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Manutenzione degli impianti termici
Controllo sulla manutenzione obbligatoria degli impianti di riscaldamento ai sensi del D.P.R. 412/93: alcuni dati sulle implicazioni economiche ed occupazionali della operazione
Premessa
L'entrata in vigore dal 28.10.1993 del D.P.R. 412/93 ha reso operativo, tra l'altro, l'obbligo alla manutenzione annuale degli impianti termici da parte dei cittadini; parallelamente, ma con cadenza biennale, i Comuni (ovvero le Provincie, ove competenti) hanno l'obbligo di effettuare sui medesimi impianti i controlli necessari ad accertarne l'effettivo stato di manutenzione ed esercizio.
Tale controllo è stato realizzato dal Comune in una prima fase transitoria attivata dal Giugno 1996 al Giugno 1997 attraverso la acquisizione di una autodichiarazione sostitutiva dell'effettivo controllo integrato da un adeguato numero di controlli a campione.
L'Applicazione del D.P.R. 412/93 nel Comune di Modena ha fatto si che l'Ente locale abbia agito come riferimento al sistema Legislatore-Utente-Mercato dei Servizi superando la mera applicazione della normativa attraverso lo sviluppo di una nuova logica di gestione degli impianti.
L'iniziativa, preceduta nel biennio 1994-1996 da una fase propedeutica, é riassumibile nei seguenti indicatori:
- gli impianti interessati sono risultati 51.743 così suddivisi per classe di potenza: 42.508 sotto i 35 kW, 8.349 tra i 35 ed i 350 kW, 886 superiori a 350 kW;
- alla fine della campagna avevano regolarmente dichiarato la avvenuta manutenzione 32.294 utenti (pari a circa il 64%) con la seguente distribuzione per classi di potenza: 27.335 sotto i 35 kW, 2.645 tra i 35 ed i 350 kW, 914 superiori a 350 kW.
- il rendimento medio del parco caldaie autodichiarato ha registrato un aumento dall'82.1% al 89.6% (+ 7.5 %);
- è stato rilevata una riduzione del 5% (pari a circa 775 TEP) dei consumi urbani di gas metano per riscaldamento nella stagione termica 1996/97 rispetto al 1995/96 con conseguente riduzione del 5% circa delle emissioni di CO2 associate;
- il valore medio delle emissioni di CO del parco caldaie esaminato ha mostrato una riduzione del 72%;
- è stato rilevata una drastica diminuzione dal 2.5% allo 0.04% dei generatori di calore con produzione di CO oltre il limite di sicurezza delle 1.000 ppm.
Non è quindi discutibile la assoluta rilevanza dell'azione in oggetto in termini di influenza sul sistema dell'impiantistica urbana in termini di riduzione dei consumi come di aumento della sicurezza degli impianti e diminuzione dell'inquinamento, è importante piuttosto evidenziare che tale iniziativa ha richiesto ad un Ente Locale di esercitare un ruolo attivo come fornitore di un servizio in un campo atipico rispetto ai tradizionali compiti istituzionali, sviluppando procedure nuove e caratterizzate da un elevato valore intersettoriale (comunicazione, controllo tecnico ed amministrativo, rapporti con le forze sociali ed imprenditoriali, formazione professionale).
Il valore di tale iniziativa è stato riconosciuto con l'attribuzione del primo premio nel settore Energy Management del premio ENEA Energia ed Ambiente 1998 per le seguenti motivazioni:
- strumento di sintesi tra gli obiettivi della Pubblica Amministrazione e le potenzialità del mercato e dei cittadini nel campo della conservazione dell'energia nel territorio Comunale;
- riferimento intersettoriale per progetti energetici complessi che coinvolgono l'Ente;
- strumento in grado di proporre e raggiungere risultati concreti nel campo della riduzione del consumo energetico e del miglioramento della sicurezza e dell'ambiente nel territorio.
Il valore dell'iniziativa, quindi non è solo ed esclusivamente tecnico.
La formazione e l'aggiornamento professionale
A partire dal Novembre 1994 il Comune di Modena ha promosso e finanziato in collaborazione con la Provincia di Modena una serie di corsi di differenti durate (da 350 a 120 ore) di aggiornamento e formazione professionale per gli operatori del comparto dell'artigianato di servizio termotecnico.
