IL MIO NOME E' ITALIA

UN DONO ALLA RACCOLTA FOTOGRAFICA DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

IL MIO NOME E' ITALIA

le signore Italia fotografate da Antonella Monzoni

Nuova sezione della mostra "Italiani Modenesi. 150 anni di Unità a Modena"
Inaugurazione sabato 14 maggio alle 18,30, Foro Boario di Modena

Sono sette signore modenesi, con sette storie diverse, ma tutte portano il nome Italia. Le ha ritratte Antonella Monzoni, fotografa modenese, che ha raccolto volti e storie per donarle alla Raccolta della Fotografia della Galleria Civica di Modena. I ritratti troveranno posto al Foro Boario nell'allestimento della mostra "Italiani Modenesi. 150 anni di Unità a Modena" e saranno esposti al pubblico a partire da sabato 14 maggio con una sezione di mostra dal titolo "Il mio nome è Italia".
L'inaugurazione è prevista per le 18,30. La mostra resterà aperta fino al 10 giugno prossimo.
Il progetto nasce dalla curiosità di Antonella Monzoni che si è chiesta "quante sono le donne che si chiamano Italia che vivono nella mia città e che, per questo 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia vivono un secondo compleanno ?" Sono più di sette, tante hanno accettato l'incontro con la fotografa, non tutte hanno voluto farsi ritrarre.
Questa ricognizione consente di scoprire la storia di Italia Vittoria F. (76 anni) che, nata il 4 novembre, è stata chiamata così da suo padre in onore dell'anniversario della restituzione di Trieste all'Italia, o di Italia C. (67 anni), chiamata così in memoria della nonna, di Italia Ivana M. (76 anni) che deve il suo nome al premio che il regime fascista riconosceva alle famiglie che davano il nome Italia alle bambine appena nate, Elena Italia L. (45 anni), che porta il suo nome come una eredità del forte sentimento patriottico del nonno, Italia Grazia B. (53 anni), che doveva chiamarsi Grazie Italia poi trasformato in Italia Grazia dal parroco, Maria Italia R. (47 anni) chiamata così in ricordo della nonna paterna, e infine Italia C. (53 anni), orgogliosa di essere Italia.

Note biografiche
Antonella Monzoni vive a Modena. Pratica una fotografia di reportage profondamente umanista, concentrata sulla produzione culturale del ricordo, sui simboli e sui luoghi della memoria come tracce di appartenenza. Fra le tappe fondamentali della carriera possiamo citare: "Madame" (Premio Mario Giacomelli, 2007 e Selezione PhotoEspana-Descubrimientos 2008), "Somewhere in Russia" (Premio Chatwin per la fotografia, 2007), "Silent Beauty" (Menzione d’onore International Photography Awards 2008).
Nel 2009 con il reportage "Ferita Armena" riceve la Menzione Speciale Amnesty International dei Festival dei Diritti, è finalista al Premio Amilcare Ponchielli e selezionata al Visa pour l’Image di Perpignan. Sempre nel 2009 vince il Best Photographer Award al Photovernissage di San Pietroburgo e nel 2010 è Autore dell’Anno FIAF.
I suoi libri: ”Benedic Anima Mea”, indagine sulle liturgie dei frati dell’Abbazia di Sant’Antimo (Siena), 2004; “Lalibela”, reportage delle cerimonie notturne ortodosse dalla capitale religiosa dell’Etiopia, 2005; “Il delicato sentimento del vedere”, monografia FIAF 2010. Vanta la collaborazione con Gianni Berengo Gardin nella realizzazione del libro “Il venerdì del preziosissimo sangue” (2008).

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