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Lady Vendetta - e - I'm a cyborg, but that's ok - di Park Chan-wook

SANGUE HI-TECH – Il cinema di Park Chan-wook

Da 21/05/2011
A 21/05/2011
Dove
Sala Truffaut c/o Palazzo Santa Chiara
via degli Adelardi, 4
Orario

ore 18.30; ore 20.30 e 22.30

Per informazioni
Tel: 059/239222
http://www.circuitocinema.mo.it
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Cinema, Video e Proiezioni, Festival, rassegna
l'accesso è consentito ai soli soci Truffaut. Costo della tessera annuale obbligatoria 3,00 euro. Ingresso 4,00 euro (euro 3,00 per soci ARCI, AICS, ENDAS, ACLI). Ingresso prime visioni 5,00 euro (euro 4,00 per soci ARCI, AICS, ENDAS, ACLI).
  • Ore 18,30

LADY VENDETTA (Chin-jeol-han Geum-ja-set/Sympathy for Lady Vengeance, Corea del Sud 2005) di Park Chan-wook   112’
Dopo 13 anni passati in prigione come reclusa modello, tutti sono convinti che Geum-ja si sia davvero pentita di aver rapito e ucciso un bambino; in realtà ha sempre pensato a come vendicarsi di chi aveva realmente commesso il crimine. Per concludere la sua “trilogia della vendetta”, Park sembra cambiare radicalmente stile: la prima parte ha l’andamento di una commedia farsesca, e il periodo della detenzione è raccontato con punte di umorismo grottesco (la vendetta contro la reclusa mafiosa e lesbica). Ma quando il vero assassino, un serial killer di bambini, cade nelle mani di Geum-ja, i toni tornano a farsi cupi e disperati; e il “processo” finale è quasi insostenibile.

 

  • Ore 20,30 e 22,30

I’M A CYBORG, BUT THAT’S OK (Saibogujiman kwenchana, Corea del Sud 2006) di Park Chan-wook   105’
Versione originale con sottotitoli italiani
Prima visione
Una ragazza inizia a credere di essere un cyborg e di poter parlare con diversi apparecchi elettrici, ma solo indossando la dentiera lasciata a casa dalla nonna, ricoverata in manicomio perché si credeva la madre di alcuni topi. Anche Young-goon, quando si taglia le vene di un polso e si infila fili elettrici nella carne, finisce in manicomio. Qui ha come soli amici gli apparecchi, e la radio la convince che deve uccidere i dottori. Rifiuta il cibo perché teme che possa danneggiare i suoi sistemi cibernetici e si nutre solo leccando delle batterie. Alimentata a forza, viene salvata da un altro paziente, un ragazzo, che finge di installare al suo interno un macchinario in grado di convertire il cibo in energia elettrica. Tra i due sboccia l’amore.

Associazione Circuito Cinema Comune di Modena Assessorato alla cultura e beni culturali
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