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Congedi parentali


Che cos'è

Terminato il periodo di astensione obbligatoria per maternità, i genitori possono chiedere ulteriori periodi di assenza (astensione facoltativa o congedo parentale) fino a che il bambino non supera gli otto anni di vita.

Rivolto a
- entrambi i genitori, se lavoratori dipendenti, per un periodo complessivo (continuativo o frazionato) di 10 mesi, elevabili a 11 se il padre utilizza 3 mesi consecutivi
- lavoratrice autonoma, per un periodo massimo di tre mesi, da fruire entro il primo anno di vita del figlio, purchè non svolga nessuna attività lavorativa. Il papà  lavoratore autonomo non ha diritto al congedo

Cosa occorre
Presentare domanda al datore di lavoro e all'INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.  La domanda deve essere presentata all’Inps in modo telematico mediante una delle seguenti modalità:
- Collegandosi al Sito Inps con PIN dispositivo - www.inps.it
- Contact Center  803.164
- Patronati

Per ulteriori informazioni
Inps - viale Reiter, 72 - Modena
Tel. 059/307011 centralino - direzione.provinciale.modena@postacert.inps.gov.it

 

Sono previsti anche congedi per riposi giornalieri e per malattia del figlio

  • Riposi giornalieri - Allatamento
    Sono permessi retribuiti per astensione dall’attività lavorativa concessi alle madri e ai padri, anche adottivi ed affidatari, fino all’anno di vita del bambino e nel caso di adozioni o affidamento, entro un anno dalla data di ingresso del minore in famiglia.
    Spetta una indennità pari all'ammontare dell'intera retribuzione.
    Sono rivolti a lavoratrici/lavoratori dipendenti (non hanno diritto le colf/badanti e le lavoratrici a domicilio, lavoratrici autonome e parasubordinate) a condizione che per tutto il periodo richiesto abbiano un valido rapporto di lavoro in corso e che il minore sia vivente.
    Il lavoratore padre non può richiedere l'allattamento se:
    - la madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa;
    - la madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione (esempio aspettativa o permessi non retribuiti, pause lavorative per part-time verticale).
    La domanda, per lavoratrici/lavoratori dipendenti, deve essere consegnata prima dell'inizio del periodo di riposo per allattamento richiesto:
    - Lavoratrici: direttamente ed esclusivamente al datore di lavoro (nessuna domanda va presentata all ente previdenziale);
    - Lavoratori: sia all'ente di previdenza che al proprio datore di lavoro.
    I permessi si calcolano in questo modo:
    - 2 ore al giorno di riposo per allattamento se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;
    - 1 ora al giorno di riposo per allattamento se l'orario stesso è inferiore alle 6 ore giornaliere
    I riposi per allattamento si raddoppiano nei casi di adozione o affidamento di 2 o più bambini, anche non fratelli, entrati in famiglia anche in date diverse o nel caso di parto gemellare o plurimo.
    Durante il congedo di maternità la madre non ha diritto a fruire dei riposi orari per allattamento.
    Link: consulta la scheda specifica sul sito dell'Inps

  • Congedi per malattia
    Il padre o la madre, in alternativa, hanno diritto (art. 47 Dlgs 151/2001):
    - nei primi 3 anni di vita del bambino, a congedi per malattia del figlio, senza limiti di tempo , anche se la malattia non è in fase acuta;
    - dai 4 agli 8 anni di età del bambino, a 5 giorni lavorativi all'anno , per ciascun genitore, per un totale massimo di 10 giorni non fruibili contemporaneamente.
    Lo stato della malattia deve essere documentato, con certificato medico specialista del SSN o convenzionato.
    In entrambi i casi non sono previste visite di controllo e i congedi non sono retribuiti; è possibile chiedere l'anticipo del trattamento di fine rapporto (TFR);
    I periodi di assenza per malattia del bambino di età compresa tra il terzo e l'ottavo anno saranno coperti da contribuzione figurativa. I criteri di determinazione del valore figurativo si applicano ai periodi di astensione per malattia del bambino successivamente al terzo anno di età e fino al compimento dell'ottavo anno (art. 15, comma 2, della legge 1204/1971, come sostituito dall' art. 3 della legge n. 53/2000 ).



 

 

Data dell'ultimo aggiornamento:
14/02/2014
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