COMUNE DI MODENA - Settore Cultura - Giovani d'Arte - Galleria Civica
ASSOCIAZIONE per il Circuito GIOVANI ARTISTI ITALIANI

in collaborazione con
DARC, Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte contemporanee
del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Assessorato Cultura della Regione Emilia Romagna

con il Patrocinio e in collaborazione con
IBACN Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia Romagna
con il contributo del Gruppo HERA

D.A.B. design per artshop e bookshop
Concorso nazionale per giovani artisti e designer
CATALOGO DIGITALE



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D.A.B., progetti di giovani artisti e designer per i musei italiani

L’idea dell’iniziativa, nata dall’Ufficio Giovani d’Arte del Comune di Modena che da quasi vent’anni si occupa di promozione della creatività giovanile, ed estesa poi al GAI e a tutto il territorio nazionale, ha come scopo di operare in un ambito tuttora in espansione, quello del merchandising museale, offrendo opportunità per nuovi sbocchi occupazionali e la creazione di nuove figure professionali. Il designer museale realizza progetti di prodotti destinati a creare un ponte sempre più stretto tra arte e artigianato, un nuovo filone di attività estremamente ricco di sviluppi.
Da una parte, dopo la Legge Ronchey del 1993, un numero sempre più elevato di poli museali si sono attivati per la realizzazione di spazi dedicati al merchandising con la necessità di qualificare e caratterizzare la loro offerta commerciale in modo originale e in stretto rapporto con le proprie collezioni. Dall’altra parte un’Associazione di comuni italiani, il GAI, si pone l’obiettivo di promuovere e sostenere l’arte e la creatività delle giovani generazioni, incentivando il rapporto di queste con il mercato. L’obiettivo di questo progetto è quello di mettere in relazione e fare dialogare queste due componenti: creare le condizioni affinché giovani designer, artisti, artigiani, operanti in Italia, si dedichino alla progettazione e alla produzione di questa tipologia di prodotti e dall'altra, sensibilizzare i direttori dei musei ad ospitare queste produzioni nei loro spazi commerciali.
Questa esposizione, realizzata all’interno del nuovo Bookshop della Galleria Civica di Modena, cioè di un contenitore che rappresenta il naturale destinatario di questi oggetti, presenta i prototipi, realizzati da quarantasei giovani autori provenienti da tutta Italia, selezionati da un’autorevole commissione di esperti, tra più di centoventi candidati partecipanti al concorso; da questa rosa di proposte due aziende, specializzate nel settore, individueranno i progetti da mettere in produzione, iniziando così a creare una linea di prodotti da commercializzare con il marchio GAI, oltre che con il nome dell’autore. La mostra, che sarà ospitata in altre sedi e questa pubblicazione, offrono comunque a tutti gli espositori importanti opportunità di visibilità e di promozione del loro lavoro.
Le adesioni al progetto, da parte della DARC del Ministero dei Beni Culturali, dell’Assessorato Cultura e dell’IBACN della Regione Emilia Romagna, sono fondamentali affinché DAB si possa radicare sempre più tra gli operatori del settore, e possa divenire un appuntamento biennale stabile.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Modena
Mario Lugli


L'Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani da anni lavora per permettere ai giovani che operano nel campo della creatività, delle arti e dello spettacolo di trovare occasioni e luoghi per esprimersi e farsi conoscere, favorendo lo scambio fra le diverse realtà territoriali che vi partecipano. Il GAI, che ogni anno vede crescere il numero di amministrazioni locali che intendono aderirvi e che ad oggi conta 43 enti soci, si è affermato nel tempo come un punto di riferimento, un interlocutore qualificato per quanti vogliano conoscere la realtà degli artisti emergenti. Consci della necessità di un lavoro che vada aldilà della pura e semplice promozione, l’attività si concretizza nel sostegno a progetti per la formazione, la documentazione e la ricerca nelle forme espressive delle nuove generazioni e che ha come scopo principale quello di creare opportunità professionali concrete.
Ed è proprio in riferimento alle finalità sopra esposte che DAB si distingue per essere una iniziativa inedita che indica percorsi produttivi ancora tutti da scoprire!
Un’occasione di relazione tra gli artisti che oggi, con l’esposizione dei loro prototipi, propongono ai musei italiani la creazione di un merchandising che racchiude in sé un oggettivo plusvalore arricchendo così la già variegata offerta di artshop e bookshop.
Prende il via dunque una originale e fruttuosa collaborazione tra artisti, musei, aziende private e il grande pubblico con la stimolante apertura di nuovi spazi di promozione nel campo della creatività e del design.

