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| CLAUDIA COLLINA al Salone JEUNE CREATION EUROPEENNE Rassegna internazionale di arti visive |
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| MONTROUGE, KLAIPEDA, SALISBURGO, GENOVA, BARCELLONA, AMARANTE |
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L’esposizione "JEUNE CREATION EUROPEENNE", Salone itinerante d’arte contemporanea (www.seic.com), che ha origine dal Salon de Montrouge, presenta, dal 22 settembre 2006 al 31 luglio 2007, nelle 6 città partner una selezione di 10 artisti emergenti per ogni paese partecipante. Gli attuali partner del progetto sono le Città di Montrouge (Francia), L’Hospitalet - Barcellona (Spagna), Genova (Italia), Salisburgo (Austria), Amarante (Portogallo), Klaipeda (Lituania). I criteri di selezione sono incentrati sul concetto di << decouverte >>, rivelazione di giovani artisti e o gnuno degli artisti selezionati partecipa con un’opera che resterà la stessa in tutte le tappe del percorso della mostra, che durerà circa un anno. Le esposizioni avranno luogo nelle seguenti sedi: 22settembre - 13 ottobre 2006: MONTROUGE - Francia , Teatre de Montrouge; 29 ottobre - 30 novembre 2006: KLAIPEDA - Lituania , Centre d’Exposition Municipal de Klaipeda ; 20 gennaio - 15 febbraio 2007: SALISBURGO , Austria, Gal erie im Traklaus ; 25 febbraio - 19 marzo 2007 GEVOVA, Italia, Palazzo Ducale / Loggia degli Abati, Piazza Matteotti 9, 16123 Genova; 20 aprile - 30 maggio 2007 L’HOSPITALET DE LLOBREGAT (BARCELLONA), Spagna, Centre Cultural Tecla Sala ; 25 giugno - 31 luglio 2007, AMARANTE , (Porto), Portogallo, Museo Amadeo de Souza Cardoso. La Commissione di Jeune Creation Europeenne, ha selezionato tra i dieci artisti presentati dall’Italia, anche la modenese Claudia Collina con l’istallazione "Objects pour le travail de la vie de l’amour de l’amitié", del 2006, realizzata con tecniche miste e dimensioni variabili.
Con elegante distacco e attraverso un’ambigua serie d’objet, qui si dà apparentemente notizia delle assonnate e mutevoli inquietudini della natura. Si racconta di un fossato e di un incontro con una serpe, della salma di un geranio in un dinoccolato erbario infantile; di scatole portagioie, di alberi e uccelletti canterini nei loro nidi artificiali. C’è poi il pizzo delle tende, i brandelli di lino e gli esemplari della guardaroba attraversati dal fantasma della Fotografia, e, non da ultimi, quasi come un packaging avvolgente, i teneri stralci dell’Opoponax della Wittig riproposti nei desueti caratteri della macchina per scrivere anni Trenta. Ogni "cosa" è poi pervasa da innumerevoli accenni alla cultura del florilegio, delle raccolte "informali" di tutte le mutevoli materie organiche succubi dell’essiccazione, dell’ingiallimento, dell’ossidazione. Il lavoro va ad evocare il fascinoso immaginario che da Ildegarda da Bingen, passando per le collezioni scientifiche e parascientifiche cinque-seicentesche, giunge fino al cruento poeticismo di Joseph Beuys; la secchezza delle erbe, la fioritura delle ruggini e le macchie insalubri, oltre a comporre un conveniente elogio della Decadenza, proclamano una preziosità sussurrata. Tutto questo costituisce un domestico trésor- reliquiario, un accumulo che ha la tempra del ricettacolo, del sortilegio, dell’effemeride di un "piccolo regno senza blasone" in cui si raccolgono delicate testimonianze di tempi andati; una ricercata trama narrativa in cui l’elemento affettivo-psicologico cerca di avere il sopravvento. Tra libido e possesso, poesia e perversione e al di là di ogni intrinseca ambiguità, è restituito un microcosmo perfettamente organizzato, intensamente vissuto, in cui si ridefinisce la segretezza delle piccole cose della vita e della natura. E poiché la normale consuetudine percettiva appare inadeguata ad una immediata comprensione, è d’obbligo constatare come in ogni "reperto", si condensi per inerzia un cortocircuito semantico che include una moltitudine di significazioni, di materiali e di enunciati prossimi all’evocazione di storie e racconti. La lettura è dunque da intendersi secondo il concetto di ibridazione, commistione e sovrapposizione di svariati elementi preventivamente sottoposti a necessario dètournement. Ma quello che più interessa è l’avvenuta mise-en-abîme, dalle quale emerge per importanza intenzionale il “corruttibile attraversamento del tempo” che sempre lascia una "patina", un velo di polvere capace di rendere “quasi” tangibile il concetto di Obsolescenza e Vetustà.
CLAUDIA COLLINA, nata a Castelfranco E. nel 1974, vive e lavora a Piumazzo (MO). Consegue il Diploma d’Arte Applicata in Grafica Pubblicitaria e Fotografia presso l'Istituto d’Arte A.Venturi di Modena e la Laurea in DAMS indirizzo Arte, presso l’Università di Bologna. Nel 1998 è selezionata per partecipare ad un Workshop regionale di fotografia, condotto da: Franco Fontana, Anna Fox, Olivo Barbieri. Segue il corso base di fotografia digitale presso la Nikon School e un corso di fotografia ed elaborazione digitale dell’immagine, sul tema "Le tecniche fotografiche in archeologia" curato da Fausto Gabrielli per conto del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa. Nel 2006 viene selezionata nel "Concorso per l’assegnazione di due atelier, per due anni, in via Carteria, a giovani artisti modenesi", promosso dall’Ufficio Giovani D’Arte del Comune di Modena
Tra le principali mostre personali: 2006 - L’azione del vagare attraverso fa incontrare sante, maniche, zitelle. Area Progetto - Galleria Civica, Modena; Objets pour le travail de la vie de l’amour de l’amitie, Dulcisinfundo piccolagalleria, Modena; 2005 L’ostensione del mio corpo, 15.05.2005, Azione Urbana, Muravera (Ca); 2001 - Il giardino delle caramelle, Le Tramogge, Ponte Alto, Modena. Tra le mostre collettive ricordiamo: 2006 - One image Portrate; il ritratto nei tempi che corrono, Fortezza di Girifalco, Cortona; GemineMuse. Giovani artisti nei Musei d’Europa, Galleria Estense, Modena / Vernice-Art Fire, Padiglione Fiera, Forlì; 2004 - Intrecciano 31 Artiste emiliane, Foro Boario, Modena; 2003 - Condizioni Critiche, Le Tramogge, Ponte Alto, Modena; 2000 - Portes Ouvertes: Paris / Europe, Quartiere della Bastiglia, Parigi (Francia); Sources d’Europe, Grande Arche de la Défense, Parigi (Francia); 1997 - 200 Artisti per la pace, Chiostro San Domenico, Trapani.
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