FRANCO VACCARI. Opere 1955-1975
Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, Modena
Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160, Modena
2 dicembre 2007 - 2 marzo 2008
Franco
Vaccari, La città vista a livello di cane, 1967-1968
Dalla scoperta dello strumento fotografico per fare arte e dell'inconscio
tecnologico del mezzo, fino a provocare situazioni che inducono il pubblico
a partecipare attivamente alla realizzazione delle opere. E' tra questi due
poli che si dipana il viaggio creativo di Franco Vaccari, punto di riferimento
nel mondo dell'arte contemporanea dalla sua partecipazione alla Biennale di
Venezia del 1972, protagonista nella propria città di una significativa
retrospettiva intitolata: Franco Vaccari. Opere 1955/1975.
Curata da Luca Panaro e da Roberta Russo, organizzata e prodotta dal Fotomuseo
Giuseppe Panini di Modena, dalla Galleria
Civica di Modena e dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena, la mostra è ospitata in due diverse
sedi, Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, e Fotomuseo Giuseppe Panini,
via Giardini 160, entrambe a Modena, dove sarà inaugurata domenica
2 dicembre 2007 rispettivamente alle 11,30 e alle 12,30.
La reprospettiva presenta, tra le altre, alcune importanti opere inedite che
prevedono la partecipazione dei visitatori e racconta il percorso di un artista
curioso, poliedrico, fuori dalle strettoie dei movimenti di gruppo, che ha
soprattutto anticipato l'estetica relazionale, di cui tanto si parla in questi
anni, dando attenzione all'interazione opera/pubblico.
Palazzina dei Giardini
La prima tappa di questo viaggio/mostra è un incontro con il nuovo,
con una "esposizione in tempo reale" (espressione coniata da Vaccari)
realizzata ad hoc per la mostra modenese, la numero 37 intitolata: C'ero anch'io
2007. Una photomatic all'ingresso della Palazzina dei Giardini che scatta
per chiunque lo voglia una strip di foto corredate di tutti gli elementi (occasione,
luogo, data) che contestualizzano lo scatto e certificano un momento di esistenza.
"La fotografia - scrive Vaccari - può essere vista come una forma
di protesi che viene in soccorso della memoria proprio quando il senso dell'io
nel tempo della globalizzazione tende a perdere di consistenza".
Quest'opera si colloca al centro del percorso espositivo allestito alla Palazzina
dei Giardini. L'ala di sinistra dell'antica serra ducale ospita invece le
opere degli esordi, il corpus di fotografie inedito intitolato Radici e realizzato
tra il 1955 e il 1965. Alcune decine di istantanee che documentano la città,
i suoi abitanti, i suoi riti; una serie di flash (ogni fotografia si illuminerà
soltanto al passaggio del visitatore) che Vaccari ha usato come schermi su
cui fissare esperienze di altri, accorgendosi ben presto di come lo strumento
fotografico non sia fedele rispetto alla realtà ma anzi possieda una
capacità di registrazione e di percezione superiore all'occhio, quasi
una sorta di "inconscio tecnologico" secondo una definizione dell'artista
stesso.
Pochi anni dopo gli ultimi scatti di Radici Franco Vaccari comincia a negare
il punto di vista classico di chi realizza immagini fotografiche: fra il 1967
e il 1968 fotografa La città vista a livello di cane, serie con la
quale prosegue il percorso. "Fra i tanti automatismi che entrano in gioco
quando si scatta una fotografia - spiega l'artista - c'è anche quello
di fare tutte le riprese ad altezza d'uomo. Per liberarmi da questa abitudine
ho cercato di immedesimarmi in un cane per vedere con i suoi occhi e ho abbassato
la macchina dai soliti 170 centimetri ai 50".
Ancora protagonisti gli animali nel video I cani lenti dove alcuni randagi
sono stati ripresi al rallentatore, una modalità che mostra l'interazione
fra la macchina da presa e gli animali che si sentono osservati.
Dai viaggi della memoria a Trip lucido, esposizione in tempo reale n°
12, un lavoro storico di Vaccari realizzato nella torre di Graz nel 1975 e
"reinstallato" per l'occasione.
Fotomuseo Giuseppe Panini
E sarà da qui che il visitatore partirà per un viaggio reale
all'altra sede espositiva, il Fotomuseo Giuseppe Panini, dove ad accoglierlo
ci saranno tre video: Nei sotterranei, Ventoscopio e Piloro. Ancora materiale
inedito per un altro corpus fotografico intitolato Isola di Wight del 1970.
Un reportage particolare e innovativo perchè ancora una volta Franco
Vaccari ha voluto che prevalesse l'automatica capacità del mezzo fotografico
di registrare le dinamiche dei comportamenti piuttosto che i condizionamenti
dell'autore. "Quando dopo una notte passata all'addiaccio mi incamminai
per documentare il risveglio dell'accampamento del pubblico del concerto -
scrive Vaccari - mi resi conto di appartenere ad una cultura estranea a quella
dell'evento a cui stavo partecipando. Quindi per liberarmi dai miei condizionamenti
mentali decisi di aggirarli mettendo in atto un automatismo: quello di scattare
una foto a destra e una a sinistra ogni cento metri".
