di libero e vivo insomma, senza troppe barriere verso l'esterno, dando fiducia alla capacità dei cittadini di usufruirne con molta libertà. (Cesare L.)
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SUI DIRITTI UMANI E SPAZIO DIVERTIMENTO
Volevamo proporre di riutilizzare lo spazio in questione come un centro di documentazione e di ricerca su questo tema, troppo poco conosciuto e vissuto.
Vorremmo unire a questo intento, anche una possibile risposta al bisogno della Modena giovane di vivere nel suo essere, quindi divertendosi (accogliamo la proposta di una discoteca-sana o del locale serale perfettamente insonorizzato) ma anche imparando e guardando il mondo con l'aiuto di chi ne sa di più.
In questo senso, l'accostamento del centro di documentazione sui diritti umani, da sviluppare anche attraverso le storie che quei muri raccontano, e degli spazi per il divertimento, potrebbe essere un modo, intrecciando le due cose, per dare strumenti importanti di consapevolezza e sviluppo etico delle nuove generazioni. (Nadia L. & C.)
CENTRO CULTURALE FLESSIBILE E POLIFUNZIONALE
La mia proposta è quella di creare un centro culturale flessibile e polifunzionale (dato che lo spazio non manca!) che permetta l'allestimento di mostre d'arte permanenti, concerti e rappresentazioni teatrali, seminari culturali (attualità, politica,filosofia, storia, letteratura,ecc.),un punto lettura (riviste libri), uno spazio proiezioni e, last but not least, un punto ristoro.
La parte esterna alla fabbrica dovrebbe diventare un bel parco molto curato, con un museo all'aperto di scultura o architettura moderna, spazio giochi per i piccini. (Gian Franco B.)
CENTRO DI "LIBERTA' CREATIVA"
Sarebbe bello poter dare una mano a questo quartiere, e non solo, attraverso la costruzione di un centro di "Libertà' Creativa", dove dai piccolissimi ai giovani "si possono dire" attraverso i vari linguaggi "non verbali":musica, teatro, psicomotricità, danza creativa, arte.
I bambini e i giovani in questi ultimi anni hanno bisogno di "essere ascoltati", hanno bisogno di "dirsi,di farsi sentire" attraverso i linguaggi che stanno alla base della nostra esistenza, corpo e parola, allora perché non aiutarli attraverso la costruzione di un centro che gli dà questa possibilità?!
Ovviamente mettendoci dentro personale qualificato per far si che si possa dare davvero una mano al "nostro futuro cittadino".
L'ambiente è grande, varie sale per i progetti, per piccoli e grandi.
Dalla sala per la psicomotricità infantile(1-6 anni) a lla sala prove per gruppi giovanili, dalle sale per teatro e danza creativa,alle sale per arte. (Giacomo V.)
SPAZIO ATELIER MODENA
Lo spazio ex-Fonderie potrebbe essere utilizzato per creare un museo per le arti moderne in cui dare spazio (sia espositivo che di incontro) in particolare a tutti questi giovani modenesi (ed in realtà anche non modenesi) che stanno cercando faticosamente occasioni per mostrare e far conoscere il proprio lavoro.
Lo spazio ex-Fonderie potrebbe quindi divenire uno Spazio Atelier Modena in cui giovani artisti (pittori, grafici, fotografi, scultori, etc…) possano incontrasi e incontrare la cittadinanza modenese.
Un luogo di incontro, ma anche di confronto, un luogo di scoperta di nuovi autori e di nuove emozioni, un luogo per coinvolgere altri giovani a sviluppare un proprio modo di esprimersi e soprattutto un modo per investire sulla Modena del futuro e sui modenesi del futuro.
Sarebbe bello che in un luogo che ha segnato cruentamente la storia modenese, in un luogo in cui operai modenesi hanno lottato per il loro sogno, altri giovani modenesi possano oggi iniziare ad inseguire il proprio. (Mauro M.)
CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA
La mia proposta è quella di uno spazio adibito alle esposizioni di opere di arte contemporanea, con particolare attenzione ai progetti artistici che utilizzano le nuove tecnologie come mezzo di espressione artistica e comunicativo.
In questo senso sarebbe importante il coinvolgimento delle Gallerie d'arte, Fondazioni e Musei della città che si adoperino per valorizzare ulteriormente Modena.
Lo spazio dell Exfonderie si presta perfettamente ad un intervento di questo tipo dal momento che è facilmente raggiungibile sia dal treno che delle autostrade e quindi potrebbe dar luogo ad un notevole turismo entrante.
Inoltre l'idea di riservare all'interno uno spazio aggiuntivo per Festival (esempio di ulteriore spazio per il festival di filosofia) ed uno spazio comune con annesso bar - caffetteria che funga da punto di incontro non solo per i giovani, ma tutti coloro che sono in qualche modo interessati alla cultura contemporanea.
Un centro per le arti sull'esempio di musei ed istituzioni pubbliche come ad esempio il Centro Pecci di Prato, il Maxi e il Macro di Roma, il Mart di Rovereto - Trento.
(Licia M.)
ASILO E CASA PER ANIMALI
Un posto dove possano rifugiarsi, come fosse un nido protetto, bambini senza famiglia o con famiglie disastrate, e cani senza casa.
Ma anche asilo diurno per chi non ha trovato posto all'asilo o chi non vuole lasciare il proprio cane a casa da solo troppe ore.
MIX FUNZIONALE
Penso ai vasti interventi di trasformazione che interessano attualmente contigue aree poste ai due lati della ferrovia che devono necessariamente "entrare" anche nel progetto ex-fonderie.
Ancora la vicinanza della stazione ferroviaria deve porre al centro la necessità di offrire opportunità ai temi della mobilità, con la creazione di servizi attrattori per la cittadinanza dei comuni limitrofi e non solo.