A tali corsi, hanno partecipato circa 75 operatori che hanno conseguito la qualifica di addetto alla sicurezza e verificatore di impianto, 9 hanno partecipato e superato l'esame di qualificazione nazionale E.N.E.A. ed oltre il 70% dei giovani formati risulta assunto presso ditte del settore.
Al fine di tener conto anche delle esigenze delle ditte sul mercato, a partire dal 1996 tali corsi sono stati istituzionalizzati ed integrati all'interno un programma di formazione permanente (approvato con delibera G.C. n°196/98) tenuto dai centri di formazione professionale della C.N.A. e dalla Confartigianato che, seppure studiato per garantire l'aggiornamento professionale delle ditte convenzionate (vedi), risulta aperto ed apprezzato da tutte le ditte del comparto termotecnico tant'è che, a tutt'oggi, esso ha visto una partecipazione costante intorno ai 75 operatori/anno.
La convenzione con i manutentori e la risposta del mercato alla Autodichiarazione
Sempre a partire dal Novembre 1994 il Comune di Modena aveva reso disponibile agli utenti di impianti sotto i 35 KW un contratto biennale di manutenzione per un prezzo massimo di 360.000 lire. Il contratto, sottoscritto dall'Ente Locale, dalle associazioni di categoria e dalle associazioni dei consumatori, è stato rinegoziato nel 1998 su base provinciale contenendo il costo di tali operazioni in 300.000 lire e vi hanno aderito oltre 100 ditte di Modena e Provincia.
Dai dati raccolti presso le ditte allora convenzionate con il solo Comune di Modena, si rilevava che dal Gennaio 1996 alla fine di Luglio 1996 risultavano stipulati circa 2.500 contratti.
Nel mese di Luglio 1996 veniva così effettuata una inchiesta telefonica mirata a determinare:
1. il numero dei nuovi contratti convenzionati stipulati dal Gennaio 1996
2. il numero degli utenti seguiti in abbonamento
3. il numero delle nuove assunzioni dal Gennaio 1996
4. i tempi di attesa richiesta per il servizio di manutenzione e/o controllo.
Delle ditte firmatarie l'accordo, 17 avevano risposto con i seguenti dati:
1. i nuovi contratti risultavano oltre 2.300 con un marcato aumento successivo alla data di apertura della campagna di autodichiarazione
2. gli abbonati erano circa 7.200 pari al 20% del totale degli impianti
3. i nuovi assunti erano 13, particolarmente con qualifiche di manutentore/verificatore
4. i tempi di attesa oscillavano da 2 a 90 giorni, con una media di 30-40 giorni.
La limitata capacità di risposta del sistema imprenditoriale territoriale si era concretizzata alla fine di Luglio 1996 con circa 1.500 utenti (pari al 15% dei cittadini che si erano presentati agli uffici Comunali) i quali avevano dichiarato essere in lista d'attesa per la effettuazione dei controlli e/o della manutenzione.
La carenza sopra indicata risultava da imputarsi:
1. alla scarsa fiducia degli operatori sulla capacità del comune di applicare una norma complessa ed impopolare, con la conseguenza, salvo pochissimi casi, di porre la ditta in una posizione "attendista";
2. al ruolo fondamentale riservato alla figura del manutentore-verificatore di impianto termico con l'ampliamento delle sue competenze agli impianti unifamiliari. Si evidenzia che tale figura professionale risultava praticamente sconosciuta pur se prevista dalle norme tecniche in vigore per gli impianti centralizzati (per Modena circa un impianto su tre) sin dal 1981;
3. alla qualità professionalità degli operatori, mediamente scarsa e, spesso, associata alla piccola dimensione delle ditte, così che le stesse:
- o non riuscivano a dotarsi di addetti con la nuova professionalità richiesta;
- o non riuscivano a riconvertire gli addetti alle maggiori richieste qualitative caratteristiche della applicazione delle nuove norme;
Una maggiore analisi permetteva di rilevare che circa il 50% degli utenti si era rivolto alle ditte convenzionate con il Comune. Al fine di meglio valutare il significato di tale percentuale era necessario considerare che una buona parte delle ditte convenzionati garantiva bassi tempi di attesa così che la quota di mercato effettivamente soddisfatta dai convenzionate risultava effettivamente ben maggiore della percentuale rilevata.
