60 ANNI DI SUPEREROI Di Massimiliano Brighel
GLI
INIZI Sul
finire degli anni 30, Martin Goodman era l’editore di diverse “pulp
magazines” (riviste antologiche a basso prezzo con racconti
illustrati) di scarso successo quali Complete
Western Book e Star Detectives
e, come tanti colleghi, era disperatamente alla ricerca di nuovi trend
nell’editoria. Narra la leggenda che, nell’estate del 1939, fu
avvicinato da Frank Torpey, manager di vari fumettari riuniti sotto il
marchio Funnies Incorporated, il quale gli propose di pubblicare una
rivista a fumetti eroici intitolata MARVEL
mystery COMICS,
che emulasse il basso costo ed il crescente successo sin dall’uscita,
di Action Comics 1 del giugno
1938, con la prima storia di Superman. Così,
Goodman ordinò un gruppo di storie con nuovi e originali eroi alla
Funnies Inc. e questa fornì l’incarico agli autori che riteneva più
adatti: così Carl Burgos creò la Torcia
Umana,
Paul Gustavson ideò l’originale Angelo
(un debole emulo di Simon Templar il Santo), e Bill Everett usò la sua
creazione Sub-Mariner,
inizialmente sviluppata e apparsa su Motion Picture Funnies’ Weekly, rivista promozionale regalata nei
cinema. Questi tre personaggi insieme con Ka-Zar
il grande (un eroe studiato per le pulp magazines di Goodman poi
rinnovato dalla Marvel), Jungle
Terror, Masked Raider
(un Lone Ranger con poca immaginazione) composero il cast di MARVEL
MYSTERY COMICS 1 datato ottobre 1939: una pietra miliare nella storia
dei fumetti di supereroi. IL
PERIODO ANTEGUERRA Abbastanza
contento dei risultati di vendita di MARVEL MYSTERY COMICS 1 da ordinare
altre storie, Goodman decise di comporre uno staff fisso per la sua
nuova linea di fumetti iniziando con l’assumere
l’editor/scrittore/disegnatore Joe Simon, uno dei collaboratori della
Funnies Inc.. Per capitalizzare il successo, l’editore pensò di
trasformare l’albo di prova in una collana regolare, aggiungendo la
parola “mystery” nel titolo e cercando di coprire quanti più generi
avventurosi possibili con personaggi come American
Ace, Ferret,
ed Electro
la Meraviglia dell’epoca. Nel gennaio 1940, ideò poi una seconda
rivista fallita dopo sole 8 uscite, DARING
MYSTERY COMICS,
che ebbe la particolarità di presentare nuovi personaggi di Joe Simon
praticamente in ogni numero: eroi dimenticati come John
Steele, Trojak
l’uomo tigre e Marvex
il
super-robot. Non dandosi per vinto, Goodman lanciò MYSTIC
COMICS,
che soffrì dello stesso problema di DARING pur presentando storie di
qualità superiore, e l’infame RED RAVEN COMICS, che chiuse
dopo… un solo numero! In particolare, su MYSTIC 1 debuttò il
supergruppo chiamato 3Xs ispirato all’allora popolare trasmissione
radiofonica I love a mystery ma, a causa della pessima qualità di storie e
disegni, non arrivò molto in là. Per
ristabilirsi da questa sequenza di insuccessi, l’editore pensò bene
di far incontrare i due suoi eroi più famosi (la Torcia Umana e
Sub-Mariner) in un’unica storia firmata da entrambi i loro creatori:
il primo vero crossover della storia dei fumetti Marvel! Questa idea così
innovativa fece aumentare le già buone vendite di MARVEL MYSTERY COMICS,
spingendo Goodman a liberarsi della Funnies Inc. (di cui acquistò tutti
i personaggi) e a contare soltanto sul pool di autori nel frattempo
contattati da Simon per lo staff di freelance della Timely. Nell’autunno
del 1940, Goodman fu pronto a espandere la sua linea di fumetti con
varie testate tra cui HUMAN
TORCH,
un altra rivista antologica con il suo personaggio di punta che ( non
posso crederci io stesso!) partì dal n. 2 seguendo la numerazione di
RED RAVEN e introducendo il giovane partner della Torcia: Toro. Puntando
sulla sempre più proficua collaborazione tra Simon e l’amico Jacob
Kurtzberg (in arte Jack Kirby!), Goodman chiese loro di inventare nuovi
eroi, e i due se ne vennero fuori con un personaggio che cambiò
letteralmente la storia dei fumetti: Capitan America. La guerra era
nell’aria ed era impossibile evitarne l’argomento, così Simon &
Kirby pensarono bene di inventare un eroe patriottico che combattesse i
temuti nazisti come già avevano fatto la Torcia e Sub-Mariner (il quale
da lì a poco acquisì una testata personale), nonché la loro
precedente creazione, Marvel
Boy.
