|
RUNA ISLAM E LAURA RENNARUNA ISLAM E LAURA RENNA PROTAGONISTE DELLA SCENA ARTISTICA INTERNAZIONALE Due artiste che hanno esposto il loro lavoro negli spazi espositivi della
Galleria Civica di Modena hanno ottenuto importanti riconoscimenti sulla scena
artistica internazionale. Runa Islam, protagonista insieme a Tobias Putrih della mostra
Lost Cinema Lost conclusasi nel marzo scorso a Palazzo Santa Margherita, è
stata nominata fra gli artisti che prenderanno parte al Turner Prize organizzato
dalla Tate Britain di Londra. Nata a Dhaka, Bangladesh, nel 1970 Runa Islam vive e lavora a Londra dove si è formata presso la Rijksakademie Van Beeldende Kunsten Amsterdam. Tra le numerose mostre personali: Dunkers Kulturhus, Helsingborg, Svezia (2005); Centro d'Arte Contemporanea Santa Monica, Barcellona (2005); UCLA Hammer Museum, Los Angeles (2005); Camdem Arts Centre, Londra (2005), Bergen Kunsthall, Bergen, Norvegia (2007). Ha partecipato inoltre a innumerevoli rassegne, tra cui: le Biennali di Istanbul (2003), Venezia (2005), Siviglia (2006) e di Gwangju (2006). Laura Renna, giovane artista che ha esposto per la sezione Area Progetto l'istallazione Moquette (20 maggio-3 giugno 2007) sempre a Palazzo Santa Margherita, ha vinto la seconda edizione del Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro, concorso internazionale per giovani scultori. L'opera premiata, intitolata "Y for Young", sarà esposta fino al 18 luglio alla Fondazione Pomodoro di Milano. Nata a San Pietro Vernotico (Brindisi) nel 1971 Laura Renna vive e lavora a Ravarino, in provincia di Modena. Lavora nel design fin dall'inizio degli anni '90. Il suo esordio artistico avviene nel 2006 con la selezione per il "Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano (Concorso Internazionale per Giovani Scultori)" dove le viene assegnato il Premio Speciale Costa Crociere per l'opera Nel Fior Fiore. Nello stesso anno partecipa alla mostra collettiva "Arte & Sud: Obiettivo Contemporaneo" al Museo Civico di Acitrezza, Castello Normanno di Acicastello, presentando Memoria inossidabile, un lavoro realizzato in lana d'acciaio intrecciata ispirata alle opere di Pino Pascali. Nell'ambito della rassegna "Confini. Lo spazio del corpo/Il corpo dello spazio" a Palazzo Pigorini a Parma, realizza Il mio nome è Penelope?, un'installazione composta da una coperta di cavo elettrico lavorato a mano e collegato ad una lampadina.Azioni sul documento |







