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UNA CENA A REGOLA D'ARTE

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Lunedì 23 marzo, ore 20.30. Slow Food Modena e la cucina di Alberto Bettini della Trattoria da Amerigo di Savigno per la mostra dell'artista americano Mark Dion

UNA CENA A REGOLA D'ARTE

Mark Dion, Concerning Hunting, Hunting Blind-The Glutton, 2008 photo Adolf Bereuter, courtesy the artist and Georg Kargl Fine Arts Vienna

Metti una sera a cena a Palazzo Santa Margherita, nel cuore del centro storico di Modena, direttamente nella sala espositiva della mostra Mark Dion. Concerning Hunting.
Su invito della Galleria Civica di Modena la Condotta Slow Food di Modena e Alberto Bettini della Trattoria da Amerigo di Savigno (Bologna), hanno organizzato per lunedì 23 marzo 2009 alle 20,30 a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103, a Modena, una cena a tema nel corso della quale i commensali potranno gustare un menù concepito ad hoc, sulla base delle suggestioni suggerite dall'insolito allestimento.
Un'occasione per vedere la mostra, il cui corpus principale è costituito da cinque capanni di caccia, da una prospettiva inedita e godere del lavoro dell'artista americano grazie ad un evento che per la prima volta viene sperimentato dal museo modenese. L'arte contemporanea in questo caso gioca con la cultura gastronomica, trovando nuovi e innovativi punti di incontro.
In sala sotto tavole apparecchiate, tutt'intorno le torrette di caccia. Da The Dandy-Rococo, arredata con sfarzo, specchi, suppellettili eleganti, vasellame in argento e un prezioso lampadario a The Librarian che presenta scaffali pieni di libri, una poltroncina e oggetti e attrezzi appesi ordinatamente al muro e alle pareti. Una tavola apparecchiata, salumi e selvaggina accoglieranno il visitarore della postazione di tiro The Glutton, mentre nel capanno The SLob si troveranno appesi qua e là manifesti con immagini di nudo mescolati a cose in disordine e a riviste pornosoft. Infine The Ruin, una torretta d'avvistamento crollata a terra, dove tutto è abbandonato e in frantumi.

Le proposte di Alberto Bettini, da sempre basate sulla ricerca della massima qualità della materia prima locale e sul rispetto della tradizione culinaria più rigorosa, giocheranno con questi temi, con questo allestimento e con le sue suggestioni, proponendo piatti innovativi, semplici, concepiti con quel sottile equilibrio, tra rusticità ed eleganza, che è l'anima stessa della campagna, punto di partenza e vera essenza delle nostre radici culturali e gastronomiche.
Aperta nel 1934, la Trattoria da Amerigo di Savigno presenta da sempre piatti cucinati con materie prime locali. Oltre a tartufi e funghi dell'Appennino bolognese, la farina del mulino ad Acqua del 1600 denominato "del Dottore", le patate dell'altipiano Cà Bertolani/Tolè, le castagne di Gavignano, la frutta e la verdura dei contadini biologici della Valle del Samoggia, galline, faraone, anatre, oche, conigli e piccoli animali da cortile allevati dai contadini della valle, capretti dei Piani di Savigno, agnelli di Monzuno, bovini di razza bianca modenese di Zocca, maiali di razza nera degli allevamenti bradi di Montesevero e Montetortore, selvaggina vera e tante altre specialità locali.
Una cucina semplice, che deriva dal cortile, dal pollaio, dall'orto, dai campi e dai boschi vicini.

L'iniziativa si deve alla preziosa collaborazione di Slow Food, associazione fondata nel 1989 da Carlo Petrini, con il fine di dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere delle diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio.
Fin dalla sua fondazione afferma la necessità dell'educazione al gusto, opera per la salvaguardia delle cucine locali, delle produzioni tradizionali, delle speci vegetali e animali a rischio di estinzione. Attraverso progetti, pubblicazioni eventi e manifestazioni difende la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare. Conta oggi 86 mila iscritti, con sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito e aderenti in 130 paesi.
Nel corso della serata interverrà Antonio Checchi, cacciatore responsabile, che parlerà di equilibri naturali e pratica della caccia "sostenibile". Sarà inoltre proposta al pubblico una breve introduzione alla mostra.


Menù
Il menù è ispirato ai cinque capanni esposti in mostra ed è composto da
Antipasto - Salumi misti di caccia (The Glutton)
Primo - Maltagliati e salsiccia "sgranata" di mora in zuppa di borlotti (the Slob)
Intermezzo - Radecc e Streccapogn (The Librarian)
Secondo - Brasato di Capriolo dell'Appennino (The Dandy Rococo)
Dessert - Ciambella "da toccio" in lambrusco dolce (The Ruin)
Vini - Begarelli Lambrusco di Sorbara a rifermentazione naturale in bottiglia
          Bubbolo 2004 Fattoria Ca' nova
          Lambrusco Grasparossa Opera 02 amabile

Per partecipare occorre prenotare telefondo al numero 335 62 18 757  335 56 48 046 o via mail all'indirizzo antonio.cherchi@studio-professionisti.it
L'iniziativa è aperta ad un massimo di 64 ospiti.

Menù a prezzo fisso € 55,00 a persona. Per i soci Slow Food € 50,00 a persona.

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