ADRIAN PACI E DEBORAH LIGORIO

VINCITORI ALLA 15° QUADRIENNALE D'ARTE DI ROMA DEI PREMI QUADRIENNALE E GIOVANE ARTE

A.Paci, Raccontare, Galleria Civica di Modena, 2006, foto Maurizio Malagoli Dopo Runa Islam - fra i 4 artisti selezionati per il Turner Prize organizzato dalla Tate Britain di Londra - e Laura Renna - vincitrice della seconda edizione del Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro - altri due artisti presentati dalla Galleria Civica di Modena ricevono un importante riconoscimento e confermano il ruolo di primo piano dell'istituto modenese sulla scena artistica contemporanea internazionale.

D. Ligorio, Donut to Spiral, 2004, video 7', Courtesy Francesca Minini, Milano Sono stati proclamati infatti i vincitori della 15° Quadriennale d'Arte di Roma: ad Adrian Paci - protagonista di una personale ospitata a Palazzo Santa Margherita dal titolo Raccontare nel 2006, e già vincitore nel 2007 del Premio Pino Pascali - è andato il Premio Quadriennale, per aver presentato "un lavoro di grande tensione cinematografica, realizzato in economia di mezzi. Una profonda riflessione di rillievo sociale su una problematica che da sempre accompagna l'emigrazione. Un film di forte impatto emotivo" con l'opera Centro di Permanenza temporanea, 2007, video DVD, 5' 30'', courtesy francesca kaufmann, Milano.

Deborah Ligorio - fra gli otto artisti della collettiva Il Sublime è ora che inaugurerà il 19 settembre prossimo sempre a Palazzo Santa Margherita - ha invece vinto il Premio Giovane Arte per il suo lavoro Il sonno, 2007, video DVD, 6' e 41'', courtesy Francesca Minini, Milano, giudicato "affascinante, ipnotizzante, rappresentativo dell'interazione tra il paesaggio naturale e quello creato dall'uomo, una colonna sonora visiva che si sviluppa intorno alla dialettica tra documentario e fiction, tra passato e presente".
La giuria, composta da Suzanne Pagé, Direttore della Fondation Louis Vuitton pour la création (già direttrice per 17 anni del Museo d'Arte Moderna di Parigi), Gerald Matt, Direttore della Kunsthalle di Vienna, Vincente Todoli, Direttore della Tate Modern di Londra, che ha decretato i vincitori selezionandoli fra novantanove autori presenti, ha inoltre assegnato una medaglia d'oro alla carriera a Maurizio Cattelan.


Adrian Paci Nato in Albania nel 1969, vive e lavora a Milano. Lo sradicamento dai luoghi d'origine, l'emigrazione e il nomadismo sono temi ricorrenti nelle opere diAdrian Paci: situazioni e personaggi legati alla sua terra, l’Albania, e alla sua storia personale di espatriato, che l’artista trasfigura in simboli di una condizione esistenziale generalizzata di ricerca delle proprie radici e della propria identità. Paci narra con la pittura, la fotografia, il video e l’installazione, storie private su cui si riflettono drammi collettivi, come nel video Albanian Stories (1997), in cui sua figlia racconta una fiaba mescolandola ai ricordi degli avvenimenti tragici della storia albanese. Storie di distacchi forzati che l’arte cerca per un attimo di risanare, dando forma alla memoria di abitazioni abbandonate (Back home, 2001), a vicende drammatiche (Klodi, 2005), alla condizione incerta che tutti, in modi diversi, ci troviamo a condividere (Centro di permanenza temporanea, 2007).

Principali mostre personali 2008 - Kunstverein, Hannover, Bonnier Konsthall, Stoccolma 2007 - Premio Pino Pascali 2007, Palazzo Pino Pascali Museo Comunale d’Arte Contemporanea, Polignano a Mare (Ba), Peter Blum, New York, Smith-Stewart Gallery, New York, Galerie Peter Kilchmann, Zurigo, Museum Am Ostwall, Dortmund (DE), Per Speculum, Milton Keynes Gallery, Milton Keynes (UK) - 2006, Per Speculum, Galleria Francesca, Kaufmann, Milano, Adrian Paci. Raccontare, Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita, Modena, Bak Base voor Actuele Kunst, Utrecht (NL), Modern Times, MAN Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, Nuoro, 2005 P.S.1 Contemporary Art Center, New York, Yale University, New Haven (USA), Perspective 147: Adrian Paci, Contemporary Arts Museum, Houston, MC Projects, Los Angeles, Galerie Peter Kilchmann, Zurigo, Moderna Museet, Stoccolma, Exit Gallery, Peja (Kosovo).

Deborah Ligorio Nata a Brindisi nel 1972, vive e lavora a Berlino
Con video, foto, progetti internet e installazioni, Deborah Ligorio frammenta, ricompone e reinventa paesaggi del quotidiano, realtà geografiche, architettoniche e ambientali, e le rilegge alla luce delle proprie esperienze, creando immagini ibride, visioni di luoghi puramente mentali. Nelle sue opere dà concretezza a ciò che può sembrare astratto, altre volte, al contrario, trasfigura luoghi concreti in pure astrazioni, come nel video SizeScape (2003) in cui costruisce una griglia geometrica di linee e colori che solo l’intervento della voce fuori campo associa agli scaffali di un supermercato, alla lista dei risultati di un motore di ricerca e, infine, ai pannelli trasparenti e alle turbine di una torre solare.

Principali mostre personali 2007 - Vulcano, Francesca Minini, Milano, Ambient Tour, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino -2006 - Bird’s Eye View, Bürofriedrich, Berlino - 2005 - Flicker, Projekt 0047, Berlino, Strange. Familiar. Places, Signal, Malmö (SE) (con Mats Adelman) - 2004 - Deborah Ligorio e Laura Horelli, Galerie KunstBank, Berlino - 2003 - Issue n° 1: Deborah Ligorio e Stefano Calligaro, Architettura & Urbanistica, Roè Vociano (Bs) 1997 - Zone c/o Graffio, Bologna.
premi - 2005 Follow your shadow. Giovani artisti italiani. Young Italian Artists, Premio Querini - Furla per l’Arte, V edizione, Galleria d’Arte Moderna - Villa delle Rose, Bologna - 2001 Information Architecture, Asis Summit Workshop, San Francisco 1999 Art, architecture and design toward public spaces, Viafarini, Milano (workshop con Vito Acconci).

 

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