Allan D'Arcangelo. Retrospettiva

Palazzina dei Giardini 23 gennaio - 28 marzo 2005


Allan D’Arcangelo
Icarus, 1962
acrilico su tela
198 X 172,7 cm
Collezione privata


Allan D’Arcangelo
Marilyn, 1962
acrilico su tela con spago e forbici
152,4 x 137 cm
Estate of Allan D’Arcangelo


Wing Two, 1982
acrylic on canvas / acrilico su tela
101 x 140 cm ca
Estate of Allan D’Arcangelo


U.S. Highway 1, Number 3, 1963
acrylic on canvas / acrilico su tela
176,5 x 205,7 cm
Virginia Museum of Fine Arts, Richmond. Gift of Sydney and Frances Lewis


Madonna and Child, 1963
acrylic on canvas / acrilico su tela
176 x 152 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Moby Dick, 1974
acrylic on canvas / acrilico su tela
180 x 250 cm
Estate of Allan D’Arcangelo



acrylic on canvas / acrilico su tela
152 x 137 cm
Collezione privata

Si inaugura domenica 23 gennaio alle ore 11 alla Palazzina dei Giardini di Modena la mostra "Allan D'Arcangelo – Retrospettiva", organizzata dalla Galleria Civica di Modena.
Si tratta della prima retrospettiva mondiale dedicata a uno dei grandi maestri della prima stagione della Pop Art americana, prematuramente scomparso nel 1998.
La mostra, realizzata in collaborazione con l'Estate of Allan D'Arcangelo di New York, presenta 25 opere datate tra il 1962 e il 1982, che permettono di seguire nella sua interezza l'evolversi della vicenda artistica di D'Arcangelo.
Si è affermato negli anni Sessanta con un lavoro che mette in primo piano i temi cardine della vicenda artistica pop: astronauti, missili, pin-up e bandiere americane, accanto ad icone universali come Superman, la statua della libertà, Marilyn Monroe e JFK.
Tra le opere di questo periodo verrà esposta la storica "Marilyn", una Marilyn, con occhi, bocca, naso e sopracciglia da ritagliare e ricomporre, con un paio di vere forbici appese all'opera, realizzata, in chiave polemica, in seguito alla morte dell'attrice.
Lo stesso D'Arcangelo, a proposito di quest'opera dichiara:

    "Marilyn risale all'agosto del 1962, poco dopo la sua morte. Ero triste e arrabbiato. Triste perché con lei se ne era andata parte della mia giovinezza e arrabbiato per il modo in cui era stata manipolata da Hollywood, dal pubblico e dalla sua stessa immagine. Qualunque sia stata la causa, omicidio o suicidio, la sua vita si è conclusa in un modo disperato. Questo quadro, inconfondibilmente lei dietro la lieve curva della sua spalla, descrive il modo in cui è stata usata. Non vengono raffigurati né il suo sorriso o il suo viso imbronciato, né tanto meno il suo corpo sensuale, ma una figura bidimensionale, ciò che rimane della composizione di un'immagine. Allo spettatore viene data la possibilità di ricostruire l'immagine nello stesso modo. E' una bambola di carta: la linguetta A va inserita nella fessura A e via di seguito è c'è anche un paio di forbici che incitano a partecipare a questo gioco, rendendoci tutti colpevoli.„

Negli anni immediatamente successivi la sua ricerca si è orientata sulla raffigurazione del paesaggio americano e delle sue mitiche autostrade.
Alla strada e alle sue rappresentazioni è dedicata infatti gran parte della sua poetica che viaggia attraverso visioni notturne, completamente vuote, abitate da segnali stradali e linee di mezzeria. Il lavoro sulla strada è un'ispirazione che si avvicina all'immaginario ‘on the road' della beat generation, un'opera che sembra rappresentare un fermo immagine, ma che, in fondo, descrive una realtà in movimento, come se i singoli dipinti fossero i fotogrammi di un film, o di un cartone animato.
Dallo specchietto retrovisore l'artista dichiara:

    "Tutto ha avuto origine in un piccolo quadro Avevo in mente di fare cinque quadri. Dovevano essere concepiti come un gruppo monotematico, come una sorta di commento sull'idea del viaggiare. In un certo senso, ciascuna immagine era come uno spezzone cinematografico. Così si parte con il cartello stradale di una stazione di benzina, visto da una grande distanza. Nell'immagine successiva, il quadro successivo, il cartello veniva ritratto più da vicino. Nel quadro seguente esso viene ritratto in una vista periferica da entrambi i lati. Nel quarto quadro, il cartello stradale scompare e si vede solo l'indicazione della strada principale. E il quinto quadro era identico al primo, con un altro cartello visto da lontano...„

