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Progetto: educatrice domiciliare

Descrizione del progetto
L'educatrice domiciliare costituisce un servizio educativo e di cura per i bambini da 1 a 3 anni, proposto ad integrazione degli altri servizi educativi presenti sul territorio.
Ogni educatrice accoglie fino ad un massimo di 5 bambini presso la propria abitazione.
I servizi possono funzionare in regime totalmente privato o in regime di convenzione con il Comune, nel secondo caso pur conservando notevole autonomia sono ordinariamente attivi dal lunedì al venerdì sia a tempo pieno che part-time.
Le esperienze sono costantemente seguite dal Comune con visite periodiche, con l'osservazione delle attività svolte dai bambini e con l'organizzazione di corsi di formazione per le educatrici
Il costo sostenuto dalle famiglie è equiparabile a quello di un servizio di nido convenzionato.

Requisiti
Per attivare il servizio di educatrice domiciliare, il personale educatore, oltre al possesso dei titoli di studio idoneo a poter svolgere l'attività di educatrice d'infanzia deve avere svolto presso un'istituzione della prima infanzia un periodo di servizio o di tirocinio di almeno 6 mesi, e almeno 100 ore di formazione, anche svolta in servizio.
Il servizio oltre a disporre di locali e spazi organizzati per garantire accoglienza, gioco, riposo, ecc.; per quanto riguarda i servizi igienici, il locale da bagno dedicato ai bambini dovrà essere dotato di: un WC piccolo, una vasca lavamani bassa, una vaschetta per lavare i bambini e un fasciatoio.

Normativa
Per maggiori informazioni la Delibera del Consiglio della Regione Emilia-Romagna a cui fare riferimento è la n.646 del 20 gennaio 2005

Informazioni utili

Dopo alcuni anni di sperimentazione i servizi di educatrice domiciliare nella città di Modena si sono trasformati in micronido.
Il settore istruzione rimane comunque interessato all'eventuale offerta di nuovi servizi di educatrice domiciliare collocati in particolare nelle zone limitrofe alla città prive di altri servizi di nido (per es. zona Villanova, Albareto, Lesignana, ecc.); in questa situazione il Comune valuta l'opportunità di procedere ad attivare specifiche convenzioni con i nuovi servizi.

Data dell'ultimo aggiornamento:
28/01/2011
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