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Prologo - Caccia alle streghe Alla fine della
seconda guerra mondiale, i supereroi non godevano più del favore
del pubblico, mentre fiorivano centinaia di testate dedicate alla fantascienza
e all’horror. Proprio nel 1954 apparve, negli Stati Uniti, il famoso saggio
The seduction of the innocent, dello psicologo Dr. Frederic Wertham,
che aprì le porte ad una vera e propria campagna moralizzatrice,
mirata a preservare le giovani menti dalle cattive influenze. Inutile dire
che furono proprio i fumetti ad essere indicati quale causa prima della
‘corruzione’ degli adolescenti.
Ma soprattutto, al centro del mirino, dei comitati di insegnanti e genitori, finirono proprio le pubblicazioni horror e di fantascienza, nella fattispecie quelle dell’editrice E.C. Comics. E nel giro di breve tempo si assistette ad un vero proprio linciaggio morale, che portò ad una drastica diminuzione degli albi allora pubblicati. Per far fronte a tutto ciò, gli stessi editori decisero di adottare una forma di autocensura, istituendo un codice che normalizzava quelli che dovevano essere i contenuti adatti ad un pubblico giovane. Da quel momento in poi, gli albi che sfoggiavano il marchio della Comics Code Autority in copertina, potevano essere tranquillamente letti da bambini e adolescenti, con buona pace di parenti e pedagoghi.
Nell'immagine qui a sinistra si vede, in alto a destra, sulla copertina del n.1, il rettangolino bianco del famoso marchio. Arriviamo, così, all’autunno del 1971, quando il terzetto creativo composto dallo scrittore Len Wein, dal disegnatore Berni Wrightson, e da Joe Orlando, allora curatore di House of Secrets ed ex collaboratore, guarda caso, della E.C Comics, realizza una storia di 8 tavole, dal titolo "Swamp Thing", che appare nel n.92, di House of Secrets. Questa storia, che si rifà ai fumetti horror degli anni ’50, riscuote un successo strepitoso, ed è di ispirazione alla nuova testata, intitolata, appunto, Swamp Thing, che viene pubblicata nel novembre del 1972.
Nel n.29 del 1984, Steve Bissette disegna una doppia tavola che mostra Abigail, l’eroina della serie, circondata da zombie, con crani forati e mosche che si infilavano ovunque. La storia non passa inosservata ai membri del Comics Code Authority, anche perchè racconta di in un caso di possessione, che da' adito ad essere interpretato come un caso di incesto. Ma ormai era tardi per attuare dei cambiamenti. Alla D.C. decisero, allora, di pubblicare il numero in questione senza far sfoggio del famoso marchio in copertina, e anzi vi posero la scritta ‘for mature readers' (per lettori adulti). Fu questa la prima testata ‘per adulti’ della D.C. Di lì a poco, grazie al favore del pubblico, nasceranno nuove testate dedicate a tematiche 'adulte', tra le quali vale la pena di ricordare Sandman, Hellblazer e Animal Man. Fin quando, nel 1993, la D.C. varando la famosa linea Vertigo aprirà la strada al fumetto di qualità. Curiosamente Swamp Thing, apparve in Italia per la prima volta solamente
nel 1990, sulla rivista antologica Horror dell’editrice Comic Art,
e proprio in quegli anni, in seguito al grande successo editoriale di Dylan
Dog, uscirono un gran numero di testate horror e splatter, tra cui
le riviste antologiche Splatter e Mostri, dell’editrice ACME.
E fu proprio a causa di queste due riviste, che in Italia nacque una feroce
campagna denigratoria contro il fumetto. Vi fu, addirittura, una interrogazione
parlamentare avvallata da tutti i partiti dell’arco costituzionale.
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