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Cronologia della Resistenza modenese

La cronologia non è esaustiva di tutti gli episodi e di tutti i nodi problematici riguardanti la Resistenza modenese, e in diversi casi è stato difficile indicare l'esatta datazione di alcune vicende, in quanto le fonti consultate indicano spesso date divergenti tra di loro. Sono quindi possibili, se non certe, imprecisioni o dimenticanze. Nella stesura della cronologia ci si è basati sulle pubblicazioni di carattere generale sulla Resistenza, nell'intento di offrire un primo quadro complessivo dell'evoluzione della lotta partigiana nel modenese.

1943

Luglio '43

24. Si riunisce il Gran consiglio del fascismo, viene votato un ordine del giorno che formalizza la crisi del regime. Il giorno dopo viene arrestato Mussolini e nominato capo del governo il maresciallo Badoglio. Manifestazioni spontanee per festeggiare la caduta del fascismo avvengono in tutte le città. Non c'è alcuna reazione da parte della Milizia e del Partito fascista. A Portile viene incendiata la Casa del fascio. Ucciso un operaio a Carpi mentre cerca di avvicinarsi alla casa di uno squadrista.

26. Astensioni dal lavoro alla Fiat grandi motori, alla Corni, alla Rizzi e alle Vinacce. Manifestazioni popolari a Modena e a Mirandola.

Il generale Roatta emana una circolare con la quale si ordina di reprimere ogni manifestazione. Nei cinque giorni successivi al 25 luglio si conteranno 83 morti, 308 feriti e oltre 1500 arresti.

28. Viene costituito a Modena, promosso da comunisti, socialisti, azionisti e anarchici, il Comitato Italia Libera. Analoghi comitati si formano a Nonantola e a Mirandola. Per tutto il ventennio il regime aveva dovuto fare i conti con una certa presenza antifascista. Nell'ottobre del 1939 il prefetto registrava la presenza in provincia di 1630 sovversivi, di cui 272 schedati (su un totale di circa 2.000 per tutto il periodo), ma 380 di questi erano stati costretti ad emigrare. Dall'entrata in vigore delle leggi repressive, 156 modenesi erano stati inviati al confino di polizia e 180 processati al Tribunale speciale.

Scioperano gli operai di alcune fabbriche modenesi, in particolare le Acciaierie ferriere, la Maserati, le Fonderie riunite e la Fiat grandi motori. Alcuni operai dell'Avio costruzioni e dell'oleificio Benassati vengono arrestati. Sciopero anche alla Sipe di Spilamberto, gli operai formano un corteo che viene però bloccato dalla forza pubblica.

30. A S.Giacono Roncole esce sul giornalino "Piccoli apostoli" l'appello ai padri di famiglia di Don Zeno Saltini.

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Agosto '43

17. Sciopero alla Fiat-Oci e alla Manifattura tabacchi per ottenere il licenziamento di ex-squadristi. Alcuni docenti della Facoltà di medicina votano un ordine del giorno di condanna del fascismo.

18. Sciopero per la pace alle officine Taddeo Giusti. I carabinieri arrestano i componenti della commissione interna, che vengono processati e condannati a un anno e sei mesi dal Tribunale militare di Bologna.

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Settembre '43

1. Il Comitato Italia libera chiede al generale Negro la consegna di armi per costituire reparti di volontari, ma ottiene un netto rifiuto.

8. Viene data comunicazione della firma dell'armistizio con le forze militari Alleate. La famiglia reale fugge a Brindisi. L'Italia viene occupata dalle divisioni tedesche. I partiti antifascisti costituiscono il Comitato di liberazione nazionale. In Germania oltre 600.000 soldati italiani preferiscono rimanere in prigionia piuttosto che aderire al fascismo. Migliaia di italiani partecipano alla Resistenza nei paesi occupati dai nazi-fascisti. I partigiani modenesi combattenti all'estero risultano essere 907 (164 caduti), così ripartiti: 177 in Jugoslavia, 45 in Albania, 669 in Grecia e 16 in Unione sovietica. Numerosi anche i partigiani stranieri combattenti nella resistenza italiana. A Modena combattono 195 stranieri (13 caduti). Tra questi 121 russi, che formano il Battaglione russo d'assalto, 25 tedeschi, 10 austriaci, 9 jugoslavi, 9 polacchi e anche alcuni greci, francesi e neozelandesi.

8-10. Tentativi di resistenza all'occupazione tedesca a Sassuolo e a Modena. Alcuni soldati del 36° fanteria, tenuti prigionieri in Cittadella, riescono a fuggire attraverso le fognature grazie all'aiuto di alcuni giovani. Gli allievi ufficiali dell'Accademia, al campo alle Piane di Mocogno, rimasti isolati si disperdono: un gruppo combatterà poi nella Resistenza in Piemonte, mentre il comandante Duca verrà trucidato dalle SS.

A Carpi la folla tenta di assalire le case di alcuni fascisti, ma l'intervento dei carabinieri provoca la morte di tre antifascisti. Chiusa dai tedeschi la Sipe di spilamberto, licenziati 5000 operai. La popolazione dà l'assalto ai magazzini di generi alimentari. A Maranello un gruppo di fascisti entra in una camerata del 36° reggimento di fanteria, ed apre il fuoco contro due antifascisti: rimane ucciso Demos Malavasi di Novi, mentre il secondo, Mario Ricci, riesce a fuggire in montagna dove inizierà ad organizzare, col nome di Armando, i primi gruppi partigiani.