In mostra anche "Full Moon", – una delle icone della Pop Art internazionale, con il simbolo della Gulf che si trasforma in un'alba -, "US Highway n.1", straordinaria veduta di un'autostrada americana quasi cinematografica nell'impostazione, in prestito dal Virginia Museum of Fine Arts di Richmond.
Sarà poi visibile, per la prima volta in Italia – restaurato per questa occasione – il grande "The Place of Assassination", una gigantesca composizione di materiali vari, interpretazione tragica e poetica dell'omicidio di Kennedy.
Insieme a queste opere, entrate ormai nell'immaginario collettivo, saranno in mostra anche una serie di ‘autostrade', in particolare "Guard Rail" del 1964 – proveniente dalla leggendaria collezione di Sidney e Frances Lewis -, nel quale D'Arcangelo inserisce dell'autentico filo spinato, per rendere ancora più realistica la lettura dell'opera.
Una sorpresa saranno poi i lavori degli anni Settanta e Ottanta, periodo nel quale D'Arcangelo abbandona il suo immaginario pop per accostarsi a una ricerca più astratta, di grande qualità pittorica; infine l'ultimo ciclo, nel quale navi e aerei tornano a rappresentare le nuove mitologie della contemporaneità.
Un'autentica riscoperta che fa seguito a quelle di Allen Jones, Mel Ramos, Peter Phillips e alla grande ricognizione sulla Pop Art inglese dello scorso anno, che conferma la posizione di avanguardia della Galleria Civica nell'ambito dell'esposizione e dello studio delle vicende della Pop Art internazionale.
Il catalogo comprenderà la riproduzione a colori di tutte le opere esposte e un'ampia selezione del lavoro di D'Arcangelo, un testo del curatore, Walter Guadagnini, un'intervista inedita realizzata da Marco Livingstone nel 1988, e la pubblicazione di una serie di scritti inediti dell'artista, raccolti e commentati da Silvia Ferrari. 

Note biografiche

Allan D’Arcangelo è internazionalmente riconosciuto come uno dei protagonisti della pop art americana della prima generazione.
Nasce a Buffalo (New York) il 19 giugno del 1930, figlio di immigrati italiani.
Dopo la laurea in Storia all’Università di Buffalo, si reca a New York nel 1955 dove comincia a frequentare le gallerie d’arte contemporanea, conoscendo le opere degli Espressionisti Astratti: è in questo clima che inizia a dipingere.
In particolare la sua attenzione nei confronti dell’arte figurativa nasce tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta quando, insieme a Boris Lurie e Sam Goodman, realizza opere e interventi artistici di dichiarato impegno politico che sfociano anche in attività di teatro di strada come le dimostrazioni "Ban the Bomb" del 1961-62. Nel frattempo trascorre circa un anno in viaggio negli Stati Uniti dove si immerge completamente nei luoghi del paesaggio americano. Nonostante gli studi di pittura seguiti a Città del Messico tra il 1957 e il 1959, si considera un artista autodidatta e ritiene le scuole d’arte antitetiche all’essere artista perché contrarie al libero sviluppo della creatività. Nell’ambiente artistico di Città del Messico, però, trova un clima particolarmente favorevole al suo lavoro: proprio qui infatti si tiene la sua prima mostra personale alla Genova Gallery nel 1958. Con la sua prima personale newyorkese, alla Fischbach Gallery nel 1963, dove continuerà ad esporre con continuità negli anni successivi, si apre un decennio di grande attività espositiva e di commissioni pubbliche.
Numerosissime le mostre personali e collettive sia negli Stati Uniti che in Europa (Parigi, Colonia, Amburgo, Los Angeles, Stuttgart, Kassel, Boston, Aachen, Tokyo), che si susseguono accanto a una costante presenza dell’artista nell’ambiente di New York, grazie anche alla collaborazione con la Marlborough Gallery iniziata nel 1971. Una collaborazione che si concluderà traumaticamente nel 1975, influenzando notevolmente il successivo riconoscimento della sua opera.
A partire dal 1963 esegue diversi wall paintings a New York su commissioni sia private che pubbliche. Anche in questo caso l’intento è di rendere socialmente fruibile l’arte ad un pubblico più ampio di quello degli appassionati d’arte.
I suoi dipinti si trovano in alcune delle più importanti collezioni private e pubbliche in tutto il mondo, tra cui Metropolitan Museum of Modern Art (New York), Whitney Museum of American Art (New York), Museum of Modern Art, (New York), Hirshhorn Museum (Washington, DC), Geement Museum (The Hague), Museo di Arte Contemporanea di Nagaoka (Giappone) e molti altri.
Tutta la sua lunga carriera di artista è stata accompagnata dall’attività di insegnamento, in particolare presso la School of Visual Art e il Brooklyn College a New York, che conduce in maniera appassionata e ottenendo importanti riconoscimenti pubblici. Ciò non gli impedisce di affermare che la maggior parte di ciò che conosce della pittura viene dall’osservare i disegni del figlio.
Negli anni Settanta si trasferisce nella propria tenuta vicino a Kenoza Lake, nei pressi di New York, dove continua a dipingere in uno stile che si fa sempre più primitivo, e qui rimane fino alla morte avvenuta nel 1998.

