MARK DION
CONCERNING HUNTING
Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
1 febbraio – 26 aprile 2009
Mark
Dion, Concerning Hunting, Hunting Blind-The Librarian, 2008
photo: Adolf Bereuter
Collezionista, ricercatore, catalogatore di ciò che ha raccolto, cacciatore
o avventuriero l'uomo è sempre stato attratto dalla natura. Vincitore
o vinto la rispetta e la viola, la studia e la altera. Ma in ogni caso, la
conosce. O così desidera.
Concerning Hunting non è una mostra per giovani marmotte, come sembra
suggerire nel suo saggio in catalogo Jacob Wamberg. E' un lavoro che esprime
tutto il fascino esercitato dalla caccia sull'artista americano Mark Dion.
Al di là delle contraddizioni di cui è portatrice, la caccia
interessa a Dion per la sensibilità del cacciatore e la profonda conoscenza
che ha della natura. Fatto che risulta con evidenza paradossale proprio anche
in relazione alla morte degli animali.
Dopo il Kunstraum Dornbirn (Austria, aprile 2008), l'Aarhus Kunstbygning (Danimarca, luglio 2008) e prima di proseguire la sua circuitazione internazionale alla Herbert-Gerisch Stiftung Neumünster, (Germania, estate 2009) e alla Kunsthalle Krems, (Austria, autunno 2009), inaugura domenica 1 febbraio 2009 alle ore 12,00 a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, la mostra Concerning Hunting di Mark Dion, a cura di Verena Gamper e Dieter Buchhart.
Organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la rassegna è una delle cinque tappe di un percorso espositivo che si adatta e si modifica in base alle condizioni di ciascuna istituzione ospitante. Ciò consente uno sviluppo appassionante del progetto, che può generare, e declinare, nuove opere e nuove installazioni.
Con questa rassegna la Galleria Civica di Modena presenta il lavoro di un
artista con la natura nel mirino.
Cinque torrette d'appostamento e una selezione di disegni preparatori per
un progetto dedicato alla caccia, intesa come una pratica, o una tradizione,
che può essere letta sia come prassi culturale che come "attività
appassionata, controversa e tradizionalmente ricca".
Il cacciatore-dandy s'affaccerà dalla postazione di tiro The Dandy-Rococò
(2008). Arredata con sfarzo, con specchi, suppellettili eleganti, vasellame
in argento e un prezioso lampadario, somiglia a un nobile casino di caccia.
Il cacciatore-bibliotecario, avrà invece sistemato la sua torretta,
The Librarian (2008), con attenzione maniacale: scaffali pieni di libri, una
poltroncina, oggetti ed attrezzi appesi ordinatamente al muro e alle pareti;
il cacciatore-ingordo - che spara (e uccide) con il fine ultimo del cibo -
presenterà al visitatore una tavola apparecchiata, salumi e selvaggina
appesi al soffitto nella postazione di tiro The Glutton (2008), mentre il
cacciatore-sciatto, The Slob (2008) - avrà appeso quà e là
manifesti con immagini di nudo e mescolato alle sue cose in disordine riviste
pornosoft. Per finire The Ruin (2008), una torretta d'avvistamento reclinata
a terra, dove tutto è abbandonato e in frantumi.
"Nei diversi capanni di caccia e nelle postazioni di tiro rialzate -
scrive Verena Gamper - i visitatori possono rivivere lo sguardo dei cacciatori
verso la natura e soffermarsi inoltre in questi interni attrezzati e fastosi.
Al centro del contrasto artistico di Dion non c'è più solo la
natura ma la caccia come rapporto culturale con essa".
Completano la mostra 6 stendardi in feltro che ritraggono animali-prede - un coniglio impallinato, Hunting Standard (Rabbit), (2005), un cervo ferito dalle frecce Hunting Standard (Stag), (2005), una volpe catturata, Hunting Standard (Fox), un cinghiale con la testa mozzata, Hunting Standard (Boar) (2005) - orsi-ornamento in uno stemma, Hunting Standard (Bears) (2005) e armi, Hunting Standard (Rifle) (2005).
