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chilometri di tornanti che salgono ad un magnifico punto di osservazione già fortificato dai Montecuccolo - somiglia ancora oggi, nell'epoca della comunicazione globale, ad una rotta di avvicinamento verso un luogo ancora animato da un proprio, palpitante e riconoscibile spirito. La Rocca medievale di Montefiorino (costruita intorno al 1170) si erge alta per farsi scorgere da lontano, in vista sulle valli dei torrenti Dragone, Dolo e Secchia, a difesa della pista medievale che porta al Passo delle Radici e all'ospitale di San Pellegrino in Alpe, proteso a 1.500 metri di altitudine sulla Garfagnana. Questo particolare valore ambientale marca profondamente e radicalmente l'identità della comunità di Montefiorino. Il 18 giugno 1944, dopo alcuni giorni di assedio, la Rocca di Montefiorino cadeva nelle mani dei partigiani. E' proprio la radicata vocazione di controllo del territorio esercitata da questa fortezza a connotare come impresa straordinaria la caduta di questo e non di altri presidi fascisti. Nasce così la zona libera di Montefiorino, un'area di circa 600 km2, all'epoca comprendente i comuni modenesi di Montefiorino, Frassinoro, Polinago, Prignano e quelli reggiani di Toano, Villa Minozzo e Ligonchio. Dopo il rastrellamento tedesco di fine luglio, i partigiani ripresero il controllo del territorio e questa singolare esperienza di autodeterminazione dei poteri |
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(con l'elezione, sia pure solo dai capifamiglia maschi, di sindaci e
consigli comunali) continuò fino alla liberazione. Terminata
la guerra, si ricordano i 'morti per la libertà', ma bisogna
attendere il 1979 perché nasca il Museo
della Repubblica partigiana. Una rinnovata sensibilità storiografica
e l'occasione delle celebrazioni del cinquantesimo della Resistenza
hanno consentito la realizzazione, tra il 1994 e il 1996, di un nuovo
allestimento museale. |
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Il Museo ha sede all'interno della Rocca di Montefiorino. La collocazione è significativa: il luogo conserva tracce della vicenda storica narrata all'interno del Museo; ne mostra, dalle proprie finestre, gli scenari. Divise, armi, oggetti di vita quotidiana, immagini fotografiche e cinematografiche, documenti scritti: questi i materiali d'epoca che il Museo conserva. Il racconto fotografico e documentario viene scandito, grazie a delle postazioni video, dal racconto dei protagonisti. Inoltre, le parole dei condannati a morte della Resistenza, ricomposte dal poeta Roberto Roversi, accompagnano i passi del visitatore. Un grande plastico, realizzato in terracotta, offre una visione d'insieme del territorio della Repubblica. Alcune proiezioni e diorama animano tale cornice geografica ricontestualizzando alcuni momenti d'esistenza della Repubblica di Montefiorino. Si tratta di un allestimento 'minimalista', preoccupato essenzialmente di offrire una superficie espositiva, che si risolve nella scelta di materiali 'caldi', chiamati - e qui risulta esplicita l'affettuosa citazione di alcuni maestri dell'arte contemporanea - a rappresentare la memoria della guerra e a ricordarci l'edificio in cui ci troviamo: la iuta, il rame, la carta, l'intonaco, il sasso. Nella prima sala del museo, infine, è disponibile un punto informatico, che consente la consultazione di un ipertesto sulla Resistenza e sulla seconda guerra mondiale. A fianco del Museo è stata ricavata un'aula didattica, che ha una capienza di 40 posti a sedere. L'aula è attrezzata di televisore 33 pollici, videoregistratore, proiettore di diapositive, lavagna luminosa. Il Museo già ora mette a disposizione di ogni docente/studente interessato alcune unità didattiche. E' inoltre possibile partecipare ad un originale gioco di ruolo, 'Conquista Montefiorino', pensato specialmente per i ragazzi delle scuole elementari e medie. Per quanto riguarda le unità didattiche non si tratta di prodotti preconfezionati, bensì di supporti informativi e documentari pensati per rendere maneggiabili, nella forma del laboratorio, procedure e metodologie proprie del mestiere dello storico. |
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E. Gorrieri, La Repubblica di Montefiorino. Per
una storia della Resistenza in Emilia Bologna, Il Mulino, 1966. G. Franzini, Storia della Resistenza reggiana Reggio Emilia, Anpi, 1966. A. Remaggi, C. Silingardi, C.F. Teodoro, Le montagne della libertà. Immagini per la storia della Repubblica partigiana di Montefiorino Modena, Artestampa, 1994. C. Silingardi, Una provincia partigiana. Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945 Milano, Angeli, 1998. |
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| Nel periodo
scolastico vengono garantite visite didattiche per scuole di ogni ordine
e grado. Le visite, della durata di 50 minuti, sono strutturate su tre
livelli: elementare, medio, superiore. Per informazioni, oltre al Museo,
è possibile rivolgersi agli sportelli didattici aperti presso: Istituto Storico di Modena via Luosi 7, 41100 Modena tel.059.21.94.42 / 059.24.23.77, fax 059.21.48.99 email: istorico@pianeta.it Istoreco via Dante 11, 42100 Reggio Emilia tel.0522.43.73.27 / 0522.44.23.33, fax 0522.44.26.68 email: staff@istoreco.re.it |
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