I codici delle arti e corporazioni e dei collegi professionali
| Da | 20/07/2011 |
|---|---|
| A | 04/08/2011 |
| Dove |
Archivio storico del Comune di Modena
viale Vittorio Veneto, 5 presso Palazzo dei Musei
|
| Orario | da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 12.45 |
| Per informazioni |
Tel:
059/2033450
|
| Aggiungi l'evento al calendario |
|
Lo statuto più antico è quello dei fabbri, che risale al 1244, mentre dal 1327 è testimoniata la presenza di corporazioni di arti e mestieri per quasi tutte le attività economiche dell'epoca: dai giudici ai cartai, dai navigatori ai salaroli, venditori di sale, come documenta lo Statuto cittadino conservato all'Archivio storico del Comune di Modena. Il viaggio alla scoperta degli antichi mestieri, tra preziosi documenti storici e raffinate miniature, è la proposta culturale dell'Archivio per le mattine d'estate fino al 4 agosto.
Con lo sviluppo del nucleo urbano, intorno alla fine del secolo XI, le
arti e i mestieri, non più costretti nel chiuso sistema economico delle
corti medioevali, trovano nuovo impulso e nuovo vigore: la città è il
centro della vita civile, intellettuale ed economica, è il luogo dove
si tengono i mercati, nel quale convergono gli ambulanti e si
concentrano tutte le attività commerciali e artigiane del distretto di
Modena.
Dapprima si organizzano in corporazione i mercanti, poi i banchieri e
più tardi gli altri lavoratori e artigiani. Le norme consuetudinarie,
che nella fase primitiva reggono la vita delle corporazioni, diventano
ben presto insufficienti. L'accrescersi dell'organizzazione corporativa
impone la formazione di statuti sul modello di quelli comunali. Ogni
arte ha un suo particolare statuto nel quale sono raccolte le regole
che devono assicurare il retto esercizio dell'arte stessa,
salvaguardare gli interessi egli associati e la buona qualità dei
prodotti. Questi statuti sono sottoposti all'approvazione dell'autorità
comunale per tutelare gli interessi dei cittadini.
Il Comune vigila sulla vita e sull'organizzazione cittadina, attestando
nei propri documenti ufficiali l'esistenza di numerose corporazioni:
giudici, notai, fabbri e orefici, macellai, sarti, banchieri,
pescatori, salaroli, navigatori, lavoratori di pelli, cartai,
lavoratori del bixello, della lana, del lino, stracciaroli, venditori
di spezie, merciai, barbieri, tavernieri, albergatori e fornai,
falegnami, muratori e tessitori. Le corporazioni modenesi erano rette
da "massari", in genere due, uno dei quali esercitava funzioni di
tesoriere. L'Archivio, nella sua duplice funzione di fondamento per la
certezza e la trasparenza dell'azione amministrativa e conservazione
del patrimonio storico, propone con questa mostra e altre iniziative
una testimonianza della vita pubblica del passato.