E CAPTAIN AMERICA COMICS 1 datato marzo 1941 fu un immediato
best-seller arrivando a vendere addirittura un milione di copie a
settimana: un successo goduto anche da Simon & Kirby che, grazie a
una sottospecie di asta portata avanti per circa un anno, riuscirono a
spillare a Goodman una percentuale sulle vendite. Naturalmente, Cap non
fu il primo eroe patriottico, ma eclissò in breve tempo tutti gli altri
agli occhi del pubblico americano grazie alla potenza narrativa di Simon
& Kirby. Nel frattempo, lo staff fisso della Timely continuava a
crescere e, dopo l’inchiostratore Syd Shores, ne entrò a far parte il
cugino di Goodman: Stanley
Lieber,
un signore che sarebbe diventato un giorno popolare con lo pseudonimo
di… Stan Lee! La sua prima storia fu contenuta in CAPTAIN AMERICA
COMICS 3, un albo memorabile che, in copertina, sfoggiava il primo Cap
del grande Alex Schomburg e, all’interno, il ritorno di un personaggio
poi diventato un’icona di pura malvagità a fumetti: il Teschio
Rosso. L’estate
del 1941 fu molto intensa per lo staff Timely, poiché i profitti
accumulati da Goodman lo spinsero a chiedere a Simon & Kirby una
nuova serie: ALL-WINNERS
COMICS,
un albo con protagonisti tutti i personaggi più famosi della Timely,
almeno inizialmente non ispirato all’analogo della National (All-Star
Comics con la Justice Society of America). Fu poi la volta
dell’innovativo YOUNG
ALLIES 1,
un fumetto unicamente dedicato ai ragazzini con protagonisti Toro, Bucky
(il giovane partner di Cap) e un gruppo di adolescenti di New York City,
vale a dire Knuckler, Whitewash (un nero piuttosto stereotipato come
Ebony, il socio di Spirit), Tubby e Jeff. Questa fu l’ultima
importante creazione compiuta per la Timely da Simon & Kirby, che
decisero di non essere abbastanza pagati da Goodman in rapporto alla
quantità e alla qualità del loro lavoro, passando completamente alla
National quando furono trovati da Stan Lee con le mani… nella pagina
disegnata. Con la loro partenza, Lee diventò caporedattore e la Timely
si perse alcuni loro personaggi memorabili come Sandman,
Guardian e la Newsboy Legion
che sarebbero andati ad arricchire la National. Poi i Giapponesi
bombardarono Pearl Harbour e tutto cambiò improvvisamente… GLI
ANNI DI GUERRA Uno
dei più ovvi cambiamenti nei fumetti Timely fu quello dell’identità
del nemico: gli eroi avevano, infatti, combattuto per più di un anno i
Tedeschi, ma non si erano mai scatenati contro i Giapponesi…
Inizialmente poco conscio delle azioni giapponesi nel sudest asiatico,
dopo Pearl Harbour, il pubblico americano realizzò il “pericolo
giallo” e questo fu subito riflesso in CAPTAIN AMERICA COMICS 13
(datato aprile 1942), in cui si può tranquillamente affermare che
apparve il primo giapponese stereotipato della storia dei fumetti. La
chiamata alle armi, purtroppo, arrivò anche per alcuni membri dello
staff Timely come Stan Lee, Bill Everett e Carl Burgos, ma questo non
rallentò in alcun modo la casa editrice che, anzi, espanse staff e
produzione. Consapevole del successo che la Dell stava avendo con i
personaggi disneyani, Goodman lanciò COMEDY COMICS e JOKER
COMICS, dove debuttarono praticamente i grandissimi Basil Wolverton
(con il suo personaggio Powerhouse Pepper), e Harvey Kurtzman. Su COMEDY
COMICS, una rivista iniziata con storie di supereroi come The Fin di
Bill Everett e Citizen V di Ben Thompson, fece la sua prima apparizione
un personaggio diventato poi importante per la Timely quanto Capitan
America: Super Rabbit! Completamente dimenticato al giorno
d’oggi, questo super-coniglio non fu il primo della storia dei fumetti
ma, oltre che nella sua testata, apparve in tutti gli albi di “funny
animals” della Timely, e fu sempre realizzato con abilità e amore.