Pensando a questi servizi credo che creare nell'edificio industriale un mix funzionale di uffici e appartamenti in affitto a prezzi calmierati possa costituire una buona proposta per le condizioni poste in precedenza.
Ciò permetterebbe di creare vitalità nella zona a tutte le ore del giorno e darebbe la possibilità di affrontare due importanti questioni di primaria importanza per una città che si intende moderna.
Da una parte la possibilità di accedere a chi desidera intraprendere un'attività, a spazi adatti e sostenibili, connessi con il centro città e il resto della regione, oltre che a favorire scambi e relazioni all'interno dello stesso "contenitore".
Dall'altra, dare un segnale nei confronti del mercato degli affitti di residenze che oltre che selvaggio, dimostra anche di essere inattuale rispetto alle condizioni sociali della città e dell'epoca in cui viviamo in generale.
Penso sia giusto offrire a studenti, lavoratori, giovani coppie, immigrati "soluzioni temporanee" alle loro condizioni di mobilità, rese difficoltose da un mercato proliferato in maniera inaccetabilmente speculativa forse anche a causa di una scarsità di offerte alternative.(Matteo S.)
CENTRO PARTECIPATIVO
Uno spazio per promuovere le capacità di ascolto e di "Fare partecipazione" in mezzo alle persone, a cominciare da quelli che hanno compiti di gestione e di rapporto con gruppi (dalleAssociazioni, alle aziende, ai circoli,.... ai centri di ascolto promossi dalle Diocesi, e che faticano a vivere, proprio perchè mancano queste competenze!!!)
FACOLTA' DI DISEGNO INDUSTRIALE
Proposta di usare parte degli spazi delle Ex Fonderie Riunite per dare sede ad una istituenda Facoltà di Disegno Industriale, rivolta al prodotto per l'industria locale.
Il Disegno Industriale (traduzione letteraria di Industrial design, cioè di progetto per l'industria) è la pratica che sovrintende alla progettazione e valorizzazione dei prodotti industriali, integrando culturalmente le discipline di progetto (di matrice architettonica e artistica) con quelle tecnologiche (di matrice ingegneristica e informatica) e del management (di matrice economica).
La Facoltà è luogo di formazione all'avanguardia, punto di incontro di culture diverse che uniscono gli studi architettonici e artistici, caratterizzati dalla creatività e dallo studio dei problemi della forma, insieme a quelli tecnici, scientifici e dell'ingegneria.
L'impostazione è decisamente interdisciplinare e basata sull'imparare dalla sperimentazione ed esperienza di laboratorio d'impresa.
A questo fine le necessità di spazio, seppure ancora da definire in modo dettagliato, riguardano, soprattutto l'allocazione di tre grandi aule-laboratorio attrezzate (circa 100 mq cad.) più 5 aule di minor dimensione (per contenere 30-50 studenti) per lezioni frontali; questi sono anche luoghi di incontro con dirigenti e maestranze, che nelle ore serali possono essere a disposizione anche per attività legate al quartiere.
La Facoltà sarà costituita da due corsi di studio successivi: laurea (triennale) e laurea magistrale (biennale); il numero di studenti programmato si pensa non supererà nei cinque anni le 3-400 unità.
Il progetto della Facoltà (interateneo) nasce dalla ipotesi di una stretta collaborazione fra l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l'Università degli Studi di Ferrara, che possono unire competenze ed esperienze eccellenti complementari, la prima in ambito ingegneristico e la seconda in ambito dell'architettura.
Questa Facoltà è particolarmente adatta a costruire un dialogo con la tradizione imprenditoriale e gestionale delle piccole imprese che arricchiscono i nostri territori, attraverso una sua importante prerogativa, che è quella di saper promuovere e sperimentare linee di sviluppo innovative che rispondano alle reali necessità del mercato e della società contemporanea.
PLURISISTEMA: DELLA MEMORIA, MUSEALE E DI RICERCA, POLIVALENTE
Premessa: tutela dell'intero edificio, non solo della palazzina che si affaccia su Via Ciro Menotti e destinazione d'uso pubblico dello stabile nella sua totalità, a prescindere dalla diverse funzioni che esso può assumere.
All'interno di queste coordinate credo che il progetto debba ruotare fondamentalmente intorno a questi aspetti fondamentali:
  • luogo della memoria intesa soprattutto come laboratorio di ricerca sulla storia contemporanea, proprio a partire da quello che hanno significato le Ex Fonderie Riunite a livello locale e nazionale nel cambiamento dei rapporti tra classe imprenditrice e classe lavoratrice;
  • luogo museale/di ricerca rivolto al mantenimento delle conoscenze scientifiche applicate al mondo industriale che tanta importanza hanno avuto e ancora hanno per la società economica modenese.
    Un luogo di ricerca e di didattica in cui laboratori e mostre allestite, rivolte alle classi e ai singoli visitatori, siano incentrate sulla interattività (elemento indispensabile per rendere appassionante questo tipo di proposte divulgative)
  • luogo polivalente per iniziative anche differenti, se tutta l'area delle ex fonderie viene conservata compreso il cortile interno, rivolte ad esempio ai giovani o ad altre manifestazioni di tipo culturale che rendano necessario l'utilizzazione del grande spazio che potrebbe essere reso disponibile (ad esempio il festival della filosofia, il festival dell'architettura, ecc.);
Il progetto più generale dovrebbe fare dell'edificio delle Ex Fonderie Riunite un punto di un più vasto sistema museale/di ricerca cittadino e provinciale che abbia nel triangolo Museo Casa Natale Enzo Ferrari - Museo Maserati - Fonderie Riunite un luogo d'eccellenza della città di Modena, che possa prospettare anche efficaci ricadute di turismo culturale.
(Carla B.)