Elenco delle opere in mostra

Allan D’Arcangelo

Head Gasket n.1, 1962
acrilico su tela
69,2 x 82,5 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Head Gasket n.2, 1962
acrilico su tela
42 x 101,6 cm
Collezione Gabrielle Walters

Allan D’Arcangelo
Can Our National Bird Survive?, 1962
acrilico su tela
114,3 x 96,5 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Icarus, 1962
acrilico su tela
198 X 172,7 cm
Collezione privata

Allan D’Arcangelo
The Bride, 1962
acrilico su tela
152,5 x 137 cm
Collezione privata

Allan D’Arcangelo
Marilyn, 1962
acrilico su tela con spago e forbici
152,4 x 137 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Madonna and Child, 1963
acrilico su tela
175,2 x 153 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Full Moon, 1962
acrilico su tela (quattro pannelli uniti)
157,4 x 166,3 cm
Collezione Sidney e Frances Lewis, Richmond, Virginia

Allan D’Arcangelo
U. S. Highway 1, Number 3, 1962
acrilico su tela
176,5 x 205,7 cm
Virginia Museum of Fine Arts, Richmond. Gift of Sydney and Frances Lewis

Allan D’Arcangelo
Black n. 5, 1964
acrilico su tela
139 x 92,7 cm
Collezione privata

Allan D’Arcangelo
Guard Rail, 1964
acrilico su tela con filo spinato e rete metallica
152,4 x 192,4 cm
Collezione Sidney e Frances Lewis, Richmond, Virginia

Allan D’Arcangelo
Untitled (White Highway), 1964
acrilico su tela
76,5 x 66,5 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Barrier n. 3 (White Highway), 1964
acrilico su tela
153 X 180 cm
Collezione privata

Allan D’Arcangelo
Untitled Tryptich, 1965
acrilico su tela
pannelli laterali 244 x 52,7 cm
pannello centrale 244 x 96,5 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Place of Assassination, 1965-67
acrilico e collage su tela, segnale stradale, plastica e oggetti
231,3 x 365,7 circa cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Looking East, 1965
cartolina postale e acrilico su tavola
122 x 144,7 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Untitled n. 8, 1965
acrilico su tela con segnale stradale
246,3 x 147,3 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Untitled n. 17, 1965
acrilico su tela con segnale stradale
238 x 148,5 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

 

Allan D’Arcangelo
Proposition n. 3, 1966
acrilico su tela
153 x 153 cm
Collezione privata

Allan D’Arcangelo
Landscape n. 80, 1968
acrilico su tela
137 x 122 cm
Collezione Sidney e Frances Lewis, Richmond, Virginia

Allan D’Arcangelo
Wing One, 1982
acrilico su tela
121,9 x 167,6 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Moby Dick, 1974
acrilico su tela
182,8 x 259 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo
Pike, 1976-77
acrilico e matita su tela
122 x 167,6 cm
Estate of Allan D’Arcangelo

Allan D’Arcangelo

Rheingold Girls, 1963

acrilico su tela

83,8 x 180,3 cm

Estate of Allan D’Arcangelo

 

Catalogo

Allan D'Arcangelo. Retrospettiva
Tipo di evento Mostra
Periodo 23/01/2005 al
28/03/2005
Sede PALAZZINA DEI GIARDINI
A cura di Walter Guadagnini
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