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Venerdì 15 dicembre NODE torna negli spazi della Galleria Civica di Modena con un dialogo sonoro tra Nicola Ratti e Dakim e l'arte di Cesare Leonardi

. E da mercoledì 13, in orario di mostra, i visitatori potranno assistere in prima persona al progetto di residenza dei musicisti nella sala grande di Palazzo Santa Margherita.
Domenica 14 gennaio, quarto e ultimo appuntamento con il calendario di visite guidate alla mostra dedicata a Cesare Leonardi, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Modena.
Domenica 14 gennaio ultimo appuntamento con il calendario di laboratori didattici indirizzati ai bambini, organizzati in occasione della mostra di Cesare Leonardi
 

STANZE

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La casa di Yona Friedman nelle fotografie di Stefano Graziani da giovedì 26 a domenica 29 giugno 2008 Palazzina dei Giardini, Modena

Cosa
  • Mostra
Quando 26/06/2008 12:40 al
29/06/2008 12:40
Dove Palazzina dei Giardini
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Da giovedì 26 a domenica 29 giugno 2008, la Palazzina dei Giardini ospita la mostra Stanze, una serie di fotografie che Stefano Graziani ha realizzato nella casa del mitico architetto franco-ungherese Yona Friedman, noto per le sue "utopie realizzabili" sull'architettura mobile e sulla città spaziale.

La mostra si inserisce nell'ambito della manifestazione Oltre i Giardini, rassegna organizzata dalla società Sosia&Pistoia, promossa dal Comune di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, in programma ai Giardini Ducali della città dal 26 giugno al 20 luglio 2008. Nel corso del primo weekend, dedicato al tema dell'arte, la Galleria Civica di Modena partecipa all'iniziativa con proiezioni di video e film d'artista e con la presentazione di critici e nomi noti del mondo della cultura.
Le fotografie di Stefano Graziani, esposte per gentile concessione della Galleria Emilio Mazzoli di Modena, ritraggono gli interni della casa del famoso architetto, una delle poche opere realizzate da Friedman del tutto in linea con i concetti teorici enunciati nei suoi libri. Accompagnerà la mostra un breve testo di Manuel Orazi.

Un'occasione di approfondimento sarà possibile sabato 28 giugno alle ore 20,30, durante l'incontro con Angela Vettese, direttrice della Galleria Civica di Modena, con il critico d'arte Maurizio Bortolotti, con Manuel Orazi e con Yona Friedman, che condurrà anche una visita guidata all'interno del percorso fotografico.

L'appartamento parigino di Yona Friedman si presenta come un luogo apparentemente caotico, colmo di una grande quantità di oggetti eterogenei, raccolti come in uno scrigno, souvenir, oggetti di artigianato, plastici, disegni elementari, che rispecchiano le teorie dell'architetto sull'utilizzazione dei rifiuti - Rubbish is beautiful è il titolo di un capitolo del suo saggio Utopie realizzabili, scritto nel 1974 e rivisto nel 2000 (ed. italiana Quodilibet, 2003).
Negli scatti presenti in mostra, le teorie di Friedman si mescolano agli interessi estetici e tassonomici del fotografo Stefano Graziani, da tempo impegnato in una fotografia meditata e concettuale che raffigura entità "prive di anima", pezzi di archivio, elementi vegetali o animali imbalsamati. In questo lavoro, Graziani osserva minuziosamente i diversi ambienti della casa e gli oggetti che in essi si ritrovano, ricercandovi ogni eventuale caratteristica o particolare distinzione, e rilevando ad esempio la differente dominante di colore che contraddistingue ogni stanza.

La mostra, ad ingresso gratuito, è aperta da giovedì 26 a domenica 29 giugno dalle 17 alle 22, ed è presentata nella sala centrale della Palazzina dei Giardini, in corso Canalgrande a Modena, dov'è allestita fino al prossimo 20 luglio la mostra personale dell'artista austriaco Heimo Zobernig.


Note biografiche

Yona Friedman, architetto e saggista, è nato a Budapest nel 1923, vive e lavora a Parigi. Negli anni '60 elabora le teorie architettoniche de L'architecture mobile e La Ville spatiale, grazie alle quali diventa universalmente noto come teorico della cosiddetta "età della megastruttura". Negli anni '70 insegna in varie università americane e collabora attivamente con l'Unesco su programmi di autocostruzione nel Terzo Mondo.
Ha pubblicato numerosi saggi, tra i quali L'architettura mobile: verso una città concepita dai suoi abitanti (Alba, Ed. Paoline, 1972), L'Univers erratique. Et si les lois de la nature ne suivaient aucune loi? (Paris, PUF 1994), Utopie Realizzabili (Macerata, Quodilibet 2003), L'architecture de survie. Une philosophie de la pauvreté (Paris, L'éclat 2003), Pro Domo (Barcelona, Actar 2006).
E' stato inviato, tra gli altri, a Documenta Kassel, alla 50a Biennale di Arti Visive a Venezia, al Center for Contemporary Art di Kytakyushu in Giappone, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia, al MART di Rovereto, al Musée d'Art Contemporaine di Lione e al Drawing Center di New York.
Attualmente è visiting professor presso la Fondazione Antonio Ratti di Como.

Stefano Graziani è nato a Bologna nel 1971. Fotografo, è laureato in architettura e attualmente insegna Storia e Tecnica della Fotografia presso la facoltà di Architettura dell'Università di Trieste. Collabora con diverse case editrici e riviste di architettura. Il suo libro più recente, Taxonomies (A+M bookstore 2006), si attesta come la maturazione di un'esperienza artistica decennale che dall'osservazione del paesaggio antropizzato riflette in modo più puntuale sulle modalità di descrizione e classificazione di alcuni elementi del paesaggio.

Manuel Orazi è nato nel 1974 a Macerata, dove vive e lavora. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso la SSAV di Venezia con una tesi in Storia dell'Architettura e della Città dal titolo L'universo erratico di Yona Friedman. Collabora attualmente con l'Osservatorio sull'Architettura della Fondazione Targetti di Firenze e con diverse riviste quali "Il Riformista", "Abitare", "Log" e "AMC". Lavora inoltre per la casa editrice Quodilibet di Macerata.