Nino Longobardi

Palazzina dei Giardini dal 19 novembre 2000 al 7 gennaio 2001

La mostra presenta una trentina di opere, realizzate per la maggior parte appositamente per l’occasione, di Nino Longobardi, esponente di spicco della generazione emersa in Italia nei primi anni Ottanta. Nato a Napoli nel 1953, l’artista esordisce alla fine degli anni Settanta con una mostra alla galleria di Lucio Amelio; nel decennio successivo, mostre personali tenute in alti importanti spazi espositivi, non solo in Italia, ma anche all’estero (Ginevra, Lucerna, Berlino), ne confermano il successo. La sua fama internazionale è sancita poi dalla partecipazione a rassegne ormai storiche come "Italian Art Now" (1982) al Guggenheim Museum di New York, "Avanguardia, Transavanguardia" (1982) alle Mura Aureliane di Roma e "Terrae Motus" (1983) all’Institute of Contemporary Art di Boston. Recentemente ha esposto a Milano, a Palazzo Reale (1998) e a Napoli, a Castel Novo (1999). Il visitatore è accolto nell’atrio centrale della Palazzina dal grande trittico Trismegisto, del 1993, che, come osserva Walter Guadagnini nel testo in catalogo di mostra

 

    “...può essere considerato come il tentativo di fissare nella memoria - dell’artista e di chi guarda - l’immagine dell’uomo, quell’immagine che ne rivela la natura più autentica.„

 

Nelle due sale laterali sono esposte opere in cui sono condensati i temi tipici della poetica di Longobardi e gli elementi che ne caratterizzano la tecnica: la figura umana, ripetuta con una frequenza al limite dell’ossessione e trattata attraverso l’uso di una materia pittorica compatta in cui il colore, povero di sfumature, è tutto compreso in poche gamme cromatiche; il rapporto meditato con la tradizione pittorica e scultorea; infine l’alternarsi di ironia e tragicità, che si risolve in un beffardo e al tempo stesso inquietante inno alla vita e alla morte. In queste sale sono presentate anche le due sculture Dante e Virgilio e Le sette opere della misericordia, in cui ancora più accesa si fa la visionarietà dell’artista, in grado di recuperare le suggestioni del passato e di tradurle in una lingua straordinariamente contemporanea, senza lasciare che la componente simbolica prevarichi su quella espressiva. Nelle due ali lunghe della Palazzina sono collocate opere di forte impatto visivo: tre grandi tondi, realizzati appositamente per quest’occasione, in cui, come osserva il curatore della mostra:

 

    “...i corpi dipinti si muovono solo apparentemente, mimano il movimento, ritornano al punto di partenza, ... sono l’incarnazione della sospensione del tempo, dell’arresto della storia in un momento preciso quanto indefinito„

 

Infine, l’installazione intitolata Coro, realizzata nel 1988, è composta da cinquanta teschi in argilla e da un intervento dell’artista sulla parete. Questo segno - traccia lasciata da Longobardi, ispirata alla realtà del luogo in cui l’intervento si compie, con le sue suggestioni emotive e culturali - sconfina sul muro, oltre la tela, tende ad annullare la distanza tra l’opera e lo spettatore che è chiamato così a divenire parte integrante dell’installazione. La mostra, curata da Walter Guadagnini, direttore della Galleria Civica di Modena, è accompagnata da un catalogo edito da Baldini & Castoldi, contenente un saggio del curatore, la riproduzione a colori di tutte le opere esposte, un ricco apparato iconografico di accompagnamento e la bio-bibliografia dell’artista.

Catalogo

NINO LONGOBARDI
Tipo di evento Mostra
Periodo 19/11/2000 al
07/01/2001
Sede PALAZZINA DEI GIARDINI
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