"Da più di venti anni - continua Verena Gamper - animali imbalsamati, espositori in vetro strapieni e tavoli scientifici appartengono al repertorio visivo dell'artista americano Mark Dion. Tutto il suo lavoro è dedicato al fascino della natura che trasforma l'uomo in collezionista, in ricercatore e in avventuriere. Le installazioni, gli interventi, le rappresentazioni e le fotografie dell'artista appaiono soprattutto come una critica al rapporto distratto e crudele che spesso gli uomini hanno con la natura; tuttavia per lui il suo lavoro è essenzialmente la comprensione del concetto complesso di natura e società che si nasconde dietro le diverse forme che ha acquisito. (...) La rappresentazione della natura e il rapporto con essa sono lo specchio della società e dei suoi bisogni".
La mostra, che resterà allestita fino al prossimo 26 aprile, sarà accompagnata da un catalogo bilingue, pp. 164, edito dalla casa editrice tedesca Hatje Cantz, con un ricco repertorio di immagini delle opere presentate, testi critici di Dieter Buchhart, Verena Gamper, Martin Henatsch, Angela Vettese, Jacob Wamberg.
La rassegna è il risultato di una collaborazione internazionale fra
Danimarca, Austria, Germania, Italia ed è stata curata dal Direttore
della Kunsthalle Krems, Dieter Buchhart e da Verena Gamper. Fra i numerosi
prestatori che con la loro disponibilità hanno reso possibile la riuscita
del progetto, Georg Kargl Fine Arts Vienna, Galerie In SITU, Fabienne Leclerc,
Parigi, Musée de la Chasse et de la Nature, Parigi, e nuemerosi collezionisti
privati.
Fattivo sostegno anche dalla Tanya Bonakdar Gallery di New York, dalla Galleria
Emi Fontana, Milano, dalla Galerie Christian Nagel, Colonia, Städtische
Galerie, Nordhom, Collezione Grässlin, St. Georgen e Kunst im öffentlichen
Raum Niederösterreich.
Note Biografiche
Mark Dion (Stati Uniti, 1961) vive e lavora tra New York e Beach Lake, Pennsylvania.
Si è laureato presso la School of Visual Arts di New York nel 1984,
ha concluso nel 1985 un corso di studi al Whitney Independent Study Program,
sempre a New York, e nel 2003 alla University of Hartford School of Art, ad
Hartford, Connecticut.
Il suo lavoro si esprime attraverso diverse tecniche: disegno, fotografia
e installazioni.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Europa e negli
Stati Uniti.
Fra le personali si ricorda: Mark Dion - The Octagon Room, Tanya Bonakdar
Gallery, New York, (2008), Mark Dion - Systema Metropolis, The Natural History
Museum London (2007), Cryptozoology, Bates University Museum, Lewiston, Maine
(2006), Bureau of the Centre for the Study of Surrealismand its Legacy, The
Manchester Museum, (2005), Salon de Chasse, Musée de la Chasse et de
la Nature, Ch?teau de Chambord, (2005), Project 82, Marc Dion - Rescue Archaeology,
The Museum of Modern Art, New York, (2004).
Fra le collettive ricordiamo: Selective Knowledge, Institute for Contemporary
Arts, Atene, (2008), Comme des b?tes. Ours, chat, cochon & Cie, Musée
Cantonal des Beaux Arts, Losanna, (2008), Folkestone Triennial - Tales of
Time and Space, Biennale of Sidney, (2008), Idylle, National Gallery, Praga
(2007), Drawing as Process in Contemporary Art, Smart Museum of Art, The University
of Chicago (2006).
Mostra Concerning Hunting
Sede Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
Periodo 1 febbraio - 26 aprile 2009
Inaugurazione domenica 1 febbraio ore 12,00
A cura di Dieter Buchhart e Verena Gamper
Organizzazione e Produzione Galleria Civica di
Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Preview per la stampa venerdì 30 gennaio 2009, ore 11,30
Orari da martedì a venerdì 10,30-13,00;
15,00-18,00
sabato, domenica e festivi 10,30-18,00
lunedì chiuso
Ingresso gratuito
Informazioni Galleria Civica di Modena, c.so Canalgrande
103, Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932
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