11. I tedeschi tentano di riorganizzare la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, senza riuscirvi.

12. Benito Mussolini, tenuto prigioniero sul Gran sasso, viene liberato dai nazisti e portato in Germania.

14. A Cefalonia vengono uccisi dai tedeschi, o periscono dispersi in mare, 9.640 soldati italiani. Tra questi 111 sono modenesi.

18. Il console Venturelli richiama in servizio, invano, i militi della 72° Legione.

19. A Boves, vicino Cuneo, i tedeschi per rappresaglia danno fuoco al paese e uccidono 45 persone.

23. Mussolini rientra in Italia e dà vita ad un nuovo governo, con sede a Salò.

24. A Carpi vengono aiutati nella fuga dal campo di concentramento di Fossoli alcuni prigionieri alleati. In questo periodo alcuni comitati e centinaia di famiglie in tutta la provincia nascondono o aiutano a fuggire prigionieri, renitenti ed ebrei.

25. Un proclama tedesco annuncia la costituzione a Modena del Platzkommandantur. I tedeschi sgomberano il campo di Fossoli dai prigionieri inglesi per adibirlo a campo di transito soprattutto per gli ebrei.

26. A Carpi manifestazione di solidarieta popolare verso i prigionieri inglesi. Viene costituita a Modena la Federazione del Partito fascista repubblicano, che incontra però scarse adesioni e attenzione sia da parte della popolazione che dagli stessi fascisti. Alla fine di novembre conta poco meno di 500 iscritti in città, e nemmeno 2000 in provincia, un anno dopo gli iscritti sono 3000. Alla fine del 1942 la federazione modenese del Partito nazionale fascista aveva 46.348 iscritti, di cui 1345 squadristi, senza contare ovviamente tutte le organizzazioni collaterali.

27. Scoppia a Napoli una violenta rivolta popolare, le famose "quattro giornate".

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Ottobre '43

1. Alcuni territori del Friuli e del Trentino sono sottratti all'Italia e annessi al Reich tedesco.

13. Il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania. All'Italia viene però riconosciuta dagli Alleati solo la qualifica di cobelligerante.

18. Viene rastrellato il ghetto ebraico di Roma, e 1035 ebrei vengono deportati ad Auschwitz. Di questi ne torneranno 16.

21. Appello del Cln di Modena, costituitosi verso la metà di settembre, ai membri della ex Milizia fascista a non presentarsi alla chiamata alle armi e ad unirsi nella lotta contro i tedeschi. Nel comitato si sviluppa un serrato dibattito sui tempi e sui modi della mobilitazione armata, tra chi preme per iniziare subito la lotta armata e chi invece ritiene necessario prepararsi prima in modo adeguato, attendendo l'avanzata alleata.

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Novembre '43

Viene costituito il comando delle Brigate Garibaldi a Milano. Si costituiscono i Gruppi di azione patriottica (Gap) e nascono i Gruppi di difesa della donna e per l'assistenza ai volontari della libertà.

7. Da Sassuolo un gruppo di "ribelli" sale in montagna, si forma una delle prime bande partigiane.

9. Un bando della Repubblica di Salò chiama alle armi i giovani delle classi di leva 1923,1924 e 1925. Costituito il Comando militare provinciale e il distretto, per la ricerca dei militari sbandati. Con altro manifesto si annuncia che nel caso di mancata presentazione saranno presi provvedimenti nei confronti dei capi famiglia.

11. Attiva propaganda da parte dell'Organizzazione tedesca Todt, che recluta lavoratori da impiegare in opere edili e affini. I piani tedeschi prevedono il trasferimento di 1.500.000 lavoratori italiani in Germania nel corso del 1944, ma l'operazione fallisce completamente, nonostante numerosi reclutamenti coatti o rastrellamenti.

14-16. Congresso di Verona del Partito fascista repubblicano. Viene approvato un manifesto di 18 punti, dove viene accentuato il carattere "sociale" del fascismo repubblicano. Giunta notizia dell'uccisione del federale di Ferrara, viene effettuata una spedizione punitiva (che vede presenti alcuni modenesi), vengono così fucilati 17 antifascisti del luogo.

18. A Massa di Toano carabinieri e fascisti vengono attaccati da un gruppo di giovani, giudati dal parroco don Nino Monari, per impedire un rastrellamento di renitenti.

19. La Milizia fascista è ricostruita da Mussolini col nome di Guardia nazionale repubblicana. Nascono diverse formazioni para-militari (X° mas, SS italiane).

25. Il nuovo stato costituito da Mussolini assume la denominazione di Repubblica sociale italiana.

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Dicembre '43

17. Sciopero alla Fiat grandi motori di Modena per ottenere l'indennità di 192 ore.

20. Iniziano i sequestri di aziende agricole, quasi tutte di proprietà di ebrei. In poco meno di due mesi ne vengono sequestrate 35 in tutta la provincia .

23. A Gusciola di Montefiorino viene ucciso dai partigiani un carabiniere, mentre è in corso una azione di rastrellamento per fermare dei renitenti alla leva.

23. Si esaurisce l'offensiva Alleata, senza realizzare gli obiettivi originari. I tedeschi apprestano una linea difensiva, la "Gustav", all'altezza del massiccio della Maiella.

28. Fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia i sette fratelli Cervi e il soldato Quarto Camurri.

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1944

Gennaio '44

2. Fucilazione a Modena di due giovani, Carlo Tincani e Ultimo Martelli, condannati a morte da un tribunale fascista per gli scontri a fuoco avvenuti in dicembre in montagna.