Il Presidente del GAI - Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani
Fiorenzo Alfieri
Assessore alle Risorse e allo Sviluppo della Cultura della Città di Torino

La creatività dei giovani artisti, il loro modo di osservare la realtà, di interpretarla e comunicarla, è una risorsa che la DARC - Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee, dal 2001, anno in cui è stata istituita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha l’intento di riconoscere, valorizzare e promuovere. Le attività attraverso cui ciò si attua sono numerose e di varia natura, spesso in collaborazione con istituzioni sia pubbliche che private, nazionali e internazionali.
L’espressione creativa contemporanea, nelle sue molteplici forme e manifestazioni, è sicuramente un fenomeno complesso ed articolato. La mancanza di prospettiva storica, i continui e rapidi mutamenti cui le arti visive sono soggette, le “contaminazioni” tra diversi ambiti, non solo creativi, determinano spesso un disorientamento nel pubblico/fruitore, privato di categorie predefinite, oggi suggestionate da input provenienti da settori in mutevole dialogo e scambio.
Questa fruttuosa “contaminazione”, spesso di tipo sperimentale, ha reso molto più flessibile ed ampio il concetto di opera d’arte, termine che contempla realizzazioni cui sono ascrivibili non solo le arti visive, ma anche l’architettura, il design, la moda o il fashion design che dir si voglia, l’industrial design, la fotografia, le performance, ecc..
Sono difatti innumerevoli le modalità attraverso cui la creatività contemporanea si manifesta, e proprio raccogliendo una esigenza proveniente da tale fervida realtà che la DARC sta curando la realizzazione del MAXXI - Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, primo museo nazionale che ha l’ambizione di documentare e promuovere le creazioni più significative dell’arte e dell’architettura contemporanee, nelle sue diverse declinazioni.
Individuare le tendenze e le manifestazioni artistiche più innovative e valide, riconoscerne il valore artistico, fornire e creare gli strumenti atti a generare consapevolezza da parte del pubblico nei confronti di una diversa estetica, è difatti la missione, ardua quanto affascinante, e in continua evoluzione/definizione di cui la DARC è in parte depositaria.

Anna Mattirolo
Direttore Servizio arte contemporanea DARC - Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee
Ministero per i beni e le attività culturali

