HEIMO ZOBERNIG

20 aprile - 20 luglio 2008 Palazzina dei Giardini


Heimo Zobernig, senza titolo, 2008, prova digitale
courtesy Archive Heimo Zobernig


Die Kunst der Enzyklopädie (con Ferdinand Schmatz) 1988
8 fogli stampati, incorniciati separatamente ognuno A0
HZ 1988-089


Nr. 15 1998 Video, a colori, senza sonoro, 30 minuti, loop
HZ 1997-048


Ohne Titel 2002
Pellicole per proiezioni di tessuti di diverse tonalità, fissate ed incorniciate su di una struttura in alluminio, 80 sedie da conferenza, due tavoli da conferenza


Nr. 23 (bringing Mondrian to the modern Space) 2005 DVD: video, a colori, sonoro, 9 minuti56 secondi, loop Montaggio: Bernhard Riff
HZ 2005-046


Atlas 1988-2005 30 collage/carta
A4
HZ 2005-049


Nr. 17 1998 A colori, senza sonoro, 11 minuti Montaggio: Bernhard Riff
HZ 1998-044


 

Heimo Zobernig

Particolare dell'allestimento della mostra/Installation detail of the Heimo Zobernig show
Foto Paolo Terzi
© Heimo Zobernig by SIAE 2008

La Galleria Civica di Modena è lieta di annunciare la mostra di Heimo Zobernig (1958, Mauthen, Carinzia).

La rassegna è la prima personale in un museo italiano dell'artista austriaco e inaugura domenica 20 aprile alle ore 12,00 presso la sede espositiva della Palazzina dei Giardini in corso Canalgrande a Modena. Heimo Zobernig, a cura di Cornelia Lauf, curatrice indipendente ed editor dell'artista, è organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

 

L'artista austriaco, punto di riferimento nel panorama europeo, presenta a Modena due progetti: l'installazione di un "blue box" creato espressamente per gli spazi espositivi della Palazzina dei Giardini, e l'installazione di due dei suoi libri d'artista.

Zobernig ha esordito come artista lavorando per il teatro e le arti performative. A partire dalla metà degli anni Ottanta, Zobernig crea quadri e sculture a carattere geometrico astratto, essenzialmente rivolti a tematizzare il linguaggio figurativo. Il carattere oggettuale delle sue sculture comunica la sua poetica personale volta alla riduzione delle forme e interessata alle potenzialità dell'astrazione. Con una precisione quasi scientifica, Zobernig analizza i presupposti della creazione artistica e porta avanti una propria analisi critica sul potenziale dell'arte figurativa attraverso una pluralità di mezzi espressivi.

A Modena Zobernig interviene nello spazio architettonico della Palazzina articolando un percorso espositivo speculare. Nell'ala destra dell'antica palazzina propone l'installazione di uno dei suoi peculiari "blue box", (3m x 4 m x 10m), concepito appositamente per l'occasione della mostra modenese.
Il "blue box" di Modena è infatti una struttura costruita con travi d'acciaio, impiegate normalmente nelle impalcature, e ricoperto al suo interno da un reticolato blu di fattura industriale. Nella parete di fondo del "blue box" è proiettato un video. Nella sala che conduce alla videoinstallazione è ricreato una sorta di auditorium, con 40 sedie di colore bianco e schermi poggiati su treppiede, alcuni dallo schermo di tela bianca, altri opaca.

Il "blue box" è un dispositivo impiegato per le produzioni televisive. Crea un effetto ottico attraverso il quale lo sfondo che si intende colmare con un altro contenuto, se pitturato di blu, scompare per poi essere sostituito da altro materiale video in fase di montaggio. In questo modo emerge uno spazio negativo-positivo, l'invisibile si rende visibile. A Modena i materiali della struttura del "blue box" alludono all'impalcatura e al tessuto che recentemente ricoprivano la facciata dell'antica serra ducale nelle fasi della sua ristrutturazione.
Servendosi dei materiali del contesto dell'opera, l'esterno è quindi proiettato al suo interno, pratica artistica che Zobernig ha da sempre favorito: in altri musei e gallerie, ha incorporato pareti, specchi, porte, passaggi, ed altri dettagli architettonici come parti integranti del suo lavoro, stabilendo nuove connessioni tra l'oggetto e il suo contesto ed alterando la percezione dello spazio.

Le due sale dell'ala sinistra della Palazzina, invece, ospiteranno prima una videoinstallazione e a seguire due serie di due libri, Atlas e Die Kunst der Enzyklopädie.
Atlas è una serie di 30 collages di immagini tratte da riviste scientifiche e testi di geografia, di figure astratte, di mappe, di carte e di grafici. Da una ripresa aerea di un paesaggio indistinguibile si passa senza sorta di contiguità a una radiografia umana per passare da una veduta del nostro globo dallo spazio all'immagine tridimensionale di un batterio. Il libro rende evidenti quindi, problematiche legate al concetto di scala e rapporti dimensionali per porre in discussione la capacità dei simboli e dei segni di indicare la effettiva sostanza del reale.
Ciononostante emerge anche un lexicon del cosmo, una cosmologia sia universale che personale di Heimo Zobernig.