7. A Pavullo i partigiani danno l'assalto alla caserma dei carabinieri.

14. Sciopero alla Fiat grandi motori, per ottenere un aumento salariale del 30%.

16. Sciopero all'Oci-Fiat, sempre per ottenere aumenti salariali.

22. Gli Alleati sbarcano ad Anzio, nel tentativo di aggirare la linea Gustav e di arrivare a Roma.

27. Fucilazione a Bologna dell'ing. Zozimo Marinelli, assieme ad altri antifascisti, per rappresaglia dopo l'uccisione del federale bolognese Facchini.

28. Congresso dei Comitati di liberazione nazionale a Bari. Il dibattito si incentra soprattutto sulla questione istituzionale. Viene approvato un ordine del giorno che chiede l'abdicazione di Vittorio Emanuele III, la costituzione di un governo rappresentativo di tutte le forze antifasciste e, infine, la convocazione di una assemblea costituente dopo la fine della guerra.

31. Il Cln di Milano si trasforma in Cln alta italia ed assume la direzione politica e militare della Resistenza.

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Febbraio '44

Il Partito d'azione e i socialisti riuniscono le proprie formazioni nelle brigate Giustizia e libertà e nelle Brigate Matteotti.

14. Primo bombardamento alleato su Modena, che provoca 91 morti.

18. Partigiani modenesi e reggiani prelevano il grano dall'ammasso di Morsiano. La Rsi istituisce la pena di morte per i renitenti alla leva.

20. Viene disarmato il presidio fascista di Frassinoro e vuotato l'ammasso del grano, che viene distribuito alla popolazione.

22. Al poligono di tiro della Sacca, a Modena, vengono fucilati Arturo Anderlini e Alfonso Paltrinieri, accusati di avere aiutato prigionieri alleati.

29. Attentati organizzati da gappisti colpiscono un locale frequentato da tedeschi e fascisti, la Gendarmeria e la centrale elettrica di Modena. A Carpi vengono arrestati due antifascisti mentre collocano una bomba al caffè del teatro, noto ritrovo di fascisti, che vengono poi fucilati.

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Marzo '44

A Bologna viene costituita la 7° Brigata Gap. I gappisti modenesi formano un distaccamento. La pianura e la pedemontana vengono suddivise in 7 zone, corrispondenti al carpigiano, al mirandolese, al nonantolano, a Castelfranco e S.Cesario, al vignolese, alla zona di Sassuolo e al capoluogo.

1. Grande sciopero politico nel'Italia occupata. Nella nostra provincia - peraltro non chiamata direttamente in causa - scioperano gli operai della Fiat grandi motori di Modena e della fonderia Focherini di Mirandola. L'agitazione non si estende per il danneggiamento di diverse officine causato del bombardamento sulla zona industriale avvenuto il 14 febbraio.

I partigiani fanno saltare alcuni tratti delle linee ferroviarie provinciali e della linea Bologna-Milano. Solo sulle linee ferroviarie provinciali della Sefta verranno compiuti 21 attentati da parte dei partigiani e 54 tra bombardamenti e mitragliamenti aerei. Molto numerosi gli attentati alle ferrovie Bologna-Milano, Bologna-Verona, Modena-Mantova.

3. Accordo per l'abolizione della terzeria, che può essere praticata sono in alcuni comuni della bassa.

4. I partigiani assaltano la caserma Gnr e il posto di avvistamento della Dicat di Prignano sul Secchia.

8. Ingenti forze fasciste attacccano le formazioni reggiano-modenesi a Monterotondo.

12. A Pieve di Trebbio scontro tra partigiani e una colonna della milizia fascista. A Morsiano i partigiani prelevano 11 quintali di grano dall'ammasso.

14. I partigiani costringono alla resa il presidio Gnr di Polinago e occupano il paese.

15. A Cerrè Sologno formazioni partigiane modenesi e reggiane fermano e respingono un attacco di reparti della Wehrmacht e della milizia fascista.

18. Strage di Monchio, Susano e Costrignano. 136 persone inermi vengono trucidate e i paesi saccheggiati e distrutti.

20. Rastrellamento nel reggiano; a Cervarolo vengono uccisi 24 civili, tra cui il parroco.

23. Attentato dei Gap di Modena contro il colonello Rossi, comandante militare provinciale dell'esercito fascista. In tale azione rimane ucciso Walter Tabacchi.

24. Attentato di via Rasella a Roma: per rappresaglia i tedeschi uccidono 335 detenuti politici nelle Fosse Ardeatine. Tra questi anche il mirandolese Luigi Gavioli.

29. Fucilati a Castelfranco Emilia 10 renitenti alla leva, provenienti da Pavullo, che si erano presentati spontaneamente dopo l'annuncio dell'amnistia.

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Aprile '44

5, 6 e 7. Sciopero generale nelle fabbriche modenesi, contro il tentativo di deportare alcuni lavoratori della Fiat in Germania. E' il momento più alto dello scontro tra nazifascismo e classe operaia modenese. Scioperi si avranno in estate alla Maserati, alla Magneti Marelli, alle fonderie Corni, alla Fiat grandi motori e alla Manifattura tabacchi, ma con la smobilitazione degli stabilimenti, la paura dei bombardamenti e l'afflusso degli operai più attivi nelle formazioni partigiane, i lavoratori passeranno dalla lotta aperta al lavoro di sabotaggio e di occultamento degli impianti.

7 . Attaccato dai partigiani il campo di aviazione di Pavullo.

10. I partigiani assaltano il presidio della Gnr di Fanano.

18. Nasce il Corpo italiano di liberazione, che inquadra alcuni reparti dell'esercito italiano impegnati in combattimento con gli Alleati.

Decreto di Mussolini per la fucilazione sul posto dei "ribelli"; viene concessa una nuova proroga al 25 maggio per la presentazione degli sbandati. In questo periodo in vari punti della montagna i partigiani fermano le corriere di linea, per disarmare i militi della Gnr in viaggio e per rimandare a casa i giovani che si recano a Modena per arruolarsi nell'esercito repubblichino.