Proprio in questo periodo, Lee fu sostituito proprio da un esperto di
questo genere, Vincent Fago, che aveva lavorato su Braccio di ferro e
Betty Boop per gli studi Max Fleischer. Oltre a Wolverton e Kurtzman, i
grossi nomi della Timely dell’epoca erano Otto Binder, Syd Shores e
Alex Schomburg che lavoravano prevalentemente su albi di “funny
animals”, ormai diventati più popolari di quelli di supereroi. Alla
fine del 1942, la Timely iniziò a pubblicare MISS FURY, una
serie su di una supereroina realizzata da una delle poche donne che
lavoravano all’epoca nel campo dei fumetti, ovverosia Tarpe Mills che
aveva creato il personaggio per le strisce quotidiane. Altri personaggi
femminili, la Bionda Fantasma (riapparsa qualche anno fa su SHE-HULK) e Miss
America,
apparvero nell’estate 1943 su ALL-SELECT che, addirittura, con il n.
12 cambiò il proprio nome in BLONDE PHANTOM. Miss America fu,
tuttavia, la prima vera eroina della casa editrice e, pur essendo
fondamentalmente una versione più potente di Capitan America, fu
accolta positivamente dal pubblico guadagnandosi presto una sua collana.
Per qualche misteriosa ragione, MISS
AMERICA si
trasformò in una collana di storie rosa per ragazzine diventando anche
più popolare di prima grazie a personaggi come Millie la modella,
Nellie l’infermiera e Patsy Walker. Nonostante
la scarsità di carta e talenti causata dalla guerra, l’industria dei
fumetti continuava ad andare forte e addirittura Capitan America divenne
protagonista di un film di successo della Republic Pictures: questo
poiché il governo spediva comics al fronte tra i generi di prima
necessità e i bambini erano diventati appassionati di “funny animals”.
L’eminente magazine Newsweek
stabilì, infatti, in un articolo del 1943 che gli editori di fumetti
vendevano qualcosa come 25 milioni di copie mensili per un totale di 30
milioni di dollari di incasso. Ma il successo non poteva durare. DECLINO
E CADUTA Sebbene
la fine della guerra giocò una grossa parte nella fine della Timely,
non fu certo la sola causa. La diminuzione d’interesse per i supereroi
in generale era iniziata poco prima della guerra e, anche se la nostra
casa editrice aveva già iniziato ad allontanarsi dal genere, questo
influì negativamente sul suo andamento. Tra l’altro, i cattivi non
potevano più essere Tedeschi e Giapponesi e, anche se le generazioni
successive avrebbero preferito quelli in costume, il logico sostituto
post-bellico non fu trovato immediatamente. Perso
il supporto del governo che non spediva più i fumetti ai soldati, le
case editrici non ritrovarono il loro pubblico usuale nei veterani, che
preferirono spendere i loro soldi in altre cose; inoltre, le donne e i
ragazzini, divenuti più ricchi grazie ai lavori compiuti durante la
guerra, ritornarono alle loro abitudini e al loro status sociale. Il
cambiamento dei gusti del pubblico, adesso più propenso ad avventure
realistiche come si evince d’altronde dal cinema e dalla letteratura
del periodo, portò quindi a una crisi soprattutto del genere
supereroico che, istituzionalmente, è incapace di realismo puro. Ovviamente,
la casa editrice di Goodman non cessò le pubblicazioni come Timely vera
e propria a causa della crisi dei supereroi tuttavia, come detto in
apertura, iniziò a occuparsi di altri generi entrando nella cosiddetta
era Atlas. Di
cui prometto di parlarvi (prima o poi). Tutti i personaggi citati ed i disegni qui riprodotti sono (C) Marvel Comics |
Cover di marvel Comics N°6 con The Angel, eroe patriottico precursore di Captain America.
La serie della torcia umana originale del 1940. |
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Cap. America N. 27
Miss America, un fumetto indimenticabile.... |
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Nel 1949 Marvel Mystery Comics cambiò nome in Marvel Tales.
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