Area Progetto / ROCCO BIZZARRI
15 ottobre – 15 novembre 2005
Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita, MODENA


Rocco Bizzarri

Sabato 15 ottobre, alle ore 16,30 inaugura, con un progetto site specific di Rocco Bizzarri, l’Area Progetto della Galleria Civica di Modena, nella sua sede di Palazzo santa Margherita, corso Canalgrande 103.

L’Area Progetto, l’iniziativa realizzata attraverso la collaborazione tra Galleria Civica e Ufficio Giovani d’Arte e curata da Silvia Ferrari, Serena Goldoni e Ornella Corradini, è stata concepita come il luogo di appuntamento ricorrente con gli artisti più giovani, operanti nel territorio modenese. Ciascuno viene invitato a progettare e ad esporre una sua opera o un suo intervento, senza distinzioni di tecnica, pensato per le architetture monumentali che connotano l’accesso alla galleria: scalone, ammezzato, balconate, soffitti. Ciascuno sarà libero di interpretare il sito secondo la propria inclinazione artistica.

ROCCO BIZZARRI presenta un dittico fotografico. Come scrive Silvia Ferrari nella presentazione: “Si tratta di un dittico di grandi dimensioni dedicato al tema del paesaggio notturno, ma al contempo in grado di interagire anche con gli spazi di Palazzo Santa Margherita per i quali è stato appositamente concepito: le immagini infatti sono il risultato della riflessione speculare di uno stesso scatto fotografico di un profilo collinare che nella percezione d'insieme produce la forma di un'ideale ampia vallata notturna di impatto fortemente simmetrico, la cui struttura formale amplifica l'architettura dello spazio circostante con i due grandi scaloni d'accesso al piano superiore.

Rocco Bizzarri Rocco Bizzarri

Rocco Bizzarri, Il miraggio segreto di Buster K. (camera lenta n°6) 2005
stampa litografica su carta.

Per quanto la ricerca dell'artista sia spesso rivolta al paesaggio, naturale o urbano che sia, il suo obiettivo devia decisamente dalla descrizione realistica, come dimostra il suo insistito uso di un'immagine non diretta, ma colta sempre da dietro un vetro, oppure re-inquadrata dal finestrino di un treno o di un aereo, ripresa dallo schermo televisivo; in ogni caso un filtro che ne fa emergere la caratteristica di mediazione, di pre-interpretazione. Una sorta di distanza critica che impone al fotografo a sua volta di sottoporre la propria ricerca a una successiva riflessione critica, pratica cui Bizzarri dà corpo con la figura del doppio, del riflesso.
Fortemente influenzato da un'estetica che da Luigi Ghirri in poi ha permesso di concepire la pratica fotografica non solo come finestra sul mondo, ma come esercizio teorico, come strumento di indagine della visione e della rappresentazione, Bizzarri guarda alla realtà come un pretesto per interrogarsi sui meccanismi dell'apparenza, della mise en scene: la sua manipolazione lirica e drammatica delle immagini (che passa necessariamente attraverso il comico, se non altro come ipotesi estetica, come suggerisce l'allusione del titolo) dà luogo a paesaggi teorici, letterari, emotivi, più che fisici, e risente di forti suggestioni cinematografiche. L'immagine si trasfigura di volta in volta in fotogramma, caricandosi di tensioni e attese come nelle atmosfere delle pellicole di David Linch (ne è esempio un lavoro dedicato a un palcoscenico vuoto, acceso di un rosso sanguigno), ma è capace anche di assumere valenze pittoriche, come nel dittico esposto in questa occasione, dalle suggestioni linguistiche che possono ascriversi all'ultima pittura di Osvaldo Licini...”

Rocco Bizzarri, nato a Carpi nel 1971, vive e lavora a Modena.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è stato assistente di alcuni importanti fotografi come Annie Liebovitz, Peter Lindberg, Max Cardelli e Andrew Soule. Specializzatosi nel campo della moda, attualmente lavora per redazioni di giornali e agenzie pubblicitarie.
Tra le principali mostre degli ultimi anni ricordiamo: Arti Visive 2, Palazzo Ducale, Genova (1998), la IX Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo al Testaccio di Roma; Start 31 produzioni dall’emilia romagna, alla Salara, Bologna (1999), Passaggi 2000, alla Galleria Civica, Modena (2000), Gemine Muse, al Palazzo dei Musei, Modena (2003), all’Archivio Panini (2004), alla Galleria D406 di Modena, all’Istituto Italiano di Cultura e alla City Hall di San Francisco (USA) (2005).

 

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