20. Iniziano, con scarsi risultati, le presentazioni alle armi delle classi dal 1916 al primo semestre del 1926.

21. Viene costituito, con a capo sempre Badoglio, il primo governo di unità nazionale.

28. I partigiani respingono un attacco nazi-fascista sul Monte Penna.

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Maggio '44

L'attività di collegamento tra le formazioni partigiane della montagna porta alla costituzione della Brigata Garibaldi "Ciro Menotti", articolata in 17 distaccamenti per un totale di circa 800 uomini.

1. I partigiani attaccano la caserma della Gnr e svuotano l'ammasso granario di Polinago. L'azione viene ripetuta di nuovo tre giorni dopo.

3. Assalto partigiano al presidio della Gnr di Cerredolo. Prelevati dall'ammasso circa 25 quintali di grano.

10. Occupato dai partigiani il paese di Lama Mocogno.

13. Seconda incursione aerea su Modena, che provoca 94 morti.

16. Formazioni partigiane assaltano il presidio fascista di Fanano, occupano il paese e respingono attacchi di reparti tedeschi.

22. A Capanna Tassoni, sopra Ospitale, alcuni gruppi di partigiani respingono gli attacchi di reparti tedeschi. A Rovereto viene attaccato il presidio della Gnr.

24. Alcuni distaccamenti reggiani e una formazione modenese attaccano il presidio fascista di Villa Minozzo, combattendo tutta la giornata.

26. I partigiani occupano Montecreto, e incendiano la Casa del fascio.

31. Tentato assalto alla caserma della Gnr di Prignano.

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Giugno '44

4. Roma viene liberata dagli Alleati.

6. Sbarco Alleato in Normandia. Il 26 viene liberata Parigi.

8. Una formazione partigiana disarma il presidio della Gnr di Baiso. Assalito anche il distaccamento Gnr di Prignano.

9. Siglato il "patto di Roma", nasce la Confederazione generale italiana del lavoro. Costituito a Milano il Comando generale dell'Italia occupata. Il Cln regionale dà vita al Comando unico militare dell'Emilia Romagna. Anche il Partito comunista costituisce a livello regionale i Triunvirati insurrezionali. Assalto partigiano al presidio della Gnr di Pievepelago, viene fatto saltare un ponte sulla via Giardini.

10. Dopo le dimissioni di Badoglio, viene costituito il primo governo Bonomi, composto dai rappresentanti dei vari partiti antifascisti.

11. Occupata la sede della Gnr di Serramazzoni. Svuotati gli ammassi di Casine di Sestola e di Roncoscaglia, vengono distribuiti alla popolazione locale 215 quintali di grano.

13. Occupazione del comune di Prignano, distrutta la casa del fascio. Ormai tutta la zona, ad esclusione di Montefiorino dove è rimasto l'unico presidio fascista, è nelle mani dei partigiani.

17. Sestola viene occupata dai partigiani, che la presidiano per una decina di giorni.

18. Dopo alcuni vittoriosi combattimenti, le formazioni partigiane occupano Montefiorino; nasce così la prima repubblica partigiana dell'Italia occupata; vengono elette, in modo democratico, le amministrazioni locali. La zona controllata dalla Repubblica corrisponde al territorio dei comuni di Montefiorino, Prignano, Frassinoro, Polinago, Villa Minozzo, Ligonchio e Toano.

Le formazioni modenesi e reggiane della zona libera si uniscono e formano il "Corpo d'armata centro emilia", organizzato su 4 divisioni e quattro battaglioni, per un totale di circa 5000 uomini, a cui si devono aggiungere i duemila uomini del reggiano, organizzati in due divisioni.

La vita della Repubblica è caratterizzata da una certa contrapposizione politica, in particolare tra comunisti e cattolici. Anche nei mesi successivi i rapporti tra le diverse componenti politiche della montagna saranno contrassegnati da continue polemiche, pur rimanendo la collaborazione pratica e militare, per la presenza di diverse concezioni della lotta partigiana. I problemi sono esasperati anche dall'imprevisto afflusso di migliaia di volontari, che crea enormi problemi di inquadramento e di controllo, nonchè di mantenimento, in un'area già povera economicamente.

19. E' costituito all'interno del Clnai il Corpo volontari della libertà, che ha il compito di coordinare le diverse formazioni partigiane.

21. Assalto partigiano alla caserma della Gnr di Zocca.

22. Terza incursione aerea su Modena. In poco più di quattordici mesi muoiono sotto i bombardamenti 1384 modenesi.

23-24. Assalto al presidio della Gnr di S.Antonio di Novi, accasermato nella tenuta "Delfina".

25. Fucilazione di sei cittadini e antifascisti a Fossoli di Carpi, per rappresaglia contro un attentato ad un treno germanico avvenuto il giorno prima. Nel solo mese di giugno vengono fatti 10 attentati ai treni e 9 alle linee telefoniche e telegrafiche, e fatti saltare 5 ponti in montagna.

28. Uccisi a Piandelagotti otto partigiani, durante un tentativo di penetrazione nazi-fascista nel territorio dela Repubblica.

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Luglio '44

Nascono in pianura le prime Squadre armate patriottiche, che alla fine di agosto saranno raggruppate sotto un comando provinciale.

1. Il Partito fascista repubblicano si trasforma in organizzazione militare, nascono le Brigate nere. A Modena viene costituita la brigata nera "Mirko Pistoni". A Bologna Franz Pagliani costituisce la brigata mobile "Pappalardo", che opererà anche nella bassa modenese.

