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La propaganda fascista
> 1.4 Manifesto dell’Esercito italiano per la presentazione alle armi. Fu affisso in varie versioni: una recante l’intestazione “Esercito italiano”, le altre il comune capoluogo presso cui avevano sede i distretti militari





Il 9 novembre 1943 il maresciallo Graziani, comandante dell’esercito di Salò, chiamò alle armi i giovani delle classi 1923-’24-’25. Molti di essi non risposero, riparando sulle montagne o dandosi alla macchia; una parte aderì poi alle formazioni partigiane che si andavano costituendo proprio in quel periodo.

Per convincere i giovani a rispondere al bando di arruolamento venne diffuso questo manifesto che, qualora non si fossero presentati ai distretti militari, da un lato li minacciava di morte (visto che il reato di diserzione in guerra è punito con la fucilazione), dall’altro prevedeva l’arresto per i loro capifamiglia.
Nonostante ciò, in tanti preferirono nascondersi o combattere con i partigiani.

Gennaio 1944, formato 50x70. Archivio Istituto storico di Modena


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