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| COMUNE DI MODENA Giovani d’Arte Galleria Civica di Modena |
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| Area Progetto / MICHELA LORENZI | ||||||
| 7 dicembre 2005 - 8 gennaio 2006 Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita, MODENA |
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| Mercoledì 7 dicembre 2005,alle ore 18,30 inaugura, nell’ambito dell’Area Progetto della Galleria Civica di Modena, Cinderella and the very last gentlemen, intervento site specific di MICHELA LORENZI.
L'Area Progetto è lo spazio al contempo fisico e metaforico che la Galleria Civica di Modena vuole dedicare, in collaborazione con l'Ufficio Giovani d'Arte agli artisti under 35 del suo territorio. Curata nel suo complesso da Ornella Corradini, per l'Ufficio Giovani d'Arte, Silvia Ferrari e Serena Goldoni per la Galleria Civica di Modena, giunge alla sua seconda tappa dopo il primo intervento di Rocco Bizzarri. I giovani sono invitati a esporre un'opera ispirata alle caratteristiche architettoniche di Palazzo Santa Margherita, nelle zone di transito della Galleria.Sul loro lavoro viene realizzato un pieghevole a colori con immagini e testo critico.
Tocca ora a Michela Lorenzi, con l'opera intitolata "Cinderella and the very last gentlement" confrontarsi con il sito specifico attraverso un intervento ad hoc. "Un’operazione non sempre facile - scrive Serena Goldoni che ha curato l'intervento con l'artista - tanto più quando questo è uno degli edifici entrati a pieno titolo nella memoria storica della città. Palazzo Santa Margherita, nato come chiesa e trasformato poi in convento, acquista agli inizi dell’800 le caratteristiche monumentali che trasmettono a Michela Lorenzi quel senso di inadeguatezza che si prova dovendosi misurare con superfici così articolate. L’artista, volendo superare la sua inibizione, indossa i costumi di una Cenerentola del nostro tempo che, invitata a palazzo, fa del suo meglio per non sfigurare, decisa a combattere una battaglia per l’affermazione della sua identità e della sua storia. Lorenzi percorre così la lunga scalinata, gli spazi del piano superiore e lascia segni che, uniti insieme, raccontano frammenti di vita attraverso una simbologia da favola metropolitana, specchio di una donna che si scopre consapevole del potere che il suo fascino riesce ad esercitare sugli altri, ma consapevole anche di riuscire a ironizzare sullo stesso, prendendosi, a volte, gioco di sé. E ci affascina appunto con una scarpetta che non è più di puro e trasparente cristallo, ma è trasformata in un provocante décolletée, forgiato con acuminati chiodini e appoggiato su uno strascico che sembra distrattamente fatto cadere durante una fuga. La scarpa assume ancora più la valenza feticista fino a diventare così esagerata da trasformarsi in caricatura, affermando quanto il complicato ruolo della seduzione ha parti tanto sicure quanto pericolose.
E’ qui che Cenerentola comincia a rivelarsi attraverso un'impronta, un segno di innocenza trasformata, cresciuta, oramai non più inibita. Cenerentola passa di fianco ad una corona, copricapo principesco, bellissima e pericolosa tanto quanto la scarpina, con un diadema che richiama le rappresentazioni degli ex-voto, quando il cuore significa dedizione totale e indiscussa. Il cuore è quello donato, con anima e corpo al proprio principe azzurro, che si ritrova moltiplicato nella varietà di ritratti che l’artista ha composto in un'ideale galleria che raccoglie i volti degli uomini della sua vita, amici e amanti, raffigurati con una minuziosa pulizia stilistica che necessita del disegno per rivelarsi come tale.
AREA PROGETTO della Galleria Civica |
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