4. I gap della zona di Carpi procedono al ritiro delle cinghie delle trebbiatrici, inizia in tutta la provincia la lotta contro la trebbiatura del grano, che è il momento centrale della resistenza in pianura. L'intreccio tra la lotta e le richieste di modifica dei patti agrari porta all'adesione di massa della popolazione contadina alla resistenza. I partigiani possono contare in pianura su una fitta rete di recapiti, basi, rifugi.

5. A Piandelagotti scontro tra gruppi partigiani e reparti nazi-fascisti.

7. Assalto partigiano alla "Corte Arrigona" di S.Giacomo Segnate, dove è accasermata una formazione "repubblichina".

11. Fucilazione a Cibeno (Carpi) di 68 prigionieri prelevati dal campo di concentramento di Fossoli.

13. Manifestazione popolare per ottenere la distribuzione di generi alimentari a Modena.

15. I partigiani di Montefiorino respingono un patto proposto dai tedeschi, che prevede il rispetto della zona partigiana in cambio della cessazione di attività militari contro le linee di comunicazione.

18. Impiccagione di venti cittadini e partigiani nei boschi di Ciano di Zocca.

Attentato al quartier generale di Hitler, che rimane però miracolosamente illeso.

22. Sciopero dei trebbiatori di Portile. In questi giorni sono segnalate manifestazioni popolari a Castelfranco Emilia e in altre località del modenese. Combattimento tra tedeschi e partigiani al passo delle Cento Croci.

29. La Repubblica di Montefiorino viene attaccata da reparti di artiglieria e mezzi corazzati tedeschi. Nonostante l'ordine di "filtrare" nello schieramento nemico e di sganciarsi, alcune formazioni locali continuano ad opporre un'ostinata difesa per 4-5 giorni. Dopo il rastrellamento le forze partigiane si riorganizzano, nasce così la Divisione "Modena", che raggruppa le brigate "Bigi", "Costrignano", "Dragone", "Roveda", "A.Ferrari" e il Battaglione d'assalto "Fulmine", per un totale di circa 2000 uomini. Le formazioni ad est della via Giardini danno vita alla Brigata "A. Gramsci", che però dopo alcuni combattimenti è costretta a passare la linea del fronte.

30. Fucilazione in Piazza Grande a Modena di venti cittadini e partigiani.

31. Fucilazione di sei partigiani a S.Lazzaro di Modena.

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Agosto '44

1. Viene chiuso il campo di concentramento di Fossoli. Gli ebrei modenesi passati per il campo e uccisi ad Auschwitz risultano essere 13.

2. Il Comando emiliano romagnolo trasforma il distaccamento Gap di Modena in 65° Brigata Garibaldi Gap "W. Tabacchi".

6. Reparti tedeschi devastano il centro di Montefiorino. Altri centri della zona libera (Piandelagotti, Villa Minozzo, Toano, Ligonchio) subiscono la stessa sorte. Nello stesso periodo i tedeschi ordinano lo sgombero di parte delle popolazioni di Fanano e di Montese, per l'avvicinarsi della linea del fronte.

7. I fascisti fucilano sul sagrato della chiesa di Rovereto sul Secchia nove cittadini, quale "ammonimento" agli intellettuali antifascisti.

9. Viene proibita in tutta la provincia la circolazione in bicicletta dalle ore 20 alle ore 5. Nei vari comuni della provincia sono presenti oltre 22.000 sfollati e 3.000 profughi dalle terre occupate dagli anglo-americani.

11. A Rocchetta Sandri e Trentino, frazioni del comune di Fanano, scontri tra formazioni partigiane e tedeschi.

13. A Ospitaletto vengono impiccati dai tedeschi 9 partigiani. La rappresaglia colpisce anche gli abitanti del luogo: 11 vengono uccisi, e alcune case del paese incendiate.

28. Firenze viene liberata dai partigiani.

16. Per rappresaglia contro l'uccisione di un colonnello della Gnr, vengono fucilati 16 partigiani e cittadini antifascisti a Carpi. Altri 5 vengono fucilati a Ravarino per la uccisione del vice reggente del fascio locale. Tra la metà di luglio e la metà di agosto vengono uccisi dai nazi-fascisti, per rappresaglia, 167 modenesi.

23. I Gap della prima zona vengono riconosciuti come Distaccamento "Aristide".

31. Gappisti partigiani attaccano l'aviorimessa di Correggio.

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Settembre '44

I Gap della seconda zona si trasformano in Distaccamento "Bruni". Nel corso del mese si trsformano in distaccamento anche i gap del capoluogo ("Giuseppe") e quelli della terza zona ("Achille").

7. I partigiani attaccano la caserma della Gnr di S.Possidonio.

9. Il Cumer, in previsione dello sfondamento delle linee di difesa tedesche, ordina ad Armando di formare un corpo di spedizione per la liberazione di Bologna; il comando modenese non ritiene però di avere le forze sufficienti per occupare sia Bologna che Modena, e non accoglie l'ordine.

10. Liberata la Val d'Ossola in Piemonte, nasce la Repubblica partigiana.

12-14. Rastrellamento tedesco contro le forze partigiane attestate ad ovest della via Giardini.

16. A Limidi di Soliera scontro tra distaccamenti partigiani e colonne fasciste in azione di rastrellamento.

Il comando generale del Cvl ordina alle formazioni partigiane di attaccare le truppe tedesche in concomitanza con l'offensiva alleata.

