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Sabato 15 Gennaio 2011, alle 18.00, presso lo Studio Vetusta e Underdogstudio in via Carteria, 60 e 32 a Modena, inaugura la mostra Dis-orienteering: il gioco dell’identità nella società del rischio a cura di Raffaele Quattrone, uno dei vincitori della III edizione del “Concorso regionale per giovani curatori e critici d’arte A cura di…”, promosso e realizzato dall’Ufficio Giovani d’Arte del Comune di Modena in collaborazione con l'Ufficio Promozione giovani artisti del Comune di Bologna. Il progetto rientra nell’Accordo di Programma triennale GECO - Giovani Evoluti e Consapevoli, che vede come partner il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Assessorato Cultura, Sport e Progetto Giovani della Regione Emilia-Romagna e gli enti locali che collaborano all’interno dell’Associazione GA/ER.
Dis-orienteering: il gioco dell’iedentità nella società del rischio è il quarto e l'ultimo dei progetti selezionati da una commissione composta da Valerio Dehò, critico d’arte, direttore di Kunst Merano Arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Luca Panaro, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti Brera di Milano. I tre precedenti progetti sono stati realizzati a Rimini, Modena e Bologna.
In un momento storico nel quale l’economia e la finanza sembrano aver perso peso come generatori di riferimenti culturali ed identitari un sociologo e cinque giovani artisti provano a riflettere su quella “fatica” tutta contemporanea di costruirsi un’identità non più intesa come ascritta o come risultato di un processo cumulativo e lineare quanto piuttosto come combinazione di frammenti composti, scomposti e ricomposti in modo ogni volta nuovo, magari contrapposti, a seconda delle esigenze del momento e del contesto.
Il termine dis-orientamento qui inteso come sport, facendo anche riferimento alla frammentazione della presentazione delle opere, non è utilizzato in un’accezione negativa (un inceppamento o un’anomalia del sistema) ma semplicemente per indicare la mancanza di punti di riferimento, cioè la nuova modalità di funzionamento del sistema: come trovare un punto fermo in un mondo in continuo movimento dove le istituzioni che prima indirizzavano la nostra vita (religione, partito, famiglia, lavoro, ecc.) sono ormai preda di evanescenti élite finanziarie anch’esse ormai in crisi?
La mostra, pur nella sua semplicità, cerca di tener conto della complessità e delle differenze sull’argomento sforzandosi di non sovraporre la “voce narrante” del curatore a quella degli artisti invitati ma di lasciare che convivano piani di analisi e di ricerca sostanzialmente diversi.
RAFFAELE QUATTRONE (1974), vive e lavora a Bologna.
Laureatosi in Sociologia ad Urbino continua i suoi studi presso l’Università degli Studi di Firenze dedicandosi con particolare attenzione agli studi del sociologo francese Pierre Bourdieu ed alle dinamiche delle relazioni tra il campo culturale (in particolare l’arte contemporanea) ed il potere nella società contemporanea. Tali studi e ricerche confluiscono nel suo primo libro Modernità e campo dell’arte. Per una sociologia critica dell’arte contemporanea italiana (edito per i tipi di Lampi di Stampa – Gruppo Messaggerie Italiane) e nella curatela della rubrica “Modernità e campo dell’arte” sulla rivista internazionale di arte e cultura Equipèco. Presidente del Dipartimento Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Sociologi è alla sua seconda esperienza curatoriale.
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Marina Fulgeri (2009), Tavolo da gioco, specchio,
legno, 60 x 60 x 70 cm. |
Gli artisti:
Marina Fulgeri (1978) vive e lavora a Bologna.
La ricerca e conoscenza di sé stessi, la formazione della propria identità ed individualità, il disorientamento della condizione umana sono le tematiche privilegiate dalla ricerca dell'artista che per la mostra in questione propone una scultura che riflette sul concetto di differenza (culturale, sociale, di genere, ecc.), di annullamento dei ruoli sociali e di superamento dei confini sociali e culturali. Tra le mostre personali: Voci al cubo (2010), Piccolo Museion – Cubo Garutti, Bolzano; Marina Fulgeri (2009), Museo Casa Ariosto, Ferrara; Light Dislocation (2006), Galleria Continua, San Gimignano (Si), Beijing, LeMoulin; Punto di Fuga (2002), CARE/OF, Milano. Tra le collettive: Contemporary Energy. Italian attitudes, Utopia Igav – Supec (2010), Shangai; Art en Europe (2008), Domaine Pommery, Riems; Work-Show in Progress (2007), Galleria Civica di Trento; Prague Biennale I (2003), Galleria Nazionale Veletrznì Palac, Praga; Oltre il Giardino (2002), Progetti di arte ambientale, Parco di Rimini.
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Armando Lulaj (2006), Time out of joint,
doppia videoproiezione, 15’39’’, colore, sonoro |
Armando Lulaj (1980) vive e lavora a Bologna.
Fondatore del Debatik Center of Centemporary Art focalizza la sua ricerca “socio-artistica” sullo studio dei meccanismi di potere nella società contemporanea. L’opera presente nella mostra indaga le conseguenze sull’identità della polarizzazione dell’esistenza umana contemporanea tra forme di conformismo ed integrazione (Globalizzazione) e forme di differenziazione e resistenza (Localismo).Tra le mostre personali: Silent Sozial Corruption (2010), Lothringer13. Städtische Kunsthalle München, Germania; Time Out of Joint (2007), Te Tuhi Center for the Arts, Nuova Zelanda; Mainstream Dissent (2006), Artra Gallery, Milano. Tra le collettive: 6th Berlin Biennale (2010), 8th Baltic Biennale of Contemporary Art (2009), Szczecin, Polonia; 52ª Biennale di Venezia (2007); Laws of Relativity (2007), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 4th Gothenburg Biennale, Svezia; Mini Tirana Biennal (2006), Apexart, New York.
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Francesca Pizzo (2010), Erasing Amyloo, videoproiezione,
13’ circa, colore, sonoro ed installazioni a parete
con ago e matita su carta, anelle d'acciaio,
legno, vetro, 34 x 28 x 5,5 cm ognuna |
Francesca Pizzo (1981) vive e lavora a Bologna.
La sua ricerca artistica si concentra negli anni sullo studio di quelle forme di coercizione esercitate silenziosamente ed attraverso modalità che non sono ritenute affatto pericolose ma che determinano risultati del tutto uguali alle modalità che utilizzano la forza. Nell’installazione Erasing Amyloo (2010) l’artista indaga l’identità femminile all’interno della visione androcentrica del mondo e della società che “naturalizza” le differenze sociali e culturali. Tra le mostre personali: Francesca Pizzo (2008), Galleria 42, Modena; Girotondobianco (2008), Galleria Studio Legale, Roma. Tra le collettive: Italian Classic (2010), KaBe Contemporary, Miami; In Bianco (2010), Sant' Apollonia, Salerno; Camping 42 (2009), Galleria 42, Modena; Una Forza del Passato (2009), Hangar 7, Salisburgo; II Biennale d’Arte dei Giovani (2008), Proposte Urbane, Accademia di Belle Arti, Bologna; Shaping Air (2007), Neon Gallery, Bologna.
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Giulio Rimondi (2010), Les Solitaires, 4 stampe fotografiche,
supporto e dimensioni variabili |
Giulio Rimondi (1984) vive e lavora tra Bologna e Beirut.
Viaggiando in tutti e cinque i continenti, tra racconti ed emozioni, speranze ed illusioni differenti Rimondi sicuramente matura quella che Shiller e Basch definiscono un’identità fluida transnazionale dove i confini culturali tra Oriente ed Occidente sfumano in un unico patrimonio identitario comune. Per la mostra in questione l’artista presenta alcune foto tratte dalla serie Les Solitaires (2010) il cui leitmotiv è la solitudine. Nel 2009 vince il Premio Iceberg nella categoria Reportage ed il Premio Special per la fotografia fine art. Le sue fotografie fanno parte della “Collezione di Fotografia Italiana Contemporanea” della Fondazione Fotografia della Cassa di Risparmio di Modena. Attualmente cura il suo primo libro “Beirut Nocturne” (Edizioni Charta) con testi del poeta arabo Christian Ghazi. Il volume, che ha ottenuto il Patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura in Libano, sarà promosso con una serie di mostre da Parigi a Milano (Galèrie Lucie Weill & Seligmann / Mc2 Gallery), da New York (Leica Gallery) a Beirut (Espace Kettaneh Kunigk), a Monaco (Galerie Tanit).
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Marco Scozzaro (2010), Neoprimitivismo/Neotribalismo,
pigment print, 100 x 66 cm |
Marco Scozzaro (1979) vive e lavora tra New York e Modena.
La sua ricerca artistica ruota attorno allo studio degli aspetti alienanti della società contemporanea (appiattimento sociale, irresponsabilità, superficialità, ecc.) cogliendoli nella loro quotidianità grazie alla tecnica fotografica. Nel ritratto bucolico presentato in questa occasione riflette sulle contraddizioni dell’uomo moderno: civilizzazione e primitivismo, evoluzione e degrado, ecc. Tra le mostre personali: Défricher/Déchiffrer (2008), Galerie Villa Des Tourelles, Nanterre, Parigi; Io mi annoio (2008), Omnis Grace_temporary gallery, Festivalfilosofia 2008, Modena; Ti cerco (2008), Area Progetto, Galleria Civica, Modena; …and you? (2007), ProjectroomXS, Arteteca, Modena. Tra le collettive: Dittici. Narrazioni fotografiche (2008), Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP); XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del mediterraneo (2009), Galleria Nazionale Mala Stanica, Skopje (MK); Del plumbeo (2009), Galleria Melepere, Verona; In/Comunicazione (2009), Scalinata Borghese, Genova.
Dis-orienteering: il gioco dell’identità nella società del rischio
15 – 29 gennaio 2011
A cura di… Raffaele Quattrone
Studio Vetusta / Underdogstudio - Via Carteria 32 e 60 - Modena
Vernissage: Sabato 15 gennaio ore 18.00
Orari: mer 18.00-20.00; ven-sab 10.00-13.00 16.00-20.00
Gli altri giorni su appuntamento: tel. 3316825625 (Matteo Serri)
Info: Giovani d’Arte tel. 059 2032604 giovanidarte@comune.modena.it