Dis-orienteering: il gioco dell’identità nella società del rischio
A cura di.............Raffaele Quattrone
| Da | 15/01/2011 |
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| A | 31/01/2011 |
| Dove |
Studio Vetusta / Underdogstudio
via Carteria 32 e 60
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| Orario | mercoledì ore 18.00-20.00; venerdì e sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00;
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| Per informazioni |
Tel:
059/2032604 per info Ufficio Giovani d'Arte
http://www.comune.modena.it/gioarte/
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Inaugurazione sabato 15 gennaio alle ore 18.00
Mostra a cura di Raffaele Quattrone, uno dei vincitori della III edizione del “Concorso regionale per giovani curatori e critici d’arte A cura di…”, promosso e realizzato dall’Ufficio Giovani d’Arte del Comune di Modena in collaborazione con l'Ufficio Promozione giovani artisti del Comune di Bologna
Dis-orienteering: il gioco dell’iedentità nella società del rischio è il quarto e l'ultimo dei progetti selezionati da una commissione composta da Valerio Dehò, critico d’arte, direttore di Kunst Merano Arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Luca Panaro, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti Brera di Milano. I tre precedenti progetti sono stati realizzati a Rimini, Modena e Bologna.
In un momento storico nel quale l’economia e la finanza sembrano aver perso peso come generatori di riferimenti culturali ed identitari un sociologo e cinque giovani artisti provano a riflettere su quella “fatica” tutta contemporanea di costruirsi un’identità non più intesa come ascritta o come risultato di un processo cumulativo e lineare quanto piuttosto come combinazione di frammenti composti, scomposti e ricomposti in modo ogni volta nuovo, magari contrapposti, a seconda delle esigenze del momento e del contesto.
Il termine dis-orientamento qui inteso come sport, facendo anche riferimento alla frammentazione della presentazione delle opere, non è utilizzato in un’accezione negativa (un inceppamento o un’anomalia del sistema) ma semplicemente per indicare la mancanza di punti di riferimento, cioè la nuova modalità di funzionamento del sistema: come trovare un punto fermo in un mondo in continuo movimento dove le istituzioni che prima indirizzavano la nostra vita (religione, partito, famiglia, lavoro, ecc.) sono ormai preda di evanescenti élite finanziarie anch’esse ormai in crisi?
La mostra, pur nella sua semplicità, cerca di tener conto della complessità e delle differenze sull’argomento sforzandosi di non sovraporre la “voce narrante” del curatore a quella degli artisti invitati ma di lasciare che convivano piani di analisi e di ricerca sostanzialmente diversi.