21. A Sasso Guidano scontri fra formazioni partigiane e reparti nazi-fascisti.

22. Liberazione di Rimini da parte dell'esercito Alleato.

23. Assalto al presidio nazi-fascista di Rovereto di Novi. Negli stessi giorni a Novi sciopero delle mondine.

25. Impedito dai gap un raduno di bestiame a Ravarino. Numerose azioni di questo tipo in tutta la provincia intralciano fortemente l'opera di razzia da parte dei tedeschi. Vengono attuate anche numerose requisizioni in caseifici e altre aziende, distribuendo alla popolazione i prodotti.

26. In Friuli nasce la Repubblica partigiana della Carnia.

Iniziano in varie zone della pianura dei rastrellamenti da parte dei nazi-fascisti.

27. Dopo aver sostenuto diversi combattimenti, alcune formazioni partigiane guidate da Armando si portano al di là delle linee tedesche, e si posizionano nei dintorni di Lizzano in Belvedere, predendo immediatamente contatti con le altre formazioni partigiane della zona.

28-30. Strage a Marzabotto, i tedeschi uccidono 1836 civili e distruggono il paese.

29. Scontro tra partigiani e nazi-fascisti a Saliceto Buzzalino, nel comune di Campogalliano. Sciopero delle risaiole di Novi, che chiedono l'applicazione delle tariffe piemontesi.

30. Impiccagione di sei antifascisti a S.Giacomo Roncole, presso Mirandola.

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Ottobre '44

2. Le forze di Armando liberano Lizzano e Vidiciatico. Verso la metà del mese le forze modenesi e bolognesi disposte nella zona di Lizzano in Belvedere procedono all'unificazione. Dopo l'aggregazione di altre formazioni modenesi che hanno passato il fronte nasce la Divisione "Modena-Armando", che combatte in linea con la V° armata americana.

3. Viene ordinata la distruzione di tutti i rifugi antiaerei costruiti nel modenese, per impedirne l'uso da parte dei partigiani. Per la stessa ragione viene ordinato, alcune settimane dopo, di procedere al taglio del granoturco e delle siepi prospicenti le strade.

5. Allontanati da Campogalliano degli operai piemontesi addetti a lavori di fortificazione. Nelle settimane successive verranno effettuati diversi interventi di questo tipo, per impedire la costruzione di fosse anticarro e di altri ostacoli che frenino l'avanzata Alleata.

6. Manifestazione popolare a Novi di Modena. Assalito dai partigiani il distaccamento Gnr di Freto.

10. Viene liberata la città di Alba, nasce la Repubblica partigiana.

11. Assalto dei partigiani alla caserma della Gnr di Poggio Rusco, in provincia di Mantova.

12. Forte attacco tedesco contro la brigata Bigi nella zona di Quara-Castabona. A Manno di Toano cinque partigiani vengono fucilati e sei impiccati.

17-18. Rastrellamenti fascisti alla sacca, nella zona della Fossalta e a S.Damaso.

20, Manifestazione di protesta contro la guerra a Novi di Modena, organizzata dalle donne del luogo.

24. Assalto al deposito di munizioni in località Morello, nel comune di Soliera.

25. Occupazione del municipio di S.Possidonio, vengono distrutti gli schedari dell'ufficio leva e per l'accertamento del bestiame.

26. A S.Cataldo (Modena) viene fucilato Sandro Cabassi, fondatore del "Fronte della gioventù".

27. Assalto partigiano ai reparti delle Brigate nere accasermati nella "Villa delle rose" a Novi di Modena.

L'offensiva aleata sul fronte italiano si arresta all'altezza della linea Gotica.

29. Attacco dei partigiani della Modena-Armando al Monte Belvedere. Nuovi tentativi vengono effettuati il 24 novembre e il 12 dicembre.

30. Cinque partigiani vengono fucilati a Carpi.

31. Ritirati quasi tutti i presidi della Gnr dai vari comuni della provincia. A contrastare le diverse migliaia di partigiani operanti in provincia il fascismo modenese può contrapporre solamente 358 brigatisti neri, dislocati in sette presidi, e 360 militi della Gnr (100 dei quali però alle dipendenze dei tedeschi per servizi di guardia) dislocati nei presidi di Modena, Carpi e Mirandola. Il comando provinciale dell'esercito dispone, per le azioni contro i partigiani, di un battaglione di 160 uomini, ma solo 60 sono utilizzabili nelle attività di rastrellamento.

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Novembre '44

3. Manifestazione popolare contro la guerra e il fascismo a Soliera; il paese viene occupato dai partigiani, distrutti i registri di leva e delle tasse, assalita la sede del fascio locale.

4. Manifestazione popolare a Montese.

5. Manifestazione popolare a S.Prospero sul Secchia.

A Benedello (Pavullo)impegnativa battaglia tra le formazioni partigiane del "Gruppo brigate est", che avevano il compito di scendere verso Bologna, e reparti tedeschi; alla fine i partigiani riescono a filtrare nelle maglie dell'accerchiamento e a porsi in salvo, lasciando però diversi caduti.

7. Battaglia di Porta Lame a Bologna; è il più grosso scontro militare in ambito cittadino della Resistenza italiana.

9. Cinque donne vengono trucidate dai tedeschi a Pievepelago. Le preoccupazioni per il mancato conferimento della legna da ardere spingono centinaia di persone a tagliare abusivamente alberi nelle ville nei dintorni di Modena.

10. Fucilazione a Modena di Emilio Po, Giacomo Ulivi e Alfonso Piazza.

13. Proclama del generale Alexander, per la cessazione delle operazioni militari su larga scala. Diramato l'ordine di passaggio del fronte per una parte delle brigate partigiane modenesi, che si ricongiungono con quelle di Armando nei pressi di Lizzano.