Ancora in gran parte inedite, le opere che raccontano alcuni viaggi minimi
di Franco Vaccari, come Viaggio+Rito, esposizione in tempo reale n° 2,
che documenta con l'aiuto di due fotografi dotati di polaroid tutti gli istanti
del viaggio di Franco Vaccari dalla stazione di Modena fino all'arrivo alla
Galleria 2000 di Bologna, dove l'artista inizia ad appendere le foto del suo
viaggio e dei visitatori che man mano arrivavano. "Chi era venuto per
assistere veniva incorporato, moltiplicato, registrato, bloccato in istanti
irripetibili e questo distruggeva lo spazio della contemplazione per aprire
quello dell'azione". Un altro viaggio minimo è Omaggio all'Ariosto,
dove Vaccari, invitato a Ferrara all'omonima mostra dedicata al poeta, ha
percorso lo stesso cammino che fece il poeta a piedi da Carpi a Ferrara, scattando
polaroid, incollandole alle cartoline dei paesi attraversati e inviandole
per posta a Palazzo dei Diamanti.
Ad accompagnare la mostra il libro "FRANCO VACCARI. Fotografie 1955/1975" edito da Baldini Castoldi Dalai (Milano, 2007). Si tratta di un volume di 176 pagine con un repertorio fotografico di oltre 245 immagini, bilingue, con un testo di Angela Madesani insieme agli interventi dei curatori della mostra e di Angela Vettese.
Franco Vaccari è nato a Modena nel 1936, dove vive e lavora.
Compie studi di tipo scientifico laureandosi in Fisica. Vaccari utilizza il
video e la fotografia per documentare in tempo reale accadimenti di vario
genere, a volte da lui stesso provocati, agendo come regista piuttosto che
come autore. L'artista ha sempre accompagnato la sua attività con la
riflessione teorica, pubblicando "Duchamp e l'occultamento del lavoro"
(1978) e "Fotografia e inconscio tecnologico" (1979).
Il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Venezia (1972, 1980,
1993 e 1995) e in numerose mostre personali e collettive tenutesi, fra l'altro,
presso il Saint Peter's College di Oxford (1967), la Neue Galerie di Graz
(1973), il Kunstmuseum di Hannover (1980), il Centre Pompidou di Parigi (1981),
il Museum Moderner Kunst di Vienna (1984), la XI Quadriennale di Roma (1986),
la Galleria Civica di Modena (1987), il Palazzo delle Esposizioni di Mosca
(1988), il Museum of Art di Taiwan (1990), il P.S.1. di New York (1999), il
Centro per l'Arte Contemporanea di Varsavia (2001), l'Istituto Italiano di
Cultura di Praga (2004), lo Spazio Oberdan di Milano (2007).
Biografia completa dell'autore
Testi critici del catalogo
L’opera senza autore come anticipazione degli
spazi virtuali collettivi
di Luca Panaro
Lo sguardo di Franco Vaccari
di Roberta Russo
Franco Vaccari
di Angela Vettese
Mostra Franco Vaccari. Opere 1955/1975
Sedi Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande,
Modena
Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160, Modena
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Periodo 2 dicembre 2007 - 2 marzo 2008
Inaugurazione 2 dicembre 2007
ore 11,30 Palazzina dei Giardini
ore 12,30 Fotomuseo Giuseppe Panini
A cura di Luca Panaro e Roberta Russo
Organizzazione e Produzione
Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena
Galleria Civica di Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Preview per la stampa
venerdì 30 novembre 2007 ore 11,30
la conferenza stampa inizia nella sede della Palazzina dei Giardini
e prosegue nella sede del Fotomuseo Giuseppe Panini.
E' previsto un servizio gratuito per il trasporto in navetta
Orari Fotomuseo Giuseppe Panini
lunedì 15,00-17,00
martedì-venerdì 9,30-12,00; 15,00-17,00
sabato, domenica e festivi 10,00-13,00; 15,00-19,00
25, 26 dicembre, 1 gennaio 15,00-18,00
Orari Palazzina dei Giardini
martedì-venerdì 10,30-13,00; 15,00-18,00
sabato, domenica e festivi 10,30-18,00
chiuso il lunedì
25, 26 dicembre, 1 gennaio 15,00-18,00
Ingresso gratuito
Informazioni
Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160, Modena
tel. +39 059 224418 info@fotomuseo.it
Galleria Civica di Modena, c.so Canalgrande 103, Modena
tel. + 39 059 2032911/2032940 - fax + 39 059 2032932
Ufficio Stampa
Contesto - Contenuti per la Comunicazione
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Galleria Civica di Modena
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