MUSEO /LABORATORIO DI STORIA DELLE COMPETENZE E DELL'INNOVAZIONE NELLA MECCANICA
A partire dalle esperienze già in corso dal 2000 nel progetto Officina Emilia, si propone di utilizzare parte delle ex Fonderie per realizzare un museo/laboratorio che offra alle scuole esperienze di didattica attiva della storia, dell'economia, delle scienze e della tecnologia.
Attraverso attività didattiche, museali e di laboratorio a piccoli gruppi, lo scopo è diffondere la conoscenza dell'industria meccanica locale, la sua storia passata e le sue prospettive attuali e future, per valorizzare le eccellenze delle imprese e sostenere la capacità innovativa del distretto modenese della meccanica.
Un progetto rivolto al mondo dell'istruzione e della formazione, un investimento sul nostro futuro, quindi.
Un progetto principalmente rivolto ai giovani, ma anche alle loro famiglie: ai giovani immigrati, che di questo luogo e della sua storia sanno poco o nulla, e ai giovani che invece in questo luogo sono nati e cresciuti, ma che di questo luogo e della sua storia sanno troppo poco.
L'obiettivo è offrire uno sguardo sul presente per capire la storia dei luoghi in cui viviamo, e per conquistare uno sguardo fiducioso verso il futuro.
L'allestimento di un tale museo/laboratorio si profila come un'iniziativa originale nella nostra regione per l'elevato contenuto di proposte innovative maturate grazie alla sua capacità di sollecitare i contributi diretti dei protagonisti (testimonianze e coinvolgimento di lavoratori, tecnici, imprenditori, associazioni) e le diverse competenze professionali, dalla ricerca universitaria alla didattica, dalla progettazione museale alla tecnologia meccanica.
(Officine Emilia)
CENTRO POLIVALENTE
Centro polivalente, con spazi adibiti alle diverse età ed attrezzature adeguate, una sala registrazione gratuita, servizi per diversamente abili e per persone di paesi e culture diverse.
Il tutto sviluppato in spazi aperti e non in "celle" isolanti, di modo che i fruitori dei servizi, anche molto diversi fra loro, entrino in contatto
(Milinda)
MUSEO DELLA CIVILTA’ INDUSTRIALE
Destinare l'area delle Ex Fonderie a "Museo della Civiltà Industriale" di Modena e, con la collaborazione dell'Università, adoperarsi perché diventi luogo di ricerca e innovazione e quindi non solo un contenitore rivolto al passato.
L'industria di Modena eccelle in tanti settori; per esempio abbiamo da sempre una consolidata tradizione nella produzione di Autobus, purtroppo alcune delle aziende storiche hanno dovuto abbandonare e proprio per non disperdere questo patrimonio di idee ed ingegno si potrebbe dedicare un'ala del museo a questi costruttori e al mondo dei trasporti pubblici della nostra città.
Nei locali delle ex Fonderie potrebbero trovare riparo ed essere riuniti molti veicoli storici ora disseminati un po’ ovunque come il vecchio filobus anni ’50 che ATCM conserva in un magazzino o anche le due elettromotrici Breda del ’32 della SEFTA ora non funzionanti che stazionano in un binario morto della Stazione Piccola.
Inoltre, vista la vicinanza con la linea ferroviaria Modena - Sassuolo e nell’ambito di un progetto ambizioso, si potrebbe prevedere un raccordo ferroviario che faccia giungere direttamente nel cortile delle ex Fonderie treni storici, possibilmente carichi di tanti visitatori!
(Giordano F.)
PROPOSTE E RIFLESSIONI DEL GRUPPO DI LAVORO DEL CIRCOLO XXII APRILE
  • Prevale l'esigenza di verde nella zona.
  • Prevedere il "Parco della memoria 9 gennaio 1950", allestito con macchinari ed attrezzature delle ex Fonderie (considerata l'importanza di questa fabbrica all'avanguardia per i tempi) con percorsi informativi/educativi per le scuole.
    All'interno del parco troverà degna sistemazione anche il cippo che ricorda i caduti.
  • Eventuale dislocazione di alcuni uffici comunali mirati: politiche giovanili, politiche dell’integrazione, ufficio collocamento.
  • Centro di aggregazione giovanile per attività teatrali, musicali, danza.
  • Particolare attenzione alla viabilità dei pedoni e ciclisti: si rinnova l’esigenza di una fermata della metropolitana leggera Modena-Sassuolo e di un sottopasso pedonale e ciclabile.
  • No, ad abitazioni civili e parcheggi limitati.
  • Piccola area attrezzata, coperta e custodita per camper per brevissime permanenze (1 o 2 notti) per finalità turistiche.
"TEMPIO LAICO" DEL MONDO DEL LAVORO
Le fonderie possono essere considerate un "tempio laico" del mondo del lavoro, della tecnologia , della cooperazione, e dello sviluppo industriale della città. Pertanto il fabbricato potrebbe essere utilizzato con coerenza, rispetto alla storia che rappresenta, per:
  • Archiviare elementi della storia del mondo del lavoro e raccogliere, recuperare, classificare e rendere fruibili per la cittadinanza macchinari e apparecchiature scientifiche e costituire quindi un luogo dove sia possibile, da parte di privati o di aziende, conferire proprie attrezzature per la pubblica fruizione.
  • Coniugare la storia del lavoro e valori dell'impresa come si sono espressi sul territorio attraverso uno sviluppo degli interventi formativi e di ricerca a supporto del cambiamento e del rinnovamento del sistema territoriale.
(Giorgio P.)
"RICORDI E VITA MODENESE"
Proporrei un punto, se lo spazio lo permette, di "Ricordi e vita Modenese" a gestione cooperativa.
