IL MESTIERE DELLE ARTI – HERE WE ARE. IL LUOGO È SEMPRE SPECIFICO

Sabato 25 settembre 2010, alle ore 18.00 presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara, in Corso Porta Mare 5, inaugura la Mostra Il Mestiere delle Arti - Here we are. Il luogo è sempre specifico che presenta i risultati del workshop tenutosi al Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC) di Ferrara, nel mese di luglio 2010, con la docenza congiunta del Gruppo ZimmerFrei, artisti tutor e di Martina Angelotti. Gli autori, Emanuela Ascari, Alessio Bogani, Giulia Bonora, Gianluca Bronzoni, Michele Corso, Cinzia Delnevo, Alberto Di Cesare, Gaia Ferrario, Anna Ferraro, Laura Guerinoni, Elisa Leonini, Matteo Mezzadri, Silvia Sartori e Cosimo Veneziano, hanno ideato e progettato le opere in dialogo stretto con la città e con lo spazio espositivo. L’esposizione rappresenta il momento centrale del corso triennale per giovani artisti dell’Emilia-Romagna “Il Mestiere della Arti” (2008-2011), iniziativa sperimentale di formazione avanzata nell’ambito delle arti contemporanee. Il progetto si fonda sulla priorità degli aspetti concretamente professionali: nella sfera della costruzione e comunicazione dell’opera come nel contesto lavorativo, relazionale, economico del mestiere dell’artista. Una prima fase (2008-2009), dedicata alla conoscenza dell’attualità lavorativa, si è svolta attraverso un programma di incontri con le diverse figure che rappresentano i ruoli e le istituzioni proprie del sistema artistico. Di seguito (2009-2010) si è sviluppato un insieme di esperienze di stage e tirocinio, nelle quali gli allievi hanno concretamente agito, a fianco di operatori affermati, all’interno delle realtà di sistema: presso artisti, nei musei, in gallerie private e imprese di produzione artistica e culturale. Questa mostra è situata nel programma di sintesi e applicazione nel quadro del percorso formativo, il cui sviluppo finale prevede la realizzazione di mostre personali degli allievi e di una pubblicazione documentaria sullo svolgimento completo del corso. Il progetto “Il Mestiere delle Arti” è compreso nell’APQ GECO, siglato fra il Ministero della Gioventù e la Regione Emilia-Romagna, ed è attuato dall’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna (GA/ER), dal Comune di Ferrara – Assessorato alla Cultura, Turismo e Giovani, e dal Consorzio Provinciale Formazione – Ferrara (CPF). Here we are. Il luogo è sempre specifico, ci parla di un noi, di dove stiamo o di dove siamo stati, di cosa abbiamo visto, sentito, elaborato. In un luogo che è sempre specifico perché possiede una propria energia animale, che oscilla fra l’immaginario comune della città e quello che ciascuno di noi si è costruito dentro, pur non essendo sempre originario del luogo. Specifico nei dettagli, nei personaggi, nei racconti e nelle storie che hanno dato vita a interpretazioni non sempre funzionali o derivate da percorsi logici, ma spesso sfuggite al controllo della razionalità. Rappresentare la realtà non significa ridipingerla nella sua interezza, o designarne gli aspetti peculiari, significa in questo caso fagocitarla e interiorizzarla come parte di un tutto. La peculiarità sta nel selezionare frammenti, aprire fessure su ciò che ci appare conosciuto, come se lo guardassimo dal buco di una serratura. (Martina Angelotti).
Gli artisti di Modena partecipanti hanno realizzato le seguenti opere:

Emanuela Ascari, Materia per una o più storie (di terra e di acqua) Emanuela Ascari, Materia per una o più storie (di terra e di acqua)
Emanuela Ascari, Materia per una o più storie (di terra e di acqua). Particolari dell'installazione

