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Sabato 15 dicembre 2001, alle ore 17,30,
inaugura a Ferrara La Porta degli Angeli, nuovo spazio espositivo dedicato
alla produzione artistica giovanile nell'ambito delle Arti Visive, con
particolare attenzione al linguaggio fotografico.
Lo spazio, in Rampari Belfiore n° 1, presenta i lavori di tre giovani
artisti, due di Ferrara e uno di Modena: Stefano Balestra, Riccardo
Catozzi e Cristina Mirandola. La modenese CRISTINA MIRANDOLA realizza installazioni nelle quali
incorpora oggetti e linguaggi di vario tipo: cuscini, lenzuola, fotografie,
cannocchiali, ecc. Nelle sue opere assume un'importanza centrale il tema
della memoria come presenza costante nella vita quotidiana delle persone.
Ha preso parte quest'anno alla decima edizione della Biennale dei Giovani
Artisti dell'Europa e del Mediterraneo.
L'installazione che ha realizzato appositamente per questo spazio si intitola:
La fuga, un altrove e un tempo.
Si compone di 2 cannocchiali e 4 binocoli, 80 immagini fotografiche (diametro
6
cm.), numeri e partole scritte sui vetri.
Così Cristina descrive l'opera:
"E' un lavoro nato per questo spazio, questa stanza quadrata, la parte
più alta della
Porta degli Angeli. Entrata in questa stanza sono stata sbalzata fuori,
seguendo i
percorsi e gli spazi, è stato immediato guardare, cercare qualcosa.
Cannocchiali e binocoli accentuano la visuale di questo luogo, diminuendo
le
distanze, avvicinando ciò che è lontano e cancellando
ciò che è vicino: guardare
attraverso una lente significa dilatare lo spazio.
Lo sguardo non è scelto o imposto, con questo lavoro offro strumenti
per
Guardare; è chi posa lo sguardo che sceglie il percorso, verso
ciò che gli interessa,
seguendo gambe veloci o solo i propri ricordi; prendendo parte attiva
nel lavoro,
deve scegliere cosa guardare, osservando e avvicinandosi a chi sta
guardando,
pensando forse di avere percorso la stessa strada pochi minuti prima.
Posare lo
sguardo sugli altri, sui gesti quotidiani, su quelli che sono anche
i nostri gesti.
Lo sguardo mette a fuoco e si sposta.
Le foto allineate sui vetri sono memorie, la foto scattata è
un tempo passato,
anche se solo di pochi minuti, lo sguardo che le scorre attraversa
luoghi e tempi.
Guardare le foto o l'immagine ritagliata dalla lente di un binocolo
è un mettere a
fuoco, vedere in modi diversi, sforzare la vista per avvicinarsi a
qualcosa, che forse
ci appartiene.
8 passi, 7 sere, 3 carezze, 2 parole, 1 solo, 3 perché, 4 notti,
5 corse, 10 ore,
1 brivido, 2 percorsi....."
La mostra resterà aperta fino al 17 febbraio
2002
con i seguenti orari:
da martedì a domenica: 9 - 12 15 - 18
chiuso il lunedì, Natale, S. Stefano, Capodanno, Epifania.
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