Le conseguenze economiche durante la fase di transizione
Nell'ipotesi che l'onere della manutenzione biennale per gli utenti sia stato di 150.000 a impianto (come dalla allora vigente convenzione), il costo delle manutenzioni effettuate (oltre 32.000) é risultato di circa 4.800.000.000. Tale volume di affari appare potenzialmente in grado di supportare almeno 50 nuovi posti di lavoro e, anche se nel periodo in esame e limitatamente alle sole ditte convenzionate nel Comune di Modena risultavano assunti solo 13 addetti, successivi contatti informali confermano come la effettiva dinamica del mercato abbia portato ad un numero di assunzioni congruente con i margini economici sopra evidenziati.
A tale proposito vale la pena di sottolineare che, una ricerca effettuata attraversi il Settore Interventi Economici del Comune di Modena sulla dinamica delle ditte del comparto termoidraulici nel periodo 1995-1997 riporta un costante aumento delle ditte del settore da 160 (31.12.95) a 168 (31.12.96), a 177 (31.12.97).
Uno studio effettuato da Nomisma sulle ricadute del D.P.R. 412/93, una volta che fosse stato integralmente applicato, prevedeva un incremento occupazionale strutturale nel comparto dei manutentori e/o verificatori di impianti termici di circa 1.000 addetti limitatamente alla Regione Emilia-Romagna cui corrispondeva un valore di circa 150 addetti nel solo Comune di Modena.
A tale importo si aggiungono i dati recentemente elaborati sulla sostituzione dei generatori più obsoleti, già individuata in una quota di poco inferiore al 15% del totale, permettono di valutare in non meno di 2.152 (pari a poco meno dell'8%) la frazione degli impianti autodichiarati di nuova installazione.
Tale dato corrisponde grossolanamente ad una ulteriore quota di fatturato di circa 8.000.000.000 realizzato nel solo periodo Giugno 1996-giugno 1997.
Non risultano invece disponibili dati precisi sulle spese "una tantum" sostenute per la messa a norma degli impianti (tubazioni, canne fumarie, aperture di aerazione/ventilazione: preziose indicazioni possono tuttavia derivare dalla evoluzione della quota di impianti per i quali venivano rilavate condizioni di aerazione/ventilazione insufficienti.
In tal caso possono essere calcolati circa 7.475 interventi di apertura dei fori di aerazione di legge con un costo nell'intorno delle 100.000, con un fatturato di circa 750.000.000.
Per contro, i risparmi per l'utente, valutati in termini di riduzione dei consumi di gas metano per la climatizzazione civile, erano stati determinati in 8.600.000.000.
Quanto sopra analizzato poteva essere così riassunto:
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| Azione |
Flusso economico presunto
anno 1996/1997 |
| controllo e manutenzione |
4.800.000.000 |
| sostituzione dei generatori più obsoleti (una tantum) |
8.000.000.000 |
| messa a norma degli impianti (una tantum limitatamente alla apertura dei fori di aerazione) |
750.000.000 |
| risparmi per minor consumo di gas metano |
- 8.600.000.000 |
| Totale |
4.950.000.000 |
Le conseguenze economiche oggigiorno
Tenuto conto che i dati di consumo del gas metano nelle stagioni termiche successive risultano stabilizzati a tale nuova soglia di efficienza, si può considerare come invariante il risparmio così individuato a fronte, invece, di una riduzione della spesa di manutenzione annuale che, a seguito della rinegoziazione della convenzione con gli artigiani manutentori su base provinciale la quale ha portato il costo della manutenzione annuale da 180.000 ad un valore medio di 123.000 che, ove fosse interessata la totalità del parco impianti, determinerebbe una spesa di 6.364.000.000.
Mantenendo costante, fatti salvi gli aumenti del prezzo della materia prima, il valore del risparmio di combustibile (ipotesi largamente conservativa, in quanto tale risultato risultava raggiunto con una azione esplicata sul solo 65% degli impianti) e considerando a questo punto attestata al normale livello fisiologico sia la sostituzione dei generatori obsoleti che la messa a norma degli impianti, può così essere determinato il seguente bilancio annuale dell'iniziativa:
| Azione |
Importi |
| controllo e manutenzione |
- 6.365.000.000 |
| risparmi per minor consumo di gas metano |
9.030.000.000 |
| Totale minori spese per la collettività |
2.665.000.000 |
Il Responsabile per la Conservazione
e l'Uso Razionale dell'Energia
del Comune di Modena
Ing. Sandro Picchiolutto
I risultati occupazionali
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Servizio Energia ed Impianti:
Via Santi 40, Modena
Orario: martedì 8.30-12.30 - giovedì 8.30-13.00 e 14.00-18.30
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