Die Kunst der Enzyklopädie, ideato in collaborazione con il poeta scrittore austriaco Ferdinand Schmatz, fu presentato per la prima volta in una edizione limitata della Atelier Graz presso la Galerie Peter Pakesch di Graz nel 1988. Il libro, di 64 pagine, si compone di sette sezioni indicate da numeri a pagina intera. Anch'esso è uno studio quasi scientifico, che interroga in chiave ironica sia il senso di qualsiasi analisi critica, sia la effettiva possibilità di una reale rappresentazione figurativa. Attraverso un'ampia gamma di testi ed illustrazioni, il linguaggio scritto e figurativo sono messi in discussione in quanto medium e ne vengono sondate le reciproche interrelazioni, gli effetti e le rispettive differenze. In questo modo un approccio più prettamente analitico è associato a formulazioni artistiche individuali.
Vengono avanzate e formulate problematiche relative ai criteri di attribuzione del significato di una parola, come ad esempio, quando lo stesso termine appare su varie sfumature di marrone, o come quando vengono realizzate combinazioni che insieme non hanno alcun senso.
In maniera simile, ma in base ad una composizione astratta, la seconda sezione indaga il rapporto tra i colori e la corrispettiva terminologia. Essa fa riferimento ai diagrammi tratti dalla genealogia del mondo di J. F. Oberlin, Die Bleibstätten der Toten (I luoghi di riposo dei morti), e vi sono raffigurati due anelli concentrici. Nelle pagine successive, i colori che vi compaiono sono disposti orizzontalmente in bande di larghezze differenti a cui sono assegnati termini senza che siano soddisfatti criteri determinanti. La sezione si conclude con un articolo di due pagine dove campeggia una fotografia della fiamma di una candela, ispirata ad un'immagine tratta da un giornale cattolico, disposta accanto ad un testo le cui parole sono elencate su di una superficie gialla, dalla forma di una lingua di fuoco.
La sezione 3 mette in luce al contrario, il rapporto tre le parole, i colori, le forme ed il valore di testi ed immagini prodotte per la pubblicità.
Tra i materiali impiegati ed accostati uno accanto all'altro, nelle parti 4, 5 e 6 compaiono articoli di giornale (tra i quali uno di Heiner Müller estratto dal Die Zeit e un verbale su un atto di violenza che divenne per Schmatz la fonte di ispirazione per la composizione di un testo), fotografie tratte da riviste, disegni astratti di Zobernig (uno basato sul suo oroscopo, secondo quanto pronosticatogli da Charlotte Karl), una macchia del tipo di quelle impiegate nei test di Rorschach, e uno scritto elaborato da Ferdinand Schmatz e Franz West a commento della scultura di Franz West Gelassene Bemerkung (Commento casuale).
La sezione 7, ugualmente carica di significato quanto le altre sezioni, riporta infine un indice sui contenuti e sulle fonti.

La mostra Heimo Zobernig è emblematica della poetica dell'artista austriaco ed intende ripercorrerne la personale vicenda creativa. Zobernig ha ricreato sorte di spirali, che si richiamano ai concetti e alle forme del periodo in cui iniziò la sua collaborazione artistica con la curatrice Cornelia Lauf, nell'ambito dei progetti realizzati con Peter Pakesch, ora Direttore della Kunsthaus di Graz.
Precedenti installazioni del "blue box" nelle gallerie di Varsavia, Baden e Chicago sono rintracciabili nell'installazione modenese ma questo intervento intende anche rivolgersi espressamente allo spazio e alla storia della Palazzina. Heimo Zobernig costruisce un complesso e coerente sistema visivo, carico di molteplici allusioni. L'utilizzo di grafici e sistemi, pur nella consapevolezza della loro effettiva impossibilità di indicare il reale, dimostra la capacità centrale dell'artista di creare un ordine, una logica, un suo personale sistema di significati, perfetto indicatore di verità e di un modo di essere.

Ad accompagnare la mostra un portfolio contenente tre libri d'artista, ideati da Heimo Zobernig e prodotti dalla Galleria Civica di Modena in collaborazione con Christophe Boutin e Onestarpress, casa editrice di libri d'artista con sede a Parigi. Tutte e tre le opere, di 64 pagine, sono raccolte in un cofanetto di cartone. I primi due volumi propongono il progetto Atlas e la riedizione di Die Kunst der Enzyklopädie. Il terzo libro, invece, è un documento della mostra, con testi critici della curatrice Cornelia Lauf, Angela Vettese, Direttore della Galleria Civica di Modena e Laura Bruni. Nel volume saranno incluse inoltre le riproduzioni delle immagini dei lavori esposti in mostra.

La mostra ed il catalogo sono a cura di Cornelia Lauf con l'assistenza di Laura Bruni e Mario Ciaramitano, studenti specializzandi presso la Università IUAV di Venezia.

Tipo di evento Mostra
Periodo 10/04/2008
da 12:00 am al 12:00 am
Sede PALAZZINA DEI GIARDINI
Inaugurazione domenica 20 aprile 2008, ore 12,00
A cura di Cornelia Lauf
Organizzazione e produzione

Galleria Civica di Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Preview per la stampa venerdì 18 aprile 2008, ore 11,30
Orari

dal 20 aprile al 1° giugno 2008
da martedì a domenica 10,30-13,00; 16,00-19,30
dal 3 giugno al 20 luglio 2008
da martedì a domenica 17,00-22,00
lunedì chiuso

Ingresso gratuito
Informazioni

Galleria Civica di Modena, c.so Canalgrande 103, 41100 Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932

Ufficio Stampa

Ufficio Stampa Studio Pesci, Bologna
www.studiopesci.it, info@studiopesci.it, tel. +39 051 269267

Ufficio Stampa Galleria Civica di Modena
tel. +39 059 203 2883, galcivmo@comune.modena.it

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