Il primo volto che ebbe il Pompidou, oltre la siepe di ragazzi che guardavano nella piazza i mangiafuoco e i mimi di strada, fu il suo bookshop. Non so se allora si chiamasse così, in quel 1977 ancora molto vicino al ’68, ma certamente quel muro di cartoline, poster, cataloghi e libri d’arte per i bambini era l’inizio del merchandising dell’arte contemporanea. Io stessa non so se mi sarei appassionata tanto all’arte se non avessi avuto quel piacevole imprinting.
Piano e Rogers avevano già capito che l’orizzonte del visitatore di mostre era destinato a incrociare quello del consumista: entrare in un museo significava già allora riportarne un trofeo. I soldi spesi nel biglietto per una mostra venivano dimenticati o assorbiti più facilmente se, con una piccola quota aggiuntiva, davano anche la possibilità di materializzare la visita comperando qualcosa. I popoli ricchi, quelli che costruiscono i musei, hanno sviluppato una bulimia per gli oggetti e non stupisce che, quasi trent’anni dopo, abbiano ceduto a questa tentazione anche le istituzioni più azzimate e quelle che mai avrebbero pensato di diventare produttrici di souvenir: per questo Sir Norman Foster è stato chiamato a coprire con una rete di ferro e vetro il British Museum di Londra, trasformandone il severo cortile in un mall per lo shopping.
Ma che cosa si vende in un bookshop di museo? Una visita a quello del MoMA di New York, che da sempre produce oggetti e vende così il proprio logo, ci racconta appunto che se sei il MoMA puoi vendere di tutto: matite e gomme, borse, giochi da tavolo e giocattoli. Tutt’attorno, però, tanti libri, come nell’impressionante invaso della Tate Modern di Londra, dove si trova il meglio della letteratura artistica del momento, in un incrocio di classici introvabili e di ultime novità. In un museo si può vendere anche la biancheria, a patto che gli scaffali contengano le stimmate dello studio e dello sforzo di capire. Un giro nei negozi fioriti dentro i centri d’arte europei, spesso anche molto piccoli, confermano l’impressione che ciò che cerca di comperare un visitatore non è tanto un oggetto, ma una testimonianza del suo transito in un luogo della cultura.
Accanto a questo, però, chi si avvicina a un museo d’arte contemporanea si trova spesso a cercare articoli curiosi, un design esclusivo, uno sforzo di originalità e bizzarria impossibile da trovare altrove, con un vantaggio competitivo sull’offerta dei negozi “qualsiasi” legato al grado di inventiva. Si cerca insomma qualche cosa che non si troverebbe altrove, spendendo possibilmente poco ma col piacere insito nel comprare. E, diciamolo, poiché l’arte contemporanea è difficile da capire, ci si aspetta di trovare almeno al bookshop qualcosa di immediatamente godibile.
Un concorso di progetti per oggetti da realizzare al fine di essere venduti nei bookshop, quindi, mette i giovani che vi partecipano di fronte a un compito non facile. Da un lato, consente loro il vantaggio di superare i limiti imposti costantemente dalla committenza: si intende che un prodotto del genere possa avere una circolazione di nicchia e quindi riesca a permettersi alte dosi di creatività, superiori a quelle comunemente accettate nel mondo del profitto a ogni costo. Ma il progetto deve sapere divertire senza dimenticare un background raffinato e colto.
E’ più o meno tenendo conto di questi parametri, semplici ma complessi nella loro composizione, che la giuria del concorso DAB ha scelto i 46 prototipi da presentare. Avremmo voluto fossero di meno ma non è stato possibile: troppe, da un lato, le proposte entusiasticamente pervenute; troppo pochi, dall’altro, i limiti che ci eravamo posti nell’accettare o respingere. E ancora, grandi il piacere e la curiosità per questo strano mondo di ultracorpi, di idee materializzate, di pensieri diventati cose tangibili che non troveranno mai più, presumibilmente, una palestra di esercitazione tanto libera. Anche solo quest’ultimo punto, l’aver creato un’occasione di stimolo a un design che dovrebbe essere ancora una delle voci più interessanti del Made in Italy, giustifica un’iniziativa unica in Italia e di cui la Galleria Civica di Modena è orgogliosa di presentare i risultati: non poteva esserci condizione migliore per festeggiare i primi mesi di vita del suo neonato bookshop. Per tutto questo ringraziamo Ornella Corradini e la sua tenacia nel portare avanti una sfida decisamente impegnativa. Al pubblico chiediamo un segno di gradimento e un’idea di che cosa preferisca, in un’inedita partecipazione dell’acquirente finale alla selezione degli oggetti da produrre: perché la bulimia dell’acquisto mostri i suoi lati positivi, recuperando il raffinato piacere di scegliere anche ciò che non ha nessun logo.

Angela Vettese
Direttrice
Galleria Civica di Modena


Nel panorama di quello che i giovani artisti e designer possono progettare oggi, il prodotto per i museum shop rappresenta certamente una nuova possibilità in cui c'è ancora spazio per la sperimentazione.
L'occasione, che ho molto apprezzato, di essere invitato a far parte della giuria della prima edizione del Concorso nazionale D.A.B., mi ha dato modo di capire da vicino il potenziale di questa iniziativa.
Considerando che oggi il mondo del design sta, in linea di massima, vivendo un periodo non dei più felici, nel senso che l'oggettistica soprattutto nella fascia media non è particolarmente originale ed ha una distribuzione confusa, l'opportunità di avere un canale di distribuzione esclusivo in cui proporre nuove idee realizzate dai giovani, rappresenta una realtà privilegiata. Per poterla sfruttare al massimo l'ideale è di avere sempre la
creatività, l'intelligenza e il buon senso di centrare quella difficile alchimia fatta dall'appeal dell'oggetto e da quello che uno è disposto a spendere per averlo; ci tengo a sottolinearlo perché è importante per un artista o per un designer confrontarsi con la realtà del prodotto, che vuol dire essere in grado di disegnare qualcosa di interessante, andando a capire il processo per cui l'idea che sta a monte, il materiale, la sua lavorazione, il packaging insieme, portano a delineare l'identità del prodotto.
Per questo motivo è molto importante che l'imprenditore che produrrà questi oggetti abbia la capacità di capire le idee migliori e di aiutare il creativo in un processo tante volte lungo e faticoso di modifiche e miglioramenti nella realizzazione di un prodotto che sia “vero” in quanto unico e vendibile.

Aldo Cibic

D.A.B. design per artshop e bookshop
18 marzo – 30 aprile 2006
Spazio Bookshop, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, MODENA

mar-ven 10,30/13,00 e 15,00/18,00 sab-dom e festivi 10,30/18,00 lunedì chiuso
Ingresso gratuito
Per informazioni
: Giovani D’Arte, tel. 059.2032604 ocorradi@comune.modena.it

 

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