14-21. Vengono fermate dai tedeschi 500 persone di Limidi e di Soliera. Le formazioni partigiane a loro volta catturano alcuni tedeschi e costringono i comandi germanici - grazie anche la mediazione del vescovo di Carpi, e nonostante l'incendio di 38 case di Limidi per rappresaglia - ad effettuare lo scambio dei prigionieri. In sostanza il comando partigiano viene riconosciuto come controparte, mentre rimangono completamente assenti della trattativa i fascisti.

16. Partigiani penetrano nell'Ufficio provinciale servizi agricoltura, e distruggono gli schedari del bestiame bovino e dei suini da latte.

I partigiani entrano di notte a Concordia, occupano il municipio e distruggono i documenti.

22. Scontro tra partigiani e fascisti in azione di rastrellamento nella zona di Cavezzo.

25. Attacco della Brigata Costrignano nei pressi dell'Abetone; viene conquistato Piansinatico, salta il dispositivo di difesa tedesco, dopo diversi inutili tentativi da parte americana.

26. A Pavullo viene uccisa Irma Marchiani con altri tre partigiani.

27. Convegno dei comandanti partigiani della montagna a Civago. Viene messo in discussione un documento presentato dalla Democrazia cristiana, per la riorganizzazione delle forze partigiane nella zona.

28. Inizia un grande rastrellamento nella bassa reggiano-modenese; le operazioni militari dureranno sino al 3 dicembre. A Concordia fucilazione di cinque partigiani, altri quattro uccisi a Mirandola.

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Dicembre '44

1. Battaglia in campo aperto in località prati di Cortile (Carpi) tra formazioni partigiane e reparti nazi-fascisti.

3. Presso S.Matteo di Modena vengono uccisi 8 giovani prigionieri prelevati dall'Accademia militare. Processati e uccisi dai partigiani i componenti di una banda di ladri, che compivano le loro imprese spacciandosi per patrioti. Di fronte all'assenza delle autorità fasciste, sono i comandi partigiani e i Cln locali ad assolvere ai compiti di controllo dell'ordine pubblico, intervenendo contro la delinquenza comune e contro il mercato nero.

4. Convegno di Gova, nell'appennino, dove vengono ricostruiti gli organici della Divisione "Modena" con la partecipazione ai posti di comando dei democratico cristiani, che dispone ora tre brigate: la "Dolo", la "Dragone" e la "S.Giulia", nonchè alcuni battaglioni. Viene costituito anche il Cln della montagna, che svolge una azione di coordinamento delle riorganizzate amministrazioni locali e di rapporto coi comandi partigiani. Viene costituito anche un Corpo di polizia e un Tribunale militare.

5. Ravenna viene liberata dai partigiani e dagli Alleati.

7. Firmati i cosidetti "Protocolli di Roma" tra i rappresentanti del Clnai e il governo italiano.

12. Disarmato il presidio della Gnr di Cittanova. Nei giorni successivi vengono disarmati anche i presidi dislocati ai Torrazzi e su strada Morane.

13. Fucilati tre partigiani a S.Martino Spino, presso Mirandola.

17. A S.Cesario vengono uccisi undici antifascisti; tra di essi Gabriella Degli Esposti.

19. Partigiani modenesi, reggiani e mantovani partecipano all'assalto dei vari presidi fascisti e tedeschi del comune di Gonzaga. E' una delle pochissime azioni coordinate tra formazioni di provincie diverse della Resistenza italiana.

26. A Villa Martuzzi, nel comune di Vignola, vengono trucidati dai tedeschi 17 cittadini.

31. A Modena i Gap catturano un carro armato "tigre", col quale riescono a colpire l'Accademia, sede del comando germanico.

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1945

Gennaio '45

1. Assalto partigiano alla caserma della Milizia fascista a Campogalliano.

3. Vengono costituite le Sap della montagna.

7-10. Nel corso di una prolungata azione di rastrellamento nazi-fascista, le formazioni partigiane della montagna sostengono numerosi combattimenti. La consistenza delle forze e le azioni dei partigiani in pianura inducono i Comandi alleati ad effettuare lanci di munizioni e armi.

16. Lungo combattimento tra partigiani e tedeschi a Budrione.

18. Il Comando della brigata "Matteotti", costituitasi nell'inverno nei dintorni di Zocca, chiede di entrare in collegamento con la Divisione "Modena".

26. A Quartirolo (Carpi) i fascisti scaricano nel paese i cadaveri di 32 patrioti e cittadini sfigurati dalle torture, già rinchiusi nelle carceri di Modena.

29. Rastrellamenti fascisti nella zona di Gargallo e di Ganaceto, vengono fermate 156 persone, 49 sono trattenute. I fascisti operano continui rastrellamenti, ma adottano anche in modo più intensivo la tattica dell'infiltrazione di spie, che in altre provincie riesce a mettere in seria difficoltà le forze della Resistenza. A Modena la scoperta dei segni di riconoscimento e alcune confessioni permettono di individuare la struttura preposta alle infiltrazioni e di neutralizzarla.

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Febbraio '45

8. Bloccato dalle Sap della montagna un tentativo di penetrazione tedesca a S.Giulia e Gombola.

9-10. Manifestazioni di protesta contro la guerra a Concordia e a Camposanto.

10. A Bologna vengono fucilati per rappresaglia 27 partigiani modenesi.

13. A Vignola, in località Bettolino, impiccagione di 8 antifascisti e partigiani.

14. La paura dei partigiani porta il comando tedesco di Carpi ad emanare disposizioni che vietano a tutti i cittadini di utilizzare le biciclette, di indossare mantelli e giacce a vento e, persino, di tenere le mani in tasca!