Una casa albergo artisti e non,un centro di Cultura per tutte le età con spazi adatti ad ospitare l'U.T.E. -Università terza età- ed altre simili, con sezioni riservate ad eventuali doposcuola ove i nonni possano trasmettere ai bambini l'arte e la storia del nostro popolo, con spettacoli e attrezzi di laboratorio in grado di scoprire tendenze naturali di tutte le arti,un luogo dove continue novità attraggono la città.
(Erio G.)
LABORATORIO SULLE ENERGIE SOLARI
Propongo di creare un laboratorio sulle energie solari con centro di ricerca, in collaborazione con l'Università e con area espositiva e di marketing permanente per aziende del Settore.
(Nino D.)
LUOGO DELLA MEMORIA
Nel 2005, in occasione del 55° anniversario dell'eccidio delle ex Fonderie, un gruppo di cittadini, sostenuto da istituzioni, organizzazioni sindacali, cooperative e associazioni, ha voluto dare il proprio contributo alla conservazione della memoria storica di quell'episodio e, per questo, ha dato vita ad un articolato programma d'iniziative.
La città, attraverso la partecipazione di tanti semplici cittadini, fra i quali molti giovani, ha testimoniato concretamente di essere pronta a corrispondere e soddisfare al bisogno di conservare e trasmettere la memoria di se e del suo passato, affinché le future generazioni, con la conoscenza di essa, possano interpretare il presente e progettare il proprio futuro.
E quale modo migliore di corrispondere a questa corale richiesta, se non quello di conservarne uno dei luoghi più cari alla memoria dei modenesi, come quello costituito dall'edificio che ospitava le Fonderie, per farne un luogo in cui conservare e trasmettere la memoria, per raccontare delle grandi aziende, degli artigiani, delle cooperative, della storia del lavoro e del movimento dei lavoratori, per trasmettere alle giovani generazioni il sapere e le competenze tecnico-scientifiche; valorizzare sinergicamente strutture museali o collezioni attualmente sparse in diversi edifici, o poco fruibili, archiviare tracce documentarie della storia e delle memorie del sistema produttivo, che hanno contribuito a fare di Modena una grande città.
(Alfredo C.)
LUOGO DI RICERCA, FORMAZIONE E CONOSCENZA
Oggi l'edificio delle ex fonderie non solo è ancora in grado di trasmettere la sua precisa identità, ma soprattutto, dopo l'abbattimento e le profonde modifiche apportate agli edifici delle industrie modenesi nate tra Ottocento e Novecento, è l'unico luogo presente in città in grado di rappresentare visivamente e simbolicamente l'industrializzazione e la storia del lavoro (nei suoi molteplici aspetti) nella nostra provincia.
A tal proposito, proprio per non incorrere, anche in questo caso, in interventi che possano modificare l'identità stessa del luogo come spazio di lavoro, caratterizzato da un'organizzazione funzionale dei volumi, crediamo che sia auspicabile l'allargamento del vincolo posto alla palazzina anche agli edifici che si affacciano sull'area del cortile in modo da non snaturare la percezione, non solo visiva ma anche di senso, del luogo.
È importante che le scelte future sulla destinazione delle ex Fonderie rispettino l'identità e la storia del luogo, prevedendo un utilizzo multifunzionale degli spazi caratterizzato da una forte coerenza d'insieme che permetta di renderlo immediatamente riconoscibile come luogo di memoria nella sua dimensione storica e, come luogo di aggregazione destinato ad attività culturali, ricreative e formative, nella sua dimensione di spazio vissuto dai cittadini.
Per quanto riguarda la parte storica, è di notevole suggestione l'ipotesi di creare - assieme al Museo-casa natale Enzo Ferrari e al Museo Maserati - un 'polo museale' sull'industria e il lavoro, che sappia intercettare una quota significativa di turismo culturale.
In questo caso le ex Fonderie potrebbero arricchire il racconto di due storie di grande successo industriale con un percorso permanente in grado di offrire una conoscenza più ampia del contesto della storia sociale e del lavoro nella nostra provincia.
Di fondamentale importanza, inoltre, la creazione di spazi aggregativi rivolti alla cittadinanza, con particolare attenzione al target giovanile: creazione di spazi per lo svolgimento di attività formative rivolte alla scuola ed all'università in primo luogo ma anche ai cittadini, per lo svolgimento di laboratori di taglio tecnico scientifico basati sul principio irrinunciabile della interattività e di spazi polifunzionali che rendano possibile l'organizzazione di attività ricreative nel rispetto dell'identità originaria del luogo.
La presenza di un'area che sia da un lato un polo importante per la ricerca storica, che possa essere un luogo di fruizione museale nonché un luogo di aggregazione aperto alla cittadinanza contribuirebbe, inoltre, a favorire la riqualificazione di un'area della nostra città ricca di storia com'è il quartiere della Crocetta, che, con il passare degli anni, ha perso sempre di più la sua identità di quartiere operaio.
Un centro di documentazione sulla storia delle imprese, del lavoro e dei diritti sociali - Le ex Fonderie offrono l'opportunità di avere uno spazio per conoscere la storia più complessiva del lavoro e dell'industrializzazione nella nostra provincia, parte fondamentale della storia di Modena nel Novecento.
Grazie al lavoro di centri culturali già esistenti - alcuni dei quali potrebbero trovare posto, con i loro patrimoni, all'interno delle ex Fonderie - è possibile dare corpo ad un centro di documentazione sulla storia delle imprese modenesi, del lavoro e dei diritti sociali, che eviti la dispersione delle conoscenze su un aspetto importante della storia della città e della provincia di Modena.
