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Si
inaugura domenica 28 gennaio alle ore 11 presso la Palazzina dei Giardini
di Modena la grande mostra "Domenico Gnoli - Un nuovo sguardo", organizzata
e prodotta dalla Galleria Civica di Modena.
Si tratta di un evento straordinario per il panorama
espositivo nazionale, poiché per la prima volta dalla scomparsa
dell’artista viene proposto in Italia l’intero corpus di opere di Gnoli
appartenenti alla Fondazione Yannick e Ben Jakober di Palma de Mallorca,
il nucleo più cospicuo di opere e documenti sulla vita e l’opera
dell’artista romano, custodito dalla vedova. La mostra è composta
di circa venti tele, che coprono l’intero arco della produzione di Domenico
Gnoli, dalle prove giovanili degli anni Cinquanta sino ai celebri ingrandimenti
degli anni Sessanta che hanno garantito all’artista la notorietà
internazionale. Tra questi ultimi si ricordano in mostra "La cravatta",
"La mela", "Il busto", "La poltrona", "Il ricciolo", capolavori realizzati
tra il 1968 e il 1969. Accanto a queste opere un centinaio di disegni illuminano
lo strepitoso percorso di Gnoli illustratore per riviste come "Harper’s
Bazaar", "Vogue", "Sports Illustrated", "Time" e molte altre. Da questa
selezione di fogli - tra i quali spicca la serie dei "Mostri", uno degli
ultimi capolavori dell’artista - si evince come Gnoli sia da considerare
uno dei maggiori disegnatori del XX secolo, degno erede della grande tradizione
degli Hogarth e della migliore grafica surrealista. A completare la mostra,
una selezione di opere grafiche e alcuni documenti - taluni inediti - che
permettono di ricostruire l’intera vicenda creativa e biografica di Gnoli,
di entrare nell’officina dell’artista e di seguirne per intero le vicende
pubbliche e private. La mostra - che cade a trent’anni dalla scomparsa
dell’artista e a quindici dalle ultime antologiche italiane a lui dedicate
- è accompagnata da una catalogo, edito da Silvana Editoriale, contenente
tutte le opere esposte, un saggio del curatore Walter Guadagnini, basato
anche su alcune lettere inedite, e da un saggio di Achille Bonito Oliva
scritto per questa occasione. Nato a Roma nel 1933, Domenico Gnoli comincia
giovanissimo la sua carriera come scenografo e illustratore, lavorando
per importanti riviste e per l’editoria. In seguito a lunghi soggiorni
a Londra, New York, Parigi, dopo il 1955 si dedica alla |
pittura, iniziando così
anche un’intensa attività espositiva in prestigiose gallerie e musei
europei e americani.
Nel 1962 l’amico Ben Jakober lo convince a trasferirsi
nella capitale francese, dove incontra la pittrice Yannick Vu che diventerà
sua moglie. Qui ha la possibilità di intrecciare importanti relazioni
che lo inseriranno nel circuito del mercato internazionale. Proseguono
numerose le mostre che lo portano a viaggiare, soprattutto all’estero,
e ad affermarsi come uno dei più ricercati protagonisti dell’arte
figurativa degli anni Sessanta. Dopo una breve malattia, muore prematuramente
a New York nel 1970. |
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