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Popolazione e vita quotidiana
> 2.1 Comune di Modena. Ufficio annonario
Dal 1940 in Italia gli alimenti furono razionati. Ad ogni cittadino veniva
fornita una tessera con un numero di cedole corrispondenti a precisi quantitativi
di prodotti che potevano essere ritirati nellarco di un mese. Il
sistema del razionamento venne deciso dal regime fascista per poter garantire
ad ogni famiglia il sostentamento necessario alla sopravvivenza.
Le razioni però risultavano insufficienti per le esigenze della
popolazione, spesso ridotta alla fame, e non di rado le scorte del razionamento
arrivavano in ritardo. Soprattutto le donne, per procurarsi da mangiare,
erano obbligate a file di ore.
In tali situazioni i cittadini erano costretti a cercare di rifornirsi
al mercato nero. La situazione più critica si verificò
quando iniziarono a scarseggiare o addirittura a scomparire generi di
prima necessità, come la carne e i grassi di uso quotidiano (olio,
burro, strutto). Problemi iniziò a procurare anche il reperimento
di un prodotto indispensabile come il sapone.
Agosto, formato 60x80. Archivio Istituto storico di Modena
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