LAPIDARIO ROMANO
La sezione romana del Museo si è arricchita di un suggestivo percorso costituito dalle testimonianze monumentali
delle necropoli di Mutina venute in luce dal secondo dopoguerra ad oggi. Nel piano terra del
Palazzo dei Musei è stato infatti inaugurato nel 2002 il Lapidario Romano dei Musei Civici che espone
materiali provenienti dai rinvenimenti effettuati nelle aree esterne al perimetro della città romana occupate in età
imperiale da necropoli monumentali.
Particolarmente rilevanti sono le testimonianze relative alle aree sepolcrali che si estendevano lungo la via Emilia
a est della città, come la monumentale ara funeraria del centurione Clodio. Dalla stessa zona provengono anche il
frammento con raffigurazione di prora di nave, forse appartenente ad un comandante di flotta di età augustea, e le
stele funerarie del tonsor Lucius Rubrius Stabilio e del tintore di tessuti Caius Purpurarius Nicephor.
Nel complesso i materiali esposti attestano con la loro importanza la ricchezza raggiunta da
Mutina e attraverso i messaggi tramandati dalle epigrafi allargano il già pur vaso patrimonio
di conoscenze sul tessuto sociale della città.
Il Lapidario Romano dei Musei Civici è visitabile tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 19,30. L'ingresso è gratuito.
- Parte di monumento funerario con raffigurazione di prora di nave. Fine I secolo a.C.
- Stele funeraria di Lucius Rubrius Stabilio Primus. Fine I secolo a.C. - inizio I secolo d.C.
- Monumento funerario di Publius Clodius. Inizi I secolo d.C.
- Stele funeraria di Caius Purpurarius Nicephor. Fine I secolo d.C.
Il monumento di Vetilia Egloge, databile al I secolo d.C., è parte
integrante del percorso espositivo dedicato alle principali testimonianze delle necropoli di Mutina. Colpisce
l'imponenza dell'ara (rinvenuta nel 2007), costruita con più blocchi di pietra calcarea che, sovrapposti, raggiungono
un'altezza di oltre quattro metri. L'iscrizione, incorniciata da un elegante motivo vegetale, ci svela le relazioni che
intercorrono fra la liberta di origine greca Vetilia, che fa erigere il monumento, e le persone ad essa più care: il figlio
Lucio Valerio Costante e il "carissimo" marito Lucio Valerio Costante. Entrambi i personaggi rivestivano cariche
prestigiose: il marito era un decurione di Mutina,
ossia un membro del consiglio o senato municipale; il figlio di Egloge ricopre invece la carica di "apollinare e augustale"
che identifica le figure preposte al culto dell'imperatore in ambito municipale.