Gli obiettivi di questo centro possono essere la ricostruzione storica dell'industrializzazione e del lavoro modenese nel Novecento; la individuazione e la conservazione della documentazione storica d'archivio, a partire dagli archivi aziendali, auspicando un coinvolgimento diretto delle imprese, delle aziende e delle industrie storiche di Modena; la raccolta della documentazione fotografica e cartografica; la individuazione e catalogazione delle attrezzature e degli oggetti presenti in città e in provincia che potrebbero eventualmente essere utilizzati per mostre o attività didattiche, la raccolta della memoria storica non solo attraverso la tutela e la valorizzazione dei luoghi ma anche attraverso la raccolta delle testimonianze dei lavoratori, degli imprenditori e degli esponenti delle organizzazioni sociali e sindacali.
Uno spazio espositivo sulla storia di Modena (e non solo) - Le ex Fonderie possono offrire spazi espositivi che ne facciano non un luogo 'immobile' di conservazione di oggetti e materiali, ma un centro vivace e dinamico di ricerca e documentazione, che non offre letture conclusive ma propone ipotesi interpretative che nascono da un fecondo rapporto con la ricerca storica.
Accanto ad una mostra permanente che racconti la storia del luogo con particolare attenzione alla dimensione storica e sociale oltre che alla sua identità di vero proprio agglomerato di memorie, dovrebbero essere disponibili spazi per mostre ed esposizioni (anche di lunga durata), capaci da un lato di offrire conoscenze sulla storia di Modena, dall'altro di portare in città esperienze e iniziative maturate in altre realtà, in modo da creare un allestimento che non sia fruibile una volta per sempre ma che si modifichi sapendo rinnovare l'interesse della città offrendosi come un luogo da riscoprire di volta in volta.
Da questo punto di vista diventa importante creare reti di relazione con analoghe istituzioni culturali e sociali operanti in ambito italiano ed europeo.
Un luogo di formazione sulla storia del Novecento - L'attività di ricerca e documentazione, e quella espositiva, possono trovare nella strutturazione di visite guidate e nella predisposizione di laboratori didattici un'importante opportunità di divulgazione e di formazione (in particolare dei giovani) attraverso l'uso di alcune tipologie di materiali: dai documenti di archivio alla memoria orale, dalle fotografie agli audiovisivi.
Da questo punto di vista gli spazi delle ex Fonderie si prestano per offrire una pluralità di approcci e di opportunità che ne farebbero un sicuro punto di riferimento per la scuola e l'Università: la possibilità, cioè, di trovare in un unico luogo spazi destinati alla ricerca storica, alla divulgazione e alla formazione, che dialogano tra loro e offrono al visitatore, al ricercatore, allo studente tante occasioni di conoscenza e di approfondimento.
(Istituto storico di Modena)
CENTRO DI AGGREGAZIONE PER LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
Lo spazio delle Ex-Fonderie potrebbe essere adibito a centro di aggregazione per tutte le associazioni di volontariato di Modena, in modo che il cittadino possa, recandosi in questo luogo, godere di una visione complessiva del variegato mondo del volontariato modenese.
Nelle Ex-Fonderie potrebbero trovare posto le sedi delle associazioni, nonché uffici, sale riunioni ove organizzare conferenze, dibattiti e proiezioni di film, magazzini.
Inoltre si potrebbero predisporre spazi espositivi (magari open-space) dove presentare progetti realizzati e attività in corso, ed allestire mostre di materiale (etnico e di vario genere).
Tutti questi settori dovrebbero essere organizzati in modo da permettere iniziative di accoglienza nei confronti di scuole e non solo, per far comprendere alle persone il valore della solidarietà, attraverso la conoscenza dei diversi aspetti dell'associazionismo, ed invogliarle così ad avvicinarsi al volontariato.
(ONLUS Bambini nel Deserto)
CENTRO POLIFUNZIONALE PER UNA COMUNITA' SIA FISICA CHE VIRTUALE
Credo che uno spazio così ampio sarebbe sprecato con un'unica destinazione d'uso. Il vasto panorama di associazioni culturali, gruppi formali o informali, in particolare di giovani, soffre la mancanza di spazi dove riunirsi ed effettuare le proprie attività.
Certo, Modena non ne è completamente priva: la maggioranza delle associazioni però non ha una sede stabile, e le poche disponibili sono spesso utilizzate da una singola associazione per tutta la settimana, limitandone così la possibilità d'uso.
Penso quindi che le Ex Fonderie vadano valorizzate sotto un'altra ottica: non tanto quella di connotarle troppo con un'identità precisa, quanto quella di privilegiarne la funzione civica e sociale, favorendo in questo modo l'accesso di tutti (associazioni, gruppi informali, chiunque sia interessato) e l'elaborazione di proposte culturali e aggregative condivise. Il primo tema è quello dell'accessibilità.
La vicinanza con la stazione ferroviaria potrebbe facilitare l'accesso, magari con vie d'accesso pedonali e ciclabili facilitate e una fermata dedicata dell'ottima linea Modena-Sassuolo, ripensando gli orari dei trasporti in particolare per quanto riguarda un possibile impiego serale e notturno degli stessi.
In secondo luogo, la dinamicità. Attraverso l'utilizzo di pareti e arredamenti mobili, soluzioni già utilizzate da tempo nel nostro paese e a cui lavorano ditte specializzate, gli spazi sarebbero riconfigurabili a piacere, per un concerto quanto per una riunione ad un tavolo, per una mostra quanto per una conferenza o assemblea o per una festa.
La modularità degli spazi, realizzabile anche con separé e pareti trasparenti, permetterebbe la libera fruizione degli stessi per diversi fini: aggregativo, creativo, culturale, musicale, artistico, ricreativo.
Infine, la multimedialità.
Ritengo che l'innovazione tecnologica porti un valore aggiunto alle nostre vite, e che debba dunque essere impiegata per avvicinare le persone, non per allontanarle.
