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Villa Emma

Il Centro e il progetto culturale ispiratore prendono il nome da Villa Emma, residenza ottocentesca tra le più belle in Emilia alle porte di Nonantola. Tra il luglio 1942 e il settembre 1943 giunsero e soggiornarono alla villa due gruppi di ragazzi ebrei di varia nazionalità provenienti dalla Jugoslavia. In coincidenza con l'occupazione tedesca dell'Italia, il rischio di deportazione e morte si fece imminente anche per i giovani ospiti. I nonantolani dimostrarono allora di sapere trasformare l'ospitalità in vera amicizia, solidarietà e fratellanza, poiché nel torno di 24 ore tutti i ragazzi e i loro accompagnatori furono nascosti e protetti all'interno del Seminario o presso famiglie. Nelle settimane successive grazie all'opera di Don Arrigo Beccari, del dott. Giuseppe Moreali e di diversi cittadini venne organizzata la loro fuga verso la Svizzera. Si salvarono tutti e alcuni di loro sono tornati a salutare e ringraziare la gente di Nonantola, ai nomi di Don Beccari e dott. Moreali, dal 1965, sono dedicati due alberi nel Viale dei Giusti del museo Yad Vashem a Gerusalemme. In attesa della ristrutturazione di una casa colonica dove si ricaveranno un'aula-museo didattico sulla storia di Villa Emma, gli spazi per il Centro di Accoglienza, una biblioteca-videoteca-emeroteca sui temi della Pace e dell'intercultura, è stato avviato il percorso per giungere alla costruzione di una fondazione intitolata a Villa Emma
 
Percorso didattico

L'itinerario didattico "Sulle tracce di Villa Emma", si sviluppa in tre momenti:

a)Conoscenza delle fonti. presso l'Archivio storico Comunale è possibile assistere a lezioni svolte col fondamentale supporto dei documenti che attestano i fatti di Villa Emma. é importante sottolineare che sono presenti altre fonti storiche che consentono l'inserimento di questo episodio di resistenza civile nel contesto storico e territoriale dell'epoca.

b)Visita ai Luoghi. Attraverso un comodo percorso si ripercorrono i luoghi in cui si sono svolti i fatti: Villa Emma, il Seminario, la Stazione ferroviaria.

c)Conversazione con i testimoni. L'itinerario didattico evidenzia l'importanza delle fonti orali attraverso l'incontro con alcuni testimoni delle vicende.

Istituto storico di Modena • viale Ciro Menotti 137 • 41100 Modena
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