KATHARINA FRITSCH

Palazzina dei Giardini 20 maggio - 22 luglio 2007

Ombrelli colorati appesi al soffitto, un serpente nero e straordinari paesaggi monocromi sono alcuni degli elementi che popolano il misterioso mondo di Katharina Fritsch. La prima rassegna in un museo italiano della celebre artista, già protagonista del Padiglione Germania alla Biennale di Venezia del 1995, nasce in stretta relazione con l'idea di giardino e con la sede in cui la mostra ha luogo. Dopo aver partecipato alla collettiva EGOmania (2006), Fritsch torna alla Galleria Civica di Modena con una nuova serie di lavori che trovano nella Palazzina dei Giardini la loro più ideale collocazione.
Questa sede infatti, in origine un seicentesco Casino per balli e divertimenti edificato per volontà dei duchi Estensi, che furono mecenati di Boiardo, Ariosto e Tasso e dei rispettivi poemi cavallereschi, diventa il più suggestivo scenario per una delle più note artiste tedesche della sua generazione.
Curata da Milovan Farronato, organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, patrocinata dal Goethe-Institut Mailand di Milano, la mostra sarà inaugurata domenica 20 maggio 2007 alle ore 12.
Nota al pubblico italiano per l'opera Rat King che accoglieva il visitatore alla Biennale di Venezia del 2001, una ruota di enormi ratti legati per le code a formare un gomitolo, presenta in questa occasione un'inedita serie di sculture e serigrafie il cui immaginario gravita attorno al tema classico del giardino inteso come percorso di conoscenza e di avventura formativa. Un giardino dentro il quale Fritsch mette in atto l'errare fisico e morale, il perdersi e il ritrovarsi sospinti da oggetti-icone carichi di una varietà di significati e rimandi.

Del giardino a Fritsch interessa l'ambivalenza, la sua capacità di comprendere la sorpresa, gli angoli oscuri, la storia di varie generazioni.
Il giardino circonda la casa, ma non definisce uno spazio intimo e corazzato rispetto alle intrusioni, nasconde sempre sul retro, oltre alle bordature di pietra, degli angoli tenebrosi. All'artista tedesca interessa seguire queste suggestioni per rincorrere elementi, motivi e simboli ambivalenti così come ambivalente è la natura stessa del giardino: se abbacinato dalla luce del giorno trasmette sensualità e partecipazione al mistero della natura, se invece cade la pioggia diventa improvvisamente minaccioso, segreto e selvaggio. Un luogo che riassume entrambi i topoi classici del poema cavalleresco: da un lato la selva, luogo dell'erranza senza meta, in cerca d'avventura, dove si incontra ciò che non si insegue e ci si può imbattere nel cedimento erotico e quindi morale; dall'altro il locus amoenus, applicazione del concetto di Eden, che nel giardino, come costruzione intorno a se stesso, diventa spazio artificiale a propria immagine e somiglianza.

Al visitatore il compito di divenire "cavaliere errante". Accolto inizialmente all'interno di un'installazione sonora - manifestazione delle voci e dei rumori della natura - è poi costretto a intraprendere due percorsi differenti e ad imbattersi così nell'alterità, nel peccato, nel mostruoso, nel ribaltamento superstizioso dei valori, nel residuo della memoria.
I motivi ricorrenti e le immagini, che subito diventano icone, sono suggeriti da altrettante sculture dalle sagome definite e dai colori saturi, ognuna abbinata a grandi serigrafie composte da più pannelli ritraenti scenari di giardini che prevalentemente rimandano a Essen, città natale dell'artista.
Le immagini provengono da foto scattate da Fritsch o da cartoline a lei spedite negli anni Settanta dalla sua famiglia: si tratta di un mondo pittorico in cui la materialità degli oggetti è distillata dalla memoria e dal sogno. Ogni pannello è virato in un solo colore. L'immagine sembra sbiadita al sole e i colori scelti tra quelli della liturgia cristiana.

Accompagnerà la mostra una pubblicazione con testi critici del curatore e la riproduzione delle immagini esposte in mostra.

Note Biografiche

Katharina Fritsch è nata nel 1956 a Essen, in Germania; vive e lavora a Düsseldorf. Perfetta simmetria, bisogno d'ordine, definizione minuziosa delle forme, sono aspetti che caratterizzano le sue opere scultoree. Per l'artista tedesca non si tratta di una questione morale, ma piuttosto di un tentativo di astrazione. Le madonne gialle, così come gli elefanti verdi o i topi neri sono presenze inquietanti per le loro proporzioni alterate e per la cura nella definizione dei particolari con cui sono realizzate. Fritsch attua un controllo minuzioso sulla forma, sulle cromie e sulla modulazione delle superfici, orientando il suo lavoro verso un'univoca possibilità di interpretazione e riconoscimento; non apre la discussione ma la costringe in un'unica direzione. Dietro un'apparente ordinarietà questi oggetti sono risultato di un lento processo creativo, talmente accurato da impedire all'artista di avere, almeno nel corso degli anni Ottanta un'abbondante produzione. Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta si assiste a una sorta di sviluppo narrativo: in sculture come Company at Table (1988) e Rat King (1993-94), l'artista trasferisce i principi che hanno caratterizzato i precedenti lavori all'interno di situazioni di comunicazione.
Artista ormai affermata internazionalmente e riconosciuta dalla critica, Katharina Fritsch ha rappresentato con Martin Honert e Thomas Ruff, la Germania durante la Biennale di Venezia del 1995. Il San Francisco Museum of Modern Art le ha dedicato una personale nel 1996, così come il Museum of Contemporary Art di Chicago e la Tate Modern di Londra, nel 2001. Un'ampia antologica le è stata dedicata nel 2002 dal K21 Kunstsammlung im Standehaus di Düsseldorf e un'altra le verrà dedicata dalla Kunsthaus di Zurigo nel 2009.

 

Tipo di evento Mostra
Periodo 20/05/2007 al
22/07/2007
Sede PALAZZINA DEI GIARDINI
Note

Inaugurazione domenica 20 maggio, ore 12

A cura di Milovan Farronato

Organizzazione e Produzione Galleria Civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Con il Patrocinio del Goethe-Institut Mailand

Preview per la stampa venerdì 18 maggio ore 11,30

Orari da mercoledì a domenica, festivi inclusi, 10,30 -13,00; 16,00 -19,30
chiuso il lunedì e martedì
In coincidenza con l'iniziativa Oltre i Giardini
il venerdì, il sabato e la domenica la mostra è aperta fino alle 22

Ingresso gratuito

Informazioni Galleria Civica, c.so Canalgrande 103, 41100 Modena
tel. + 39 059.2032911/2032940 - fax + 39 059.2032932
www.comune.modena.it/galleria

Ufficio Stampa Studio Pesci, Bologna
www.studiopesci.it, info@studiopesci.it, tel.+39 051 269267

Ufficio Stampa Galleria Civica tel. + 39 059 203 2883, galcivmo@comune.modena.it

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