La copertura wireless (accesso internet senza fili) dell'edificio potrebbe essere un'ottima soluzione, così come la libera fruibilità di punti di accesso ad internet negli spazi: prevederei, inoltre, un sistema di partecipazione online che preveda la possibilità di gestire spazi e tempi, effettuare proposte sugli stessi e sul programma degli eventi.
Il tutto potrebbe essere implementando utilizzando software "open source" (come il sistema operativo Linux), contribuendo dunque alla crescita di questo innovativo sistema di sviluppo software collaborativo.
Creare una comunità sia fisica che virtuale, dunque: credo che proprio questo possa contribuire a realizzare quella funzione sociale di cui parlavo in partenza.
(Stefano T.)
CENTRO DIDATTICO-CULTURALE DI AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO
Molte scuole di ogni ordine e grado, pur prevedendo nei loro programmi l'insegnamento di materie tecnico-scientifiche, spesso non dispongono di adeguate attrezzature per una didattica efficace e gli stessi docenti non hanno, se non assai raramente, occasioni di aggiornamento in tale ambito.
Un centro didattico-culturale di ambito tecnico-scientifico, con laboratori attrezzati, sale per esperienze interattive, biblioteca, ambienti per la proiezione di filmati, …, può svolgere un importantissimo ruolo nello stimolare l'interesse nei confronti della Scienza e dalla Tecnica, permettendo alle Istituzioni Scolastiche, e ai ragazzi stessi, di integrare i propri percorsi formativi con attività e motivazioni che rappresentano un apporto fondamentale ai fini di un efficace orientamento allo studio di queste discipline.
Tale centro potrà poi costituire un punto di incontro tra le Istituzioni Scolastiche e l'Università per una riflessione operativa, in accordo con un approccio di "ricerca-azione", sulla didattica della scienza e della tecnica, tanto per la formazione dei neo-docenti quanto per l'aggiornamento di quelli in ruolo.
Il centro potrebbe poi essere sede di associazioni a carattere tecnico-scientifico esistenti sul territorio che i giovani potrebbero conoscere e frequentare appassionandosi alle tematiche più disparate: dalle trasmissioni radio, alle costruzioni meccaniche, dagli aspetti naturalistici, all'esplorazione dello spazio, ecc. ecc. anche al di fuori dell'attività scolastica.
Un luogo adeguatamente attrezzato e in tal senso orientato, infine, potrà dar vita allo sviluppo (anche imprenditoriale) di ausili e materiali didattici multimediali di argomento tecnico-scientifico, col contributo di enti e associazioni che svolgono attività di ricerca didattica, quali ad esempio la Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (SISS), gli Istituti per la Ricerca Educativa, le Associazione degli Insegnanti.
(Enrico A.)
UN LUOGO APERTO, POLIFUNZIONALE, CUSTODE DELL’IDENTITA’
Si propone un "Luogo per la Città" con le seguenti caratteristiche:
APERTO = facilmente accessibile; a disposizione delle Associazioni per iniziative culturali; con spazi dedicati alla socialità; accogliente
POLIFUNZIONALE = servizi; negozi; punto relax con lettura, internet e caffè; area giovani; area donne straniere
CUSTODE DELL'IDENTITA' DELLA CITTA' = mostra permanente sulla storia di uomini e donne del '900; centro di documentazione sulla storia locale; sala multimediale per ricerche e visione video
(Centro Documentazione Donna)
NELL' AMBITO DEL PROGETTO PARTECIPATIVO DI RECUPERO E RIUSO DELLO SPAZIO "Ex Fonderie" L'ASSOCIAZIONE ARCI DI MODENA E LA RETE DEI CIRCOLI PASSPARTOUT PRESENTA LE SEGUENTI PROPOSTE.
L'ampia area ricoperta dall'edificio si presta ottimamente ad uno spazio che non sia monolitico, ma anzi, ad uno spazio che contenga una polivalenza di realtà, uno spazio che possa riguardare l'aggregazione sociale, l'espressione culturale e non per ultimo l'aspetto multimediale che caratterizza la realtà odierna.
Un luogo di tale metratura offre la grande possibilità di essere suddiviso in diversi spazi adibiti, ciascuno, ad attività ed iniziative anche tra loro visibilmente differenti.
Per quel che riguarda la nostra proposta vi è stata una suddivisione tra piano terra e piano superiore.
Una fascia più o meno ampia del piano terra, probabilmente proprio all'entrata dell'edificio, potrebbe essere adibita a presidio storico, allestendolo con immagini e reperti ufficiali della storia della fabbrica, per non dimenticare ciò che l'edificio Ex Fonderie ha rappresentato e rappresenta per la città di Modena, e per le lotte operaie del 900.
Prossimo al museo, nella nostra visione, si potrebbe creare uno spazio per associazioni culturali.
In breve qualsiasi associazione o gruppo di persone che intende trovare una locazione per concretizzare il proprio progetto culturale avrebbe cosi modo di trovare, tramite tale proposta, il giusto spazio per dar vita alla propria idea.
La proposta, però, non riguarderebbe solo le associazioni senza sede o in via di formazione ma anche aggregazioni già presenti sul territorio che desiderano, per una valida motivazione, cambiare sede.
Si tratta di un'offerta in più che, da parte loro, si presta a valutazione.
Oltre a questo suggerimento, sempre a pianterreno sarebbe possibile creare una o più sale adibite alla multimedialità e a punti break. Si darebbe, così, spazio alle arti visive, a concerti, a dj set, postazioni internet e a performance teatrali.
Un luogo in cui soprattutto i giovani possano dar sfogo alla loro creatività; allestire mostre, proiettare corti, creare ed esprimere le proprie doti in spazi adeguati e con le giuste attrezzature.
Al piano superiore proponiamo servizi alla cultura, spazi che ospitino start up per nuove aziende ed imprenditoria giovanile e non , nel campo culturale.
Vedremmo possibile la nascita di micro e macro imprese gestite da giovani, con l'aiuto di cooperative, che riguardino la cultura e tutto ciò che le è prossimo.
Una serie di imprese che aiutino ad aumentare la capacità del progetto e a rendere sostenibile il piano dei costi della struttura.
L'ultima proposta l'abbiamo chiamata "YOUNG HOUSING" ed è forse, delle tre, la più attuale ed innovativa.
Si tratta di circa 30 o 40 spazi per abitare, formule intelligenti per la vita, che si possono proporre in una parte dell' edificio già esistente anziché continuare a costruire dove ormai gli spazi per costruire stanno esaurendo.
Per sviluppare il progetto "Young Housing" occorre un'ala abbastanza grande dell'edificio, in cui collocare piccoli spazi ad affitti contenuti, per una persona sola o una coppia ( camera, studio, servizi ).
Stiamo pensando al lavoratore precario, ad esempio, che a causa della mancanza di un lavoro sicuro non può permettersi un affitto di mercato, ma non solo, si parla anche di giovani coppie senza casa e di studenti fuori sede che, terminati gli studi e in attesa di un lavoro, non riescono ad affrontare la spesa di un affitto vero e proprio.
Per finire sono ambienti che possono fungere da luogo di passaggio per emancipare dolcemente il giovane dalla famiglia.
Questi micro appartamenti saranno collegati ad un area comune che potrà contenere la cucina, la lavanderia, e la caffetteria.
Le persone che vi andranno ad abitare potranno inoltre usufruire dei servizi messi a disposizione dalle associazioni allocate nell' edificio.
Non si tratta di regalare spazi abitativi ma di arrivare a concedere nuove formule per abitare a prezzi più popolari e più vicini alle esigenze dei giovani.
(ARCI Provinciale Modena)
AREA MULTIFUNZIONALE
Credo che il progetto finale debba tenere conto di quante più funzioni possibili.
Dalle proposte sono emerse idee e motivazioni molto valide che non meritano di essere escluse ma semmai integrate in un progetto simile a quello per la Ruhr.
Sarebbe interessante riuscire a gestire l'area in modo da coinvolgere tutti i cittadini: giovani, studenti, anziani, ecc. nell'arco dell'intera giornata.
Per esempio si potrebbero integrare:
  • la Facoltà di Disegno Industriale;
  • una biblioteca accessibile anche da esterni che contenga particolari materiali sulla civiltà industriale, storia locale, meccanica, ecc.;
  • un auditorium che possa ospitare anche conferenze esterne all'università stessa;
  • un'area verde con uno spazio coperto e scoperto che possa accogliere esposizioni temporanee di arte, scultura, architettura,ecc.
  • In questo modo si potrebbero impiegare gli spazi durante l'intera giornata con lo scopo di vivificare l'area.
(Francesca P.)
IL TEMPIO DEL LISCIO
Ma si, lanciamoci anche noi.
Perché non creare il tempio del Liscio?
O un PalaRock che cancelli il ricordo dell'orrenda acustica del PalaMalaguti?
Il progetto sarebbe popolare: garantito.
E, gestito bene con prezzi popolari, diventerebbe un'attrazione regionale portando ingenti introiti alle esangui casse comunali. (Gazzetta di Modena)
SPAZI MULTIFUNZIONALI
Penso che la "storia" e la "memoria" del luogo debbano essere valorizzate attraverso soluzioni urbanistiche come attraverso spazi archivio/museali, capaci di avvalersi di moderne tecniche e linguaggi efficaci.
Idee per far vivere la memoria del luogo accostate ad attività culturali/ricreative forti o semplici, ma significative e capaci di interessare particolarmente i giovani ai quali dobbiamo consegnare la memoria per farla rivivere attraverso le loro nuove esperienze.
In particolare penso che il miglior modo per garantire la memoria di un luogo sia quello di renderlo fruibile da tutta la cittadinanza e ad ogni ora del giorno.
Per questo mi sento di caldeggiare la realizzazione di un mix di funzioni in grado di ospitare più attività importanti: dagli spazi culturali agli appartamenti ad affitto calmierato, dagli uffici agli altri servizi a carattere pubblico dove ogni giorno cittadini di tutte le età, di tutti i sessi e provenienza culturale si recano per svolgere attività significative o trascorrere importanti momenti di vita.
Un'eventuale idea concreta e coerente con quella storia, fatta di sacrifici a difesa del lavoro e per la conquista di diritti e democrazia nei luoghi di lavoro, potrebbe riguardare la possibilità di avere lì l'ufficio del lavoro o altre sedi per la regolarizzazione e la tutela dei lavoratori impiegati nei nuovi lavori.
(L.L.)
OCCASIONE DI LAVORO
Riaprire le Fonderie per dare da lavorare ai giovani (B.S.)
BORGO DEI MESTIERI
Mantenere la struttura in muratura su viale Ciro Menotti (ex uffici).
Demolire le vecchie strutture non recuperabili sul retro, lasciando al loro posto i forni di fusione (cubilotti) simbolo e memoria di tutti quelli che hanno contribuito, anche con la vita e non solo quelli del 9 gennaio, a fare Modena come la conosciamo.
Utilizzare le parti recuperabili, oltre al nuovo, per creare il Luogo?
Palazzo?
Borgo?
dei Mestieri, cioè botteghe e locali per artigiani di tutti i generi che spesso non riescono a pagare gli affitti in altre zone.
Utilizzando gli uffici come sedi amministrative collettive, oppure no, degli stessi.
(Rosario P.)
LA FONDERIA DELLE ARTI
Le Fonderie rappresentarono, a loro tempo, una forza economica importantissima per Modena e per i Modenesi.
Perderne traccia, significherebbe dimenticare le nostre origini, la nostra storia ed il nostro orgoglio cittadino.
Per questa ragione abbiamo voluto dare il nome "La Fonderia delle Arti" al nostro progetto e, vorremmo prevedere uno spazio fisso che ricordi le fondamenta su cui poggerà il nuovo Spazio Ex Fonderie ( magari sotto forma di scultura composta da pezzi portanti delle rovine storiche; oppure con una mostra fotografica permanente ed itinerante attraverso i vari locali del nuovo ambiente).
La Fonderia delle Arti si propone di attuare una grande iterazione tra le singole discipline artistiche al fine di sviluppare un percorso culturale unico nel suo genere nella realtà Modenese.
Alla base di questa iterazione vi è la volontà di mettere in atto un progetto coeso e compatto.
Ogni singola disciplina avrà una propria scuola all'interno dello Spazio ed un locale preposto alla stessa.
Abbiamo pensato che le seguenti discipline potrebbero interagire in modo eclettico e vincente: Teatro, Danza, Scrittura, Musica, Fotografia, Pittura, Scultura.
Il tutto abbinato, in modo ravvicinato, ad un dipartimento di Comunicazione e Marketing dello Spettacolo.
Abbiamo una selezione di realtà locali già consolidate sul territorio da poter candidare come referenti per ogni singola disciplina artistica chiamata in causa.
Lo Spazio dovrà essere fruibile da parte di tutti i cittadini indistintamente, seppure in modo controllato ed organizzato secondo alcuni criteri di base, di cui riportiamo alcuni passi esemplificativi: ogni forma d'arte presente dovrà avere un referente ed un'organizzazione culturale alle spalle, in modo da controllare l'accesso ai locali da parte dei propri membri, monitorandone i flussi; una parte dello Spazio sarà gestita direttamente dal Comune e sarà sempre di pubblico accesso ( prendiamo ad esempio quanto è in atto a Palazzo Margherita in Corso Canalgrande); verranno organizzati eventi e manifestazioni nei locali dello Spazio, dove le varie forme d'arte interagiranno per creare una sorta di "cartellone culturale" durante l'arco dell'anno; i laboratori artistici e le varie manifestazioni dovranno avere un carattere di continuità pressoché fondamentale; durante le manifestazioni i locali saranno aperti al pubblico; vogliamo porre un particolare accento al desiderio di evitare qualunque tipo di barriera architettonica che impedisca l'accesso ai diversamente abili; potrebbero essere previste delle particolari giornate "Open Day" dove i laboratori sono fruibili gratuitamente da tutti a titolo di condivisione della cultura e promozione della stessa.
Il progetto vuole mirare anche ad un coinvolgimento sociale molto ampio, soprattutto di quelle parti che spesso non hanno modo di poter accedere ad iniziative di sorta, per svariate ragioni.
Le categorie sociali a cui abbiamo rivolto particolare attenzione sono: Anziani da coinvolgere in progetti ricreativi - culturali (teatro,scrittura, scultura, pittura etc.); Giovani talenti da formare e promuovere; Soggetti da riabilitare nella società; Diversamente abili da coinvolgere in progetti ricreativi - culturali.
Crediamo fortemente che l'Arte in generale sia un forte motore terapeutico e che possa contribuire a migliorare le condizioni di coloro che per diverse motivazioni abbiano vissuto uno stato di emarginazione e diversità.
La Fonderia delle Arti si propone di curare la promozione delle singole attività ospitate al proprio interno, su scala locale in particolar modo; ma anche di rivolgersi al grande bacino culturale Europeo. La diffusione si concretizzerà tramite le seguenti attività (che dovranno assumere un ruolo importante nella redazione del cartellone di cui al punto "Fruibilità pubblica dell'area"): scambi interculturali con realtà italiane e/o straniere dalle analoghe caratteristiche; organizzazione di un Festival delle Arti a cadenza biennale da promuovere ad alti livelli; laboratori culturali per ogni singola disciplina curati da Professionisti qualificati e votati alla causa; promozione delle opere che usciranno dalle singole scuole; apertura dello spazio alle scuole per divulgare i progetti in corso; redazione di un magazine e di un sito internet altamente specializzati e di facile consultazione per tutte le fasce d'età.
Gli investimenti potranno essere ottimizzati secondo un piano finanziario accurato e redatto in modo preventivo.
L'accesso alle scuole comporterà il pagamento di una tassa SOCIALE annua per ogni allievo.
Si potranno richiedere fondi alla Comunità Europea secondo le attuali normative per sovvenzionare le attività di divulgazione culturale con fine socialmente utile.
Gli interscambi porteranno certamente prestigio e richiameranno soggetti interessati alle attività promosse.
Promuovere giovani talenti significa investire sul proprio patrimonio.
Si potranno richiedere sponsorizzazioni private fiscalmente detraibili a soggetti economici importanti, che patrocinino l'arte.
Il Cartellone annuale ed il Festival Biennale richiameranno persone da tutta Europa e contribuiranno allo sviluppo dell'indotto (turismo, ristorazione, commercio etc.).
Come parti in seconda linea, tuttavia complementari, e necessarie al buon fine del progetto, segnaliamo l'esigenza di creare all'interno degli spazi ex Fonderie.
Punto ristorazione agibile a tutti ed aperto durante le ore dei corsi e durante gli spettacoli (sul modello dei Giardini Pubblici o della Galleria Civica).
Punti spogliatoio con docce ed armadietti.
Sala informatica.
Biblioteca con testi specifici relativi alle discipline artistiche.
Giardino estivo con punto ristorazione/bar in modo da sfruttare a 360 gradi lo spazio.
Parcheggio auto.
Facile accesso con mezzi di trasporto pubblici in modo da evitare inquinamento.
(Simona e Gabriele)
Sito aggiornato Ottobre 2008