ATTIVITA'
Il Museo persegue un programma di attività rivolte da un lato alla ricerca, conservazione e salvaguardia del patrimonio archeologico e dall'altro alla valorizzazione e divulgazione delle raccolte.
Ricerca, conservazione e salvaguardia
Il Museo, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni Archeologici dell'Emilia Romagna, effettua scavi e ricerche archeologiche in città e nel territorio. Gli scavi nella Terramara di Montale (1996-2001) hanno consentito di recuperare una serie di informazioni utilizzabili sul piano scientifico per la rilevanza dei dati archeologici emersi e su quello della valorizzazione e divulgazione per la realizzazione del Parco archeologico. Gli scavi nella necropoli di Casinalbo, iniziati nel 1994 e tuttora in corso, hanno portato alla luce oltre 500 sepolture a incinerazione. Si tratta della più importante testimonianza di necropoli riferibile ad un abitato terramaricolo. Lo scavo del contenuto delle urne cinerarie viene effettuato in laboratorio con tecniche di rilievo e microscavo innovative. I resti antropologici sottoposti ad analisi potranno fornire dati sulla composizione demografica delle comunità dell'età del bronzo. Sono attualmente in corso anche i restauri delle urne e dei corredi che andranno ad ampliare le raccolte del Museo.
Coordinamento scavi e ricerche archeologiche: Andrea Cardarelli (cardarelli.andrea@unimore.it).
Sul fronte della salvaguardia del patrimonio archeologico il Museo in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna e con la partecipazione dell'Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena, ha avviato nel 1993 un progetto di banca dati informatizzata delle presenze archeologiche del territorio modenese.
Attualmente la carta archeologica della città di Modena e del suo territorio rappresenta uno strumento di tutela del patrimonio archeologico in relazione alla pianificazione territoriale. Il sistema integrato Mutina permette infatti di correlare direttamente la cartografia archeologica alla programmazione territoriale in modo da valutare il rischio archeologico in sede di progettazione. Allo stato attuale la carta archeologica di Modena e Provincia comprende oltre 10.000 schede riferibili a 3340 evidenze archeologiche delle quali 1055 risultano già sottoposte a norme di tutela.
Per accedere al servizio è necessario formulare apposita richiesta presso la segreteria del Museo
(silvia.pellegrini@comune.modena.it).
Valorizzazione e divulgazione
Il Museo, a partire dal 1991, anno in cui è stato riaperto dopo un lungo lavoro di ristrutturazione, ha proposto al pubblico svariate iniziative di divulgazione scientifica: mostre, pubblicazioni e audiovisivi, conferenze, corsi di aggiornamento, gite di carattere archeologico.
Nel 1997 ha realizzato, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, la mostra "Terramare. La più antica civiltà padana", una delle più significative esposizioni di pre-protostoria nel panorama italiano.
Nel 2001 ha prodotto un cd rom sulla città romana di Mutina, frutto di un lavoro scientifico plurienneale, che consente di ricollocare virtualmente nel luogo di rinvenimento i numerosi monumenti e reperti di età romana custoditi in Museo.
E' del 2002 l'apertura al pubblico del Lapidario Romano dei Musei Civici che espone in un suggestivo percorso le testimonianze monumentali di Mutina venute alla luce negli ultimi 40 anni.
Nel 2004 è stato inaugurato il Parco archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale, innovativa proposta museale realizzata grazie alle ricerche scientifiche intraprese nel sito e sulla base di una domanda di pubblico e scuole evidenziata dalle precedenti attività divulgative e didattiche del Museo.
Catalogo editoriale