| Sabato 16 settembre, alle ore 11, inaugura,
presso il padiglione A alla Fiera di Modena, XXL – giovani artisti
in grandi dimensioni, l’esposizione d’arte contemporanea,
promossa dall’Ufficio Giovani d’Arte dell’Assessorato
alla Cultura del Comune di Modena. La mostra, collaterale alla prima edizione
di Modena Abitare, il Salone per la Casa che si svolgerà
presso la Fiera di Modena dal 16 al 24 settembre 2006, presenta le opere
di 10 autori individuati all’interno dell’Archivio di Documentazione
Giovani Artisti Modenesi.
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Immagini della mostra |
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Immagini della mostra |
I contenuti della mostra si legano strettamente al contesto in cui è
inserita: una Fiera del Mobile e dell’Arredamento contemporanei;
si è cercato infatti di selezionare opere di pittura e fotografia
di grandi dimensioni e di forte impatto visivo, anche se appartenenti
a ricerche artistiche diverse, sia per contenuto che per tecnica di realizzazione.
Opere che potessero colpire l’interesse anche di visitatori non
necessariamente esperti in arte contemporanea e, volutamente e facilmente
coniugabili agli arredamenti e ai prodotti di design più nuovi,
proposti dalle aziende espositrici dell’evento fieristico.
Le opere esposte sono di: Fausto Corsini, Simone Fazio, Chiara Forti,
Franco Hüller, Jebe, Luca Lumaca, Mario Oleari, Andrea Saltini, Mirko
Saracino e Matteo Serri, giovani artisti che vivono e operano nel
territorio modenese e che hanno già al loro attivo curriculum artistici
significativi.
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Fausto Corsini, “Trav”, Barcellona, 2006, foto a colori,
cm. 100x70
Fausto Corsini (1971, Pavullo) presenta immagini appartenenti
a “Trav”, ricerca nata nel 2005, dalle emozioni vissute con
un amico e compagno di viaggio durante un soggiorno a Barcellona.

Simone Fazio, Senza titolo, olio su tela, cm. 100x150
Simone Fazio (1980, Castelfranco E.) espone un grande lavoro su
tela appartenente alla ricerca, che conduce da tempo, sul corpo e sulla
fisicità, anche quando è alterata e lascia trasparire i
segni del tempo o quando è impermeabile ai comportamenti politicamente
corretti e alla bellezza a tutti i costi che impone la nostra società.

Chiara Forti, Diciotto I, 2006, stampa fotografica su plexiglass
Chiara Forti (1978, Modena) presenta “Diciotto”, fotografie
che indagano nella forma del ritratto, lo spessore e la presenza del volto
in se stesso, portato, attraverso un avvicinamento esasperato, ad una
sua massima esplorazione, in una fotografia dove la luce si presenta come
elemento primario.

Franco Hüller, Senza titolo, acrilico su tela, cm. 100x100
Franco Hüller (1975, Sassuolo) espone opere su tela, realizzate
nel 2006, in cui il processo di accumulo che caratterizza il suo lavoro,
accumulo rituale di tempo, di idee e di pittura, è più che
evidente, celebrato. Due tele, due progetti di analisi sulla genesi delle
idee, l’invenzione, la smentita, la cancellazione e la riscoperta.

Jebe, “War game - Hummer ”, 2006, acrilico su tela,cm.150x200
Jebe – Adriana Jebeleanu (1975, Modena) con grandi opere
su tela appartenenti al ciclo “War Game”, l’artista
romena ritorna con la memoria alla rivoluzione del 1989, ai rumori dei
carri armati nella città e, nelle sue opere, i veicoli, le macchine
diventano simboli del potere, forze imposte con la violenza e portatrici
di eventi drammatici.

Luca Lumaca, It’s no good to stay under the sky of Guantanamo
Bay #37, 2006,
stampa lambda su alluminio
Luca Lumaca (1978, Casinalbo) nel suo lavoro ritorna con la mente
al tempo dell'infanzia, quando coi mattoncini colorati, poteva edificare
infiniti mondi in miniatura; oggi l'artista compie la medesima operazione
significandola con gli occhi di un adulto consapevole e dotato di spirito
critico che osserva la realtà e ne trae dolorose conclusioni. Il
gioco perde l’innocenza per divenire personificazione inquietante
e mezzo di interpretazione personale del nostro tragicomico divenire storico.

Mario Oleari, “Particolare JX”, 2006, acrilico su legno,
cm. 180x150
Mario Oleari (1981, Modena) ha fatto del suo cane Jaix un leitmotiv,
una mascotte, un’ispirazione ossessiva che si trasforma in sintetica
icona domestica, moltiplicata in una successione allargata e virologica.
A volte, attraverso il supporto dello sticker diviene anonima reclame
presente in qualsiasi luogo; in questa occasione vengono invece presentate
elaborazioni pittoriche, realizzate su legno.

Andrea Saltini, “Open Water”, 2006, argilla, pigmenti
e cera su tavola, cm. 90x190
Andrea Saltini (1974, Carpi), presenta una grande opera su tela
della serie “Ucci Ucci” e afferma, riguardo il suo lavoro
che “alcuni pittori aggiungono e altri tolgono. Lui appartiene alla
categoria di quelli che tolgono, non aggiunge il colore, ma toglie e lava
il colore, non costruisce, svela”.

Mirko Saracino, “Geografia di un paesaggio 1”, 2005, matite
su carta montata su PVC, cm. 70x100
Mirko Saracino (1976, Modena) con questi lavori, dal titolo “Geografia
di un paesaggio”, esposti anche alla recente edizione della Biennale
dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo di Napoli, cerca
di rappresentare l’idea di un paesaggio come luogo ideale, evocatore
di prospettive sull’infinito; sono disegni in cui le luci conferiscono
alla rappresentazione un carattere astratto e creano delle “architetture
naturali”.

Matteo Serri, Senza titolo #1, 2006, lastra di vetro stampata con
plotter su pannello in forex, cm. 110x140
Matteo Serri (1975, Savignano s.P.) definisce le sue immagini
come venute dal vuoto, collegate però alla realtà della
sua esperienza \ esistenza. Lo sguardo non può essere ristretto
al campo visivo, ma è calato in una storia e in una natura, così
come è confuso con il soggetto e il suo desiderio; per esistere
necessita di un passato, di una condizione originaria che è appunto
la natura e la cultura in cui la percezione si trova immersa e di cui
è solo una parte.
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