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Comune di Modena | Galleria Civica | Anno 1996 | Allen Jones |
Night and day 1976
Mostra a cura di Werner Kruger e Walter Guadagnini
Palazzina dei Giardini Pubblici
Modena, Corso Canalgrande
Dal 22 settembre al 3 novembre 1996
Orari: 10-13 16-19. Chiuso il lunedì
Ingresso mostra lire 5000
Catalogo lire 20mila
Ingresso gratuito ai minori di 18 e ai maggiori di 60 anni
Biglietto ridotto a chi presenterà:
il biglietto ferroviario per Modena valido per la giornata
Passaporto Culturale della città di Modena
Ufficio Stampa: telefono 059-206883, fax 059-20.68.77
Ciclo di conferenze sulla POP ART

Brevi note biografiche
Allen Jones nasce a Southampton (Gran Bretagna) nel 1937; studia
pittura e litografia allo Hornsey College, e presso il Royal College of
Art di Londra.
Del 1963 è la prima personale alla Arthur Tooth and Sons di
Londra. L'anno successivo si trasferisce a New York.
Dal 1968 viene invitato spesso a tenere lezioni, in qualità
di professore ospite, presso alcune fra le più prestigiose università
americane ed europee. Nel 1969, espone per la prima volta in Italia, a
Milano. Intensa l'attività espositiva che lo porta a viaggiare,
in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone. Riceve numerosi riconoscimenti
(tra cui la nomina a membro della Royal Academy of Art di Londra e del
British Museum), premi (Art & Work, Heitland Foundation) e commissioni
per opere collocate in importanti spazi pubblici.
All'inizio degli anni Sessanta, ancora studente, aderisce alle
provocazioni di un gruppo di suoi compagni nei confronti dell'insegnamento
tradizionale, in favore di un'arte attenta al quotidiano, sensibile ai
condizionamenti dei moderni mezzi di comunicazione, di cui vengono recuperati
i codici linguistici, e alle immagini e ai miti della cultura di massa.
Nasce la cosiddetta Pop Art (il fenomeno si sviluppa contemporaneamente
anche negli Stati Uniti), che utilizza l'ampio repertorio dell'iconografiapopolare,
condizionata dai fumetti, dalla pubblicità, dai rotocalchi, dalla
televisione, dai prodotti industriali tipici della società dei consumi.
Nel 1969 Jones riesce a provocare l'opinione pubblica, progettando
una serie di tre sculture in fibra di vetro dipinta, rappresentanti donne
di dimensioni reali, vestite con stivali e mutandine di cuoio, parrucca
e ciglia finte, che a seconda della posizione simulano elementi d'arredo:l'attaccapanni,
il tavolo, la sedia.
Oltre a scandalizzare, per la spregiudicatezza del tema trattato, l'artista
raggiunge l'obiettivo di un suo completo "straniamento" affidandone l'esecuzione
tecnica delle tre figure e dei loro accessori ad industrie specializzate.
Gli anni Sessanta
Anche l'erotismo, diffuso dalle reclame e dalle copertine delle riviste
patinate, diventa un bene di consumo, assimilato con la stessa voracità
con cui si mangia un hamburger, si beve una Coca Cola o si legge un fumetto.
E come tutti i miti, l'immaginario collettivo lo carica di simboli per
esorcizzarlo: scarpe con tacchi a spillo, reggicalze, parrucche, fruste,
corpetti attillati, stivali, cravatte e cappelli.
Con la fervida capacità inventiva e descrittiva e l'innata ironia
che lo contraddistinguono, Allen Jones attinge a questo repertorio dando
vita ad immagini sensuali, provocatorie nella loro sfrontata immediatezza.
I colori aggressivamente luminosi, quasi accecanti e le grandi dimensioni
delle tele accentuano il senso di coinvolgimento e di fascinazione già
insito nelle immagini delle pin-up inguainate, delle coppie di amanti senza
volto sorprese nell'impeto dell'amplesso (celebre la serie Concerning marriages
del 1964, realizzata lo stesso anno del suo matrimonio), nella figura dell'ermafrodito.
Il voyeur
Enunciation 1977
Il tema del voyerismo, che compare nelle opere di Allen Jones degli
anni Settanta. Le pin-up con la loro forte carica erotica, vengono
ora guardate come attraverso il buco di una serratura o, con malizia, dal
sotto in su. Ma non si avverte curiosità morbosa: c'è ironia,
c'è maturità, c'è la consapevolezza che la Pop Art
si sta esaurendo e che è necessario dare avvio ad una nuova stagione.
"Ci sono opere che segnano inequivocabilmente tale passaggio come Interim
e Strange Music del 1977 e Enunciation del 1979. Ancora sono le ossessioni
del corpo, ma la chiave inizia ad essere ben diversa da quelle precedenti,
il palcoscenico immaginario sul quale sempre le figure di Jones hanno recitato
diviene ora reale, gli ammiccamenti ambigui trovano ora un loro sfogo,
si direbbe conclusivo, nell'ironico diavolo tentatore che campeggia nella
tela del 1979, il colore si dispiega con una libertà da tempo negata."
(Walter Guadagnini, dal testo in catalogo).
Le grafiche
Ways and Means 1977
Serialità e riproducibilità appartengono alla "filosofia"
della Pop Art, perchè corrispondono al meccanismo proprio dei mass
media: quanto più un'immagine è ripetuta tanto più
risulta convincente, quanto più è facile riprodurla tanto
più massiccia è la sua diffusione.
La tecnica litografica diventa così il mezzo per infrangere
il concetto di unicità dell'opera d'arte e di eccezionalità
del suo manifestarsi, creando un oggetto artistico largamente fruibile.
Gli artisti pop infatti puntano sulla percezione dell'immagine diretta
e veloce da parte dell'osservatore, abituato ormai ad un approccio consumistico
anche nei confronti della cosiddetta cultura.
Allen Jones si dedica alla litografia fin dai suoi esordi (la insegna
per due anni al Croydon College of Art) trovandola, per l'immediatezza
dell'esecuzione, congeniale alla sua necessità di stendere pastosi
strati di colore sull'intera superficie del foglio con un solo gesto: operazione
questa che contribuisce ad accentuare il potenziale erotico della scena
rappresentata.
Gli anni ottanta e novanta
E' un ventennio che segna una ulteriore evoluzione nel lavoro di Allen Jones. Senza rinnegare le sue matrici pop nell'attenzione all'enviroment metropolitano, l'artista inglese dispiega le sue composizioni con una libertà di invenzione e una ricerca cromatica a larghe campiture la cui ascendenza matissiana risulta ora sempre più evidente, a testimonianza dell'intensa ricerca degli ultimi anni. L'occhio indiscreto, ma sempre ironico, del voyeur si trasferisce nei locali carichi di luci, odori e suoni dei piano bar o negli studi d'artista. La musica -che sembra quasi di udire- con il suo ritmo cattura i corpi e li fonde in un amplesso vorticoso e l'incontro uomo-donna (trasfigurata, dalla fantasia eccitata, in sirena ammaliatrice) si materializza in danza, in abbraccio voluttuoso, in sensuale perdersi dell'uno nell'altra.
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