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| L'apparire
nell'ultimo decennio di numerosi contributi di sintesi della storia
dell'Italia repubblicana ha preannunciato che l'attenzione degli storici
va volgendosi sempre più su questa fase storica, tentando di
ricomporne in un quadro d'insieme eventi e fasi, collocati nel contesto
più ampio della storia delle relazioni internazionali. La grande
effervescenza degli studi sull'Italia repubblicana è però
parsa fortemente sollecitata dagli imperativi dell'industria culturale
e dalla necessità di formulare giudizi storico-politici complessivi,
in cui il ricorrente uso del termine Prima repubblica è un'inequivocabile
spia rivelatrice. Si è così ampliata la divaricazione
quantitativa e qualitativa tra la produzione storiografica di alta
divulgazione e la ricerca specialistica, in netto ritardo rispetto
alla prima. In questo modo anche l'attenzione per l'"evento 68" si
è mantenuta viva più in virtù delle "storie del
Sessantotto" che non per "ricerche sul Sessantotto" in grado di verificare
sul piano fattuale gli stereotipi e le contraddizioni di tale evento
e capaci di cogliere la portata periodizzante del biennio '68-'69
nel quadro di una più complessiva cesura storica maturata a
cavallo dei due decenni in tutto il mondo. é dunque per questi motivi
che "900" ha deciso d'inaugurare la sua attività editoriale
con un numero intitolato 1968-69: dagli eventi alla storia, con l'obiettivo
di contribuire alla storicizzazione di questo "biennio rosso". Un
contributo a una sua contestualizzazione storiografica meno prigioniera
dell'autorappresentazione dell'epoca, alla ricollocazione nella storia
anche del Sessantanove operaio, al ragionamento intorno a categorie
interpretative e problemi di lettura del periodo. Tutto ciò
con la consapevolezza delle difficoltà ancora esistenti, determinate
dai limiti dell'indagine e dalla lentezza con cui si consolida la
caratura concettuale dell'interpretazione di questo periodo. Eppure
con la convinzione che ricondurre alla storia il biennio '68-'69 significhi
ragionare in modo non episodico e cronachistico di una complessa orditura
di fenomeni e di processi di trasformazione della società che
lasciano percepire come questo biennio, spesso idealizzato, talora
deprecato, rappresenti il punto di massima emersione della tumultuosità
di una fase di profondo mutamento che, iniziata a cavallo tra anni
Cinquanta e Sessanta con il dispiegarsi dell'industrializzazione diffusa,
precipita - negli anni Settanta - nella ridefinizione dei modelli
d'integrazione politica e delle culture di massa. |
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7
Perché "Novecento"?, Stefano Magagnoli |
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11
Cicli ed eventi dell'azione collettiva. Per una storia della società
attuale, Luca Baldissara |
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Saggi
e ricerche
17 Teoria critica e Nuova Sinistra. La
Scuola di Francoforte e gli studenti, Ingrid Gilcher-Holthey
33 Il movimento operaio visto dagli studenti.
Italia e Germania a confronto, Marica Tolomelli
55 Verso la contestazione globale. La
primavera calda del movimento studentesco italiano, Jan Kurz
71 Autonomia operaia. L'Alfa Romeo di
Arese (1970-1973), Claudia Finetti |
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Questioni
e interpretazioni
99 Spazio dei movimenti e 'crisi d'autorità'.
La definizione delle identità collettive, Robert Lumley
109 Dal Maggio 1968 agli 'anni 68'. I
luoghi dell'oblio, Michelle Zancarini-Fournel
119 La stagione dei movimenti. Interpretazioni
storiografiche e uso delle fonti, Marco Grispigni
133 1969 e storia dŐItalia. Discussione
di un 'nodo' storiografico, Marco Scavino |
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Storia
e memoria
145 Antifascismo sociale, soggettività
e 'strategia della tensione', Andrea Rapini |
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Immagini
della storia
167 Mettiamo a fuoco le fabbriche! Il
mito impossibile della fotografia operaia, Michele Smargiassi
171 I volti della contestazione, fotografie
di Uliano Lucas |
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Uso
pubblico della storia
189 Tra domino e Vietnam. Clinton e le
'lezioni' della storia, Mario Del Pero |
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Letteratura
e storia
195 L'inquieto passato di Helga Schneider,
discutono Anna Maria Ori, Maria Laura Marescalchi, Monica Casini |
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Osservatorio
dei libri
201 Il corpo del duce, discutono Marzia
Marsili e Mauro Boarelli |
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