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Congedi parentali



Che cos'è

Una volta terminato il periodo di astensione obbligatoria della madre dal lavoro, entrambi i genitori possono chiedere ulteriori periodi di assenza fino a che il bambino non supera gli otto anni di vita. Tale assenza si definisce congedo parentale o astensione facoltativa

Rivolto a
- entrambi i genitori, se lavoratori dipendenti, per un periodo complessivo (continuativo o frazionato) di 10 mesi, elevabili a 11 se il padre utilizza 3 mesi consecutivi. Ai lavoratori dipendenti, genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta, con le stesse modalità dei genitori naturali indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento, e non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.
- alle lavoratrici iscritte alla gestione separata o autonome se in possesso di determinati requisiti (consulta il sito Inps)

Cosa occorre
Presentare domanda al datore di lavoro e all'INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.  La domanda deve essere presentata all’Inps in modo telematico mediante una delle seguenti modalità:
- Collegandosi al Sito Inps con PIN dispositivo - www.inps.it
- Contact Center Inps
- Patronati

Per ulteriori informazioni


Sono previsti anche congedi per riposi giornalieri e per malattia del figlio

  • Riposi giornalieri - Allatamento
    Sono permessi retribuiti per astensione dall’attività lavorativa concessi alle madri e ai padri, anche adottivi ed affidatari, fino all’anno di vita del bambino e nel caso di adozioni o affidamento, entro un anno dalla data di ingresso del minore in famiglia.
    Spetta una indennità pari all'ammontare dell'intera retribuzione.Hanno diritto ai riposi per allattamento solo le lavoratrici/lavoratori dipendenti, anche assicurati ex IPSEMA (non hanno diritto le colf/badanti e le lavoratrici a domicilio, lavoratrici autonome e parasubordinate) a condizione che per tutto il periodo richiesto abbiano un valido rapporto di lavoro in corso e che il minore sia vivente.Il lavoratore padre non può richiedere l’allattamento se:
    - la madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa;
    - la madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione (esempio aspettativa o permessi non retribuiti, pause lavorative per part-time verticale).
    La lavoratrice/il lavoratore dipendente ha diritto fino all’anno di vita del bambino e nel caso di adozioni o affidamento, entro un anno dalla data di ingresso del minore in famiglia a:
    - 2 ore al giorno di riposo per allattamento se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;- 1 ora al giorno di riposo per allattamentose l'orario stesso è inferiore alle 6 ore;
    I riposi per allattamento si raddoppiano nei casi di: adozione o affidamento di 2 o più bambini, anche non fratelli, entrati in famiglia anche in date diverse - parto gemellare o plurimo.
    Link: consulta la scheda specifica sul sito dell'Inps

  • Congedi per malattia
    Il padre o la madre, in alternativa, hanno diritto (art. 47 Dlgs 151/2001):
    - nei primi 3 anni di vita del bambino, a congedi per malattia del figlio, senza limiti di tempo , anche se la malattia non è in fase acuta;
    - dai 4 agli 8 anni di età del bambino, a 5 giorni lavorativi all'anno , per ciascun genitore, per un totale massimo di 10 giorni non fruibili contemporaneamente.
    Lo stato della malattia deve essere documentato, con certificato medico specialista del SSN o convenzionato.
    In entrambi i casi:
    - non sono previste visite di controllo ;
    - i congedi non sono retribuiti ;
    - è possibile chiedere l'anticipo del trattamento di fine rapporto (TFR);
    I periodi di assenza per malattia del bambino di età compresa tra il terzo e l'ottavo anno saranno coperti da contribuzione figurativa ( punto 8 ,  circ. n. 15/2001). I criteri di determinazione del valore figurativo si applicano ai periodi di astensione per malattia del bambino successivamente al terzo anno di età e fino al compimento dell'ottavo anno (art. 15, comma 2, della legge 1204/1971, come sostituito dall' art. 3 della legge n. 53/2000 ).



 

 

Data dell'ultimo aggiornamento:
13/06/2014
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