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Sabato 21 ottobre parte il calendario di laboratori didattici indirizzati ai bambini dai 4 agli 11 anni e organizzati nella sala grande di Palazzo Santa Margherita in occasione della mostra Cesare Leonardi. L'Architettura della Vita.
Domenica 29 ottobre, appuntamento a Bosco Albergati per una giornata alla scoperta della Città degli Alberi, bosco di pianura progettato da Cesare Leonardi.
 

EAT ART. CONFERENZA DI ANTONIO D'AVOSSA

Giovedì 12 novembre 2015, ore 18.00, Palazzo Santa Margherita

Cosa
Quando 12/11/2015
da 06:00 pm al 07:30 pm
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Giovedì 12 novembre 2015 alle 18.00 presso la Galleria civica, in sala grande, Palazzo Santa Margherita, si terrà una conferenza di Antonio d'Avossa intotolata Eat Art.

Co-curatore della mostra dedicata a Daniel Spoerri, allestita fino al 31 gennaio 2016 nelle due sedi espositive della Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, Antonio d'Avossa introdurrà il pubblico alla complessa galassia di contenuti che gravitano attorno, e allo stesso tempo sostanziano, la Eat Art.

 

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Daniel Spoerri, Variante pasto mangiato da Roy Lichtenstein, 1964, Milano collezione Enrico Coppola

 

"Eat Art è un'espressione intraducibile – scrive d'Avossa nel saggio in catalogo – ogni tentativo o forma di traduzione [...] sarebbe come una parte per il tutto, come un solo antipasto per un intero menu. [...] è intraducibile perchè coniata da un artista che in prima persona raccoglie la testimonianza di un atto rituale che appartiene, nelle sue straordinarie diversità, alla sfera culturale di tutti i popoli, di tutte le culture, infine di tutte le epoche, di ogni stato sociale, religioso e politico".


Dalla prima mostra alla Galleria Koepke a Copenhagen (1961) che Spoerri intitolò Epicerie (negozio di prodotti alimentari), ai resti dei pasti intrappolati nei tableaux-pièges (quadri trappola), fino alle opere dei giorni nostri, un viaggio sul filo teso fra arte e vita sul quale l'artista si è tenuto in bilico per tutta la sua carriera.

"Daniel Spoerri - prosegue d'Avossa - come archeologo della quotidianità, della modernità, e certamente anche della postmodernità, ci ha abituati anche a catalogare, e a classificare i resti delle azioni compiute da persone comuni nel pieno della loro soddisfazione dei bisogni primari", se i resti del pasto fossero stati buttati "tutto questo sarebbe andato perduto, come il tempo del niente, come un tempo inutile, senza quella grande invenzione visiva, reale, simbolica, umanistica, assurda, collaborativa, disordinata, sporca, casuale, mortale, sistematica... che rappresentano per l'arte contemporanea i tableaux-pièges di Daniel Spoerri. Il maestro svizzero è "il più grande 'cosista' della contemporaneità, con tutta la sua opera ci consegna la grandeprecarietà visiva delle cose e del loro essere dentro la nostra vita, di tutti i giorni e di tutte le realtà".
 
Realizzata e coprodotta dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) la mostra "Daniel Spoerri. Eat Art in transformation", curata da Susanne Bieri, Antonio d'Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini e dedicata all'opera dell'artista svizzero Daniel Spoerri, (1930) in relazione alla corrente della Eat Ar, si collega strettamente al tema dell'EXPO 2015 di cui la tappa italiana ha ricevuto il patrocinio.


Note biografiche 


Antonio d'Avossa (1951) è professore ordinario di storia dell'arte contemporanea all'Accademia Internazionale di Belle Arti di Brera a Milano. 
É critico d'arte e ha curato numerose mostre in Italia, in Europa e in America. É stato redattore capo della rivista "Cimal" e redattore scientifico per diverse riviste d'arte europee.
Ha pubblicato numerosi saggi e volumi, fra cui si ricorda Joseph Beuys. L'immagine dell'Umanità (Milano, 2001), Fluxus una rivoluzione creativa (Chiasso-Città del Messico 2012), Art is Food. Food is Art (Milano 2013). 
 
Daniel Spoerri. Nato nel 1930 in Romania, trasferitosi in Svizzera negli anni ’40 per sfuggire alle persecuzioni fasciste, Spoerri è stato letteralmente catturato dall'aspetto magico delle cose, inclinazione che gli ha consentito di creare fra l'altro l'Angelo di panforte con glassaotto incubi magriscarpe di pane, ferro da stiro al forno, opere "al dente" infilate come perle di una collana virtuale lungo un filo "astro/gastro" che lui ha retto divertito coinvolgendo lo spettatore in un surreale tête-à-tête con cin cin finale.
Nel corso della sua carriera ha sviluppato investigazioni criminali, inventato la Eat Art, aperto ristoranti (dando ai critici il ruolo di camerieri) e partecipato attivamente a Fluxus; celebre soprattutto per i suoi “quadri-trappola” è stato tra i fondatori del Nouveau Réalisme, il 27 ottobre 1960, nell’appartamento di Yves Klein a Parigi con il giovane Pierre Restany, Arman, Dufrèn, Hains, Klein, Raisse, Tinguely e Mahé de la Villeglé, cui si aggiunsero poi Niki de Saint-Phalle, Christo, Duchamp e Rotella.