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La storia dell'Istituto

L'Istituto storico della Resistenza di Modena fu fondato il 18 novembre 1950, nel clima caldo e appassionato degli anni del dopoguerra, ad appena un anno dalla costituzione dell'Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia. Gli scopi principali degli istituti della Resistenza, fortemente voluti da Ferruccio Parri, si possono riassumere brevemente nella raccolta, conservazione e valorizzazione del ricco patrimonio documentario della guerra di liberazione. Con la nascita di tali istituzioni culturali non si assolveva però soltanto all'importante compito di salvaguardare il patrimonio documentario della Resistenza, ma si crearono luoghi deputati alla conservazione e alla trasmissione della memoria e delle idealità dell'antifascismo e della guerra di liberazione, dove in futuro si sarebbero confrontate generazioni e culture diverse. I primi quindici anni di vita dell'Istituto furono caratterizzati da una ridotta attività, volta soprattutto, viste le ristrettezze finanziarie, al lento e difficoltoso reperimento dei documenti relativi alla Resistenza e alla costituzione di un primo fondo librario. Nei primi anni Sessanta ebbe inizio l'impegno dell'Istituto storico nel campo della didattica della storia, fin da allora ritenuto un settore strategico della propria attività. Nel 1964, in collaborazione con il Centro didattico nazionale di Firenze, si tennero i primi due corsi rivolti agli insegnanti di lettere, storia e filosofia: uno di aggiornamento, l'altro di perfezionamento sulla storia contemporanea italiana. Nel 1957 fu costituito il primo nucleo documentario dell'archivio, uno dei settori maggiormente legittimanti della presenza dell'Istituto storico nel mondo culturale modenese. La custodia della memoria della guerra di liberazione si è negli anni associata a una politica archivistica aperta all'acquisizione di documenti relativi anche ai periodi precedenti e successivi. Questa apertura corrispondeva al parallelo processo di trasformazione identitaria dell'Istituto storico che, nel 1986, amplierà l'ambito dei propri interessi a tutta la storia italiana postunitaria. La motivazione principale di questa svolta è da rintracciarsi nella considerazione che il biennio della Resistenza armata non si può cogliere in tutte le sue innumerevoli e talvolta contraddittorie sfaccettature senza essere posto in stretta relazione con l'intero quadro storico del Novecento. Nel 1986 si apre la fase più recente della vita dell'Istituto storico, in cui si assiste ad ulteriori trasformazioni strategiche e a un complessivo rafforzamento dell'attività. Nel 1995 avviene un cambiamento importante che sanziona l'ingresso negli organi di gestione dell'Istituto di una nuova leva di dirigenti che, provenienti da esperienze formative specializzate, affianca i rappresentanti delle associazioni partigiane, determinate ad agevolare un ideale "passaggio di consegne". L'Istituto storico del Duemila appare dunque sempre più come una istituzione culturale "a tutto tondo", impegnata nel ruolo della formazione scolastica, nel campo della ricerca, attiva nel farsi interprete di una diffusa esigenza di conoscenza storica. Negli anni di fine millennio, l"Istituto storico si propone quindi a pieno titolo come soggetto culturale modenese che intende rendere sempre più visibile la propria presenza nel campo del dibattito storiografico italiano, senza rinunciare ai compiti importanti da realizzare in collaborazione con la società modenese. La storia dell'Istituto storico infatti non può prescindere dai costruttivi rapporti consolidati in oltre un decennio di collaborazione con gli enti locali modenesi. Quarantadue comuni e l'Amministrazione provinciale hanno infatti sottoscritto una convenzione con l'Istituto che disciplina i reciproci rapporti e che è la principale fonte finanziaria di quest'ultimo. Al di là degli aspetti formali e finanziari (sottolineando che analoghi rapporti di convenzione sono stati instaurati con soggetti sociali: sindacati, partiti, cooperative ecc...) il rapporto con le istituzioni locali modenesi ha ben altri significati e, in ultima analisi, sta a simboleggiare quale sia la base di legittimazione dell'Istituto storico: la società modenese e i suoi cittadini.

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Organi dirigenti


Presidente

Lorenzo Bertucelli

Vice Presidente

Giuliano Albarani

Consiglio Direttivo

Giuliano Albarani, insegnante, Carpi
Glauco Babini, pubblicitario, Modena
Greta Barbolini, presidente ARCI provinciale
Angela Benassi, operatrice formazione professionale
Lorenzo Bertucelli, docente universitario, Modena
Giuseppe Campana, insegnante, indicato dal Comune di Modena
Monica Casini, insegnante e ricercatrice, Modena
Gianni Cottafavi, funzionario Regione Emilia Romagna
Emilio Mattioli, presidente della FIAP, designato dalla FIAP
Carlo Alberto Sitta, scrittore e poeta, Modena
Massimo Del Carlo, dirigente scolastico, indicato dalla Provincia di Modena Tommaso Dondi, ex partigiano, designato dall'ALPI
Evaristo Pancaldi, funzionario, indicato dalla Legacoop
Maria Laura Marescalchi , insegnante, Modena
Aude Pacchioni, presidente dell'ANPI, designata dall'ANPI
Franca Gorrieri, insegnante, Modena
Giovanna Procacci, docente universitaria, indicata dall'Università di Modena e Reggio Emilia
Corrado Roncaglia, operatore culturale, indicato dal Comune di Sassuolo
Nora Sigman, ricercatrice, Modena
Giovanni Taurasi, ricercatore, indicato dal Comune di Carpi
Giuliano Zanaglia, operatore culturale, Fanano
Paolo Zironi, funzionario CGIL, indicato dalla CGIL
Laura Zona, vice sindaco, Comune di Montefiorino

Comitato Esecutivo
Lorenzo Bertucelli
Giuliano Albarani
Monica Casini
Angela Benassi
Gianni Cottafavi

Collegio Revisori dei Conti
Carlo Albano
Ezio Bompani
Luciana Labanti



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Operatori

Questo il quadro degli operatori e dei collaboratori dell'Istituto storico a partire dall'ottobre 2006.

1. Claudio Silingardi, direttore
2. Marzia Luppi, responsabile attività didattica
3. Simona Bezzi, responsabile area museale
4. Fabio Garagnani, responsabile comunicazione, tesoriere
4. Federica Collorafi, responsabile archivio storico
5. Metella Montanari, responsabile biblioteca e fototeca
6. Mara Malavasi, segretaria, addetta al prestito
7. Monica Casini, segretaria di redazione '900

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Istituto storico di Modena • viale Ciro Menotti 137 • 41100 Modena
tel. 059 219442 / 059 242377 • fax 059 214899 • e-mail: istituto@istitutostorico.com