15. Fucilazione di cinque partigiani a Fiorano. Attaccate di sorpresa dai partigiani quatto centri sulla via Giardini: Serramazzoni, Sela, Rio Torto e Ligorzano. Ne segue un rastrellamento tedesco nella zona.

22. Cinque partigiani vengono impiccati a Mirandola.

23-24. Assalto alla caserma della Brigata nera "Pappalardo" di Concordia.

27. Tentativo di rastrellamento a Fabbrico. Partigiani reggiani e carpigiani intervengono per impedire la fucilazione di 20 ostaggi. Ne segue una battaglia tra le più importanti della bassa reggiana.

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Marzo '45

2. Cinque modenesi vengono fucilati a Bologna.

4. A Budrione di Carpi manifestazione di donne per ottenere la "restituzione" di un gruppo di civili, catturati durante un rastrellamento.

8. A Paganine, frazione di Modena, circa 3000 donne si recano presso il salumificio Frigeri. Tra queste ci sono numerose operaie della Manifattura tabacchi. Viene distribuito un chilo di prodotti alimentari per persona.

9. Eccidio di nove partigiani a Navicello (Modena).

10. Sette partigiani vengono fucilati a Concordia.

12. Si procede alla riorganizzazione delle forze partigiane della pianura, in vista della liberazione, unificando le Gap e le Sap. Viene quindi costituita la Divisione "Modena-Pianura", formato da sette brigate e un battaglione. Nel carpigiano viene formato il Raggruppamento Brigate "Aristide", composto a sua volta da sette brigate.

13. Convegno a Farneta dei comandanti partigiani della montagna. Viene eletto un nuovo comando di Divisione.

14-18. Azione di rastrellamento tedesca nella zona S.Martino-S.Giulia.

18. Reparti fascisti in azione di rastrellamento in alcune zone della bassa modenese vengono attesi al varco nei pressi di Rovereto; l'intensa battaglia ingaggiata dura tutta la giornata.

19-29. Fucilazione in Piazza d'armi a Modena, a più riprese, di 11 partigiani e cittadini antifascisti.

23. Partigiani modenesi collaborano coi reggiani all'occupazione del paese di S.Martino in Rio.

25-29. Azione di rastrellamento nella pianura da parte di ingenti forze tedesche, che vengono ostacolate dalle formazioni partigiane. Viene operato dalla 1° zona uno sganciamento tattico di 1800 partigiani verso la montagna.

29. Assalita la caserma della Brigata nera di Nonantola.

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Aprile '45

1. Rastrellamento tedesco nel reggiano e nel settore di S.Giulia; dopo una giornata di combattimenti l'attacco viene respinto dai partigiani.

3. Nove partigiani vengono fucilati a Concordia. Rastrellamento tedesco nei pressi di Torre Maina.

5. Inizia l'offensiva alleata nell'area tirrenica, dal 9 parte anche dal litorale adriatico.

10. Azione simultanea delle brigate partigiane della montagna contro i presidi nemici sulla via Giardini. Non viene però effettuata la promessa offensiva alleata sul crinale dell'Abetone, per cui i tedeschi possono destinare numerose truppe contro i partigiani, che non riescono ad ottenere i risultati sperati.

11. Manifestazioni di donne per rivendicare la distribuzione di generi alimentari e di abbigliamento e per protestare contro la guerra. Scioperano anche le operaie dei due stabilimenti della Manifattura tabacchi.

16. Viene costituita la Camera del lavoro di Modena. Fin da gennaio era operante un comitato provvisorio per la sua costituzione.

19. Manifestazione popolare a Modena. Oltre 500 donne si recano a protestare davanti alla Prefettura, ripetendo una manifestazione di due giorni prima.

Inizia l'offensiva alleata, la divisione Modena-Armando attacca le fortificazioni tedesche al Cimone, Cima Tauffi, Libro Aperto e Acquamarcia. Il 20 aprile la brigata di Fulmine entra a Fanano. Il 21 la Costrignano libera Sestola e Montecreto, proseguendo per Pavullo, Serramazzoni e Maranello. La Brigata Italia attacca i tedeschi in direzione della Garfagnana e di Pievepelago.

20. Le staffette carpigiane che si sono trasferite in montagna costituiscono il Distaccamento femminile "Gabriella Degli Esposti", forse l'unica formazione partigiana esclusivamente femminile della Resistenza italiana.

21. Cinque partigiani vengono uccisi a Cavezzo.

22. Le formazioni partigiane liberano Modena e altri centri della provincia prima dell'arrivo delle forze alleate. Il Cln insedia le nuove autorità: prefetto il democristiano Tacoli, presidente della provincia il vecchio socialista Gregorio Agnini, poi sostituito, sindaco di Modena il comunista Alfeo Corassori. Si insedia pure il governatore alleato, ma l'autorità dell'Amg si limiterà ad alcuni settori della vita pubblica, lasciando così ampi spazi di autogoverno dei Cln e delle giunte comunali.

25. Grande manifestazione in Piazza Grande per festeggiare la fine della guerra.

27. A Dongo viene fucilato dai partigiani Benito Mussolini.

28. Soldati dell'Armata rossa occupano Berlino.

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Maggio '45

2. Resa dell'esercito tedesco in Italia. Il bilancio dei datti subiti dalla provincia per gli eventi bellici sono i seguenti: danneggiate 250 fabbriche, distrutti o danneggiati 4688 fabbricati rurali, decimato il bestiame dalle razzie nazifasciste e dalle carenze di foraggio, le strade sono inservibili, bloccate le linee ferroviarie. Inizia il duro periodo della ricostruzione.

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