EMANUELA ASCARI, Materia per una o più storie (di terra e di acqua), Stampe laser su carta fotografica di varie dimensioni, terra e oggetti, fotocopie di articoli di quotidiani locali. Dimensione ambiente.
Una storia si lega attorno al nome di un personaggio, la cui fotografia è stata ritrovata annessa ad una lapide sotto un cavalcavia di un luogo non facilmente accessibile di Ferrara. L'artista si è trovata a recuperare una serie d'indizi che le hanno permesso di ricostruire una storia attorno a Sergiu Putin, ragazzo morto nel 2004 dopo essere stato schiacciato dal suo stesso camion per il cedimento di un cric. Da una semplice perlustrazione urbana, si è costituita sempre più la volontà di ricercare, nelle tracce lascioate dalla storia, un proprio percorso conoscitivo, per mettere in scena, attraverso l'inserimento di dati, materiali e visioni, un processo di lavoro. Con lo stesso approccio di un'archeologa si è trovata infatti a perlusatrare una storia, prelevandone a tutti gli effetti i suoi specifici componenti.

Alessio Bogani, Fantasmagorie
Alessio Bogani, Fantasmagorie. Particolare dell'installazione

ALESSIO BOGANI, Fantasmagorie, Vecchie lastre per lanterna magica dipinte con tecnica mista, filmato in super 8, fotografie, vecchio schedario. Dimensione ambiente.
L'ex Istituto medico pedagogico di Aguscello in Provincia di Ferrara, è luogo di racconti e leggende di presenze spettrali, di fantasmi che aleggiano col proprio respiro e i propri battiti in uno spazio abbandonato e ormai quasi del tutto inagibile. Raccogliendo e ricercando storie dell'orrore che ruotano attorno a questo istituto, l'artista ha dato vita ad un percorso che ci conduce all'elaborazione di una nuova visione del luogo e delle persone che lo hanno forse vissuto, abitato o per cui rivendicano qualcosa. I fatti rielaborati, sono riprodotti in forma pittorica sulle lastrine di vetro per lanterne magiche, materiale scelto per il suo ruolo di strumento di diffusione dei racconti popolari e per la sua vicinanza alla fantasmagoria, nata in Francia e poi diffusasi in Inghilterra per tutto l'800. Un complesso immaginario che l'artista interpreta e riocostruisce anche con l'aiuto di testi e immagini, volti a garantire l'attendibilità della storia. Un intreccio di date, professioni, sentimenti, simboli e follia, ci conducono all'interno di una narrazione costruita fra illusione e realtà.

Alberto Di Cesare, Oggetti#1, particolari dell'installazione Alberto Di Cesare, Oggetti#1, particolari dell'installazione
Alberto Di Cesare, Oggetti#1, particolari dell'installazione

ALBERTO DI CESARE, Oggetti#1 mobili e oggetti di recupero, 6 fotografie cm 30x21. Dimensione ambiente
Abbandonati o dimenticati ai bordi della città, accanto ai cassonetti dell’immondizia, nelle discariche abusive, questi oggetti sono stati prelevati dalla strada e hanno subito una trasformazione. Da una dimensione di inutilità pratica ed estetica, sono stati rimessi in funzione acquisendo così un nuovo stato sociale. Questa operazione consegna al nostro sguardo una serie di oggetti non più associabili al loro passato di rifiuto. Oggetti sospesi, in posizioni inusitate, leggermente spostati, che costituiscono il paesaggio della nostra affezione nei confronti del mondo. Non è il valore delle cose, ma la loro funzione relazionale, il loro obiettivo di metterci in contatto con il tempo e lo spazio, la materia e la visione che ci appare con essa.

La mostra, a cura di Martina Angelotti, resta aperta fino al 24 ottobre 2010, con i seguenti orari: dal martedì alla domenica, ore 9.00/13.00 e 15.00/18.00.
Info: Ufficio Giovani Artisti del Comune di Ferrara, tel. 0532 418306, email artisti@comune.fe.it

 

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