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Oltre 900 i biglietti su fortuna e sfortuna di Modena lasciati nei giorni del Festivalfilosofia da modenesi e turisti alla postazione di EffettoModena. Pensieri sulla città che cambia, allestita per l’occasione in Piazza Grande.

Pur senza alcuna pretesa statistica o scientifica, molti sono gli spunti di riflessione, suggerimenti, critiche, valutazioni, che offrono interessanti punti vista sulla città.

Una città dove ancore vive un orgoglio di appartenenza: per le virtù civiche, le bellezze artistiche e architettoniche, la gastronomia – “fortune” apprezzate anche da tanti turisti ma che andrebbero valorizzate di più -, i servizi ai bambini, l’attenzione per gli anziani, le biblioteche, le piste ciclabili e il verde pubblico, il piacere di stare insieme, di essere ancora “comunità”.

Una città dove “si sta bene” che tuttavia ha tra i suoi punti di caduta innanzi tutto le caratteristiche ambientali: il clima, la qualità dell’aria, l’inquinamento. Quindi: meno auto, più biciclette e piste ciclabili più sicure, un trasporto pubblico migliore. Ma è la qualità urbana l’argomento che più sollecita il bisogno di lasciare il proprio post: troppo cemento, troppi centri commerciali, una progettazione urbanistica non condivisa coi cittadini.

Il “legame sociale” è ancora forte, tuttavia comincia ad indebolirsi: troppo benessere che rende chiusi, troppi immigrati “senz’arte né parte”, poche opportunità per i giovani, una scarsa capacità di innovazione

Molto aperte anche le fortune e le sfortune “politiche” tra chi ritiene Modena tra le città fortunate per l’ottima amministrazione eredità di tradizioni “serie” e chi ritiene che la fortuna per la città sarebbe il cambiamento .

E forse in un’epoca di incertezze, la vera fortuna per Modena sta, come ci ha detto Bauman, nel fatto che i “cittadini modenesi non credono alla fortuna, come altri fanno, ma a loro